Pensieri&Parole

La riforma sbagliata, il pasticciaccio brutto del taglio dei parlamentari

Il Senato ha approvato in seconda lettura la riforma che taglia il numero dei parlamentari da 945 a 600: 400 deputati e 200 senatori. Ora manca solo il sì finale della Camera, che arriverà presumibilmente a settembre. Lo scorso maggio è stato invece varato il Rosatellum Ter. La legge elettorale, cioè, è stata rivista per essere subito applicabile con il nuovo Parlamento in versione ridotta. Allo stesso modo saranno ridotti pure collegi uninominali e proporzionali. E’ incredibile come un cambiamento così sostanziale del nostro ordinamento costituzionale stia passando sostanzialmente sotto silenzio. All’epoca della riforma renziana vennero analizzate anche le virgole per determinare i possibili effetti sulla qualità della democrazia. Oggi, invece, nessuno si chiede cosa succederà con la riforma Fraccaro.

Eppure i punti critici sono innumerevoli. Può un testo di poche righe ridurre di oltre un terzo il Parlamento senza nessun effetto deleterio? Qualcuno si è domandato come cambierà l’elezione del presidente della Repubblica quando l’incidenza dei delegati regionali – che sono e restano 58 – sarà proporzionalmente molto più decisiva? Qualcuno si è chiesto se, con soli 200 eletti a Palazzo Madama, 5 senatori a vita non rischino di influire eccessivamente sui rapporti tra maggioranza e opposizione? E ancora: qualcuno si è accorto che “tagliando” di un terzo il Rosatellum, al Senato si verificherà una stretta maggioritaria senza precedenti?

Il perché lo ha spiegato con una serie di tabelle il deputato di Leu Federico Fornaro. In pratica, tolti i collegi uninominali, alcune Regioni – come Abruzzo, Liguria, Calabria, Friuli – eleggeranno proporzionalmente appena 3 o 4 senatori. Vorrà dire che in quelle Regioni, per avere un rappresentante a Palazzo Madama, i partiti dovranno superare un “quorum implicito” del 25-33%. Ce la farà, insomma, solamente la Lega e, forse, in alcuni casi il Pd. Il M5S – al 17% nei sondaggi – e Fratelli d’Italia – al 7% – sono sicuri di aver fatto un grosso affare a votare una riforma che di fatto cancellerà la loro rappresentanza in una grossa fetta del Paese? Al di là di queste considerazioni opportunistiche, è normale che a nessuno interessi tutto questo? Possibile che questa emergenza sia meno importante dei (pochi) migranti che arrivano sulle nostre coste?

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