Politica

La Sicilia dei commissari

di Gaetano Mineo

Negli ultimi vent’anni, tutti i governi della Sicilia hanno tentato di risolvere l’annosa questione dei rifiuti. A oggi nessuna soluzione. Solo qualche legge da azzeccagarbugli varata da un’Assemblea regionale grazie a una politica compiacente al governatore di turno. Norme che nella maggior parte dei casi hanno avuto l’obiettivo di cestinare le strategie dei governi precedenti in modo tale da poter mettere mano a nuove elargizioni di centinaia e centinaia di milioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Come i debiti prodotti dalle varie gestioni e che superano il miliardo. E così da circa vent’anni la Sicilia è sempre in emergenza rifiuti. Era il mese di maggio del 1999, esattamente giorno 31, quando l’allora ministro Rosa Russo Jervolino istituì nell’Isola il “Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque”. Roma allora nominò Angelo Capodicasa, governatore dei Ds. L’esponente comunista, nella qualità di commissario, avrebbe dovuto attuare un piano per tirar fuori la Sicilia dalla voragine dei rifiuti. Ma come ci dice la storia, la monnezza continuò a rinvigorire. Come, d’altronde, lo stato commissariale, prorogato per decenni. Anche Cuffaro e Lombardo sono stati nominati commissari. E anche la recente storia, in merito, ci dice come è andata: totale fallimento. La raccolta differenziata è in alto mare. Non è stato fatto alcuno sforzo serio per incentivarla. Secondo l’allora normativa vigente, entro il 2006 – leggasi duemilasei – avrebbe dovuto superare il 35%. A oggi, dopo dieci anni, siamo anni luce lontani da quelle percentuali. Decenni di chiacchiere, di consulenze pagate profumatamente, di scontri per la realizzazione o no di inceneritori, di termovalorizzatori, di discariche. E, intanto, continuavano a scorrere fiumi di milioni. Poi arriva la “rivoluzione” di Crocetta. Il governatore mette subito mano a una nuova legge, varata a soli sei mesi dal suo insediamento. Una norma con cui sconfessa su tutta la linea le politiche – a suo dire fallimentari – dei suoi predecessori. A oggi nulla è cambiato. Con l’aggravante, che per la prima volta, ci sono stati due magistrati alla guida dei rifiuti. L’ultimo la Contraffatto, che dopo circa sedici mesi dalla sua tanto contestata nomina, getta la spugna: “È necessario un commissario”. E Crocetta parla con Renzi. Insomma, è la Sicilia dei commissari. Senza offesa per Montalbano.

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