“L’età dell’oro è su di noi”: Trump si racconta vincente mentre l’America si divide
Il presidente statunitense traccia nel suo secondo discorso sullo stato dell’Unione un quadro trionfale dell’economia e della politica estera, ignorando i sondaggi in calo e le critiche bipartisan che crescono a Washington.
Donald Trump
Donald Trump ha parlato per quasi due ore. Al termine, lo stato dell’Unione era, almeno nelle sue parole, florido, sicuro, trionfante. “L’età dell’oro dell’America è su di noi”, ha dichiarato il presidente, aprendo il suo secondo discorso annuale al Congresso con la stessa enfasi con cui, trent’anni fa, conduceva un programma televisivo. Il problema è che fuori dall’aula i sondaggi raccontano un’altra storia, e dentro l’aula metà del Parlamento aveva già deciso di non ascoltarlo.
L’intervento, il primo del secondo mandato, non ha prodotto alcuna novità legislativa di rilievo. Trump ha scelto la narrazione sulla proposta, il quadro sulla sostanza. Ha descritto un’economia in crescita, una frontiera sotto controllo, una politica estera assertiva. Ha attaccato i democratici per la loro attenzione al costo della vita — argomento che, nell’America del 2025, brucia ancora — e ha rilanciato proposte contro presunti brogli elettorali, accuse smentite in ogni sede giudiziaria in cui sono state sottoposte a verifica. Ha criticato come “totalmente sbagliata” una recente pronuncia della Corte Suprema sui dazi, annunciando che risponderà con una misura “ancora più forte”. Non ha specificato quale.
La Corte, i dazi, l’Iran
Sul piano della politica estera, Trump ha ribadito che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare”. Una dichiarazione d’intenti, non una strategia. Ha promesso il proseguimento delle deportazioni di massa, senza indicare tempi né strumenti. Ha infine annunciato che il vicepresidente JD Vance guiderà quella che ha definito una “guerra contro le frodi”, sostenendo — senza produrre un solo dato a sostegno — che l’eliminazione degli sprechi porterebbe al pareggio di bilancio. Un’affermazione che nessun economista indipendente ha avallato.
Il tono dell’intervento ha oscillato tra l’enfasi dei successi e la rudezza degli attacchi. A un certo punto Trump ha liquidato l’opposizione con una frase secca: “Queste persone sono pazze”. La deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar ha risposto a voce alta: “Hai ucciso americani!”. La replica presidenziale è stata altrettanto diretta: “Dovresti vergognarti”. Non è mancato nulla, tranne la misura.
L’aula come campo di battaglia
La frattura politica non è rimasta verbale. Decine di parlamentari democratici hanno disertato la seduta fin dall’inizio; altri hanno abbandonato l’emiciclo nel corso del discorso, in segno di protesta silenziosa. Il deputato afroamericano del Texas Al Green è stato scortato fuori dal personale di sicurezza dopo aver mostrato un cartello con la scritta “Black people aren’t apes!” — risposta diretta a un video di matrice razzista diffuso nelle settimane precedenti sui canali presidenziali, nel quale gli Obama venivano raffigurati con le fattezze di scimmie.
Sul fronte repubblicano, il sostegno a Trump resta, per ora, monolitico. Dopo mesi di allineamento compatto, i dissensi interni si contano sulle dita di una mano e hanno carattere prevalentemente simbolico. Le preoccupazioni per le ricadute elettorali dell’agenda presidenziale esistono, ma vengono espresse sottovoce, nei corridoi, lontano dai microfoni.
Lo spettacolo nel palazzo del Parlamento
Fedele al suo passato televisivo, Trump ha costruito il discorso come una sequenza di segmenti emotivi, intervallando le parti politiche con premi e ospiti a sorpresa capaci di strappare applausi trasversali. Ha fatto salire sul palco Royce Williams, veterano centenario della guerra di Corea, pilota della Marina decorato con la Medal of Honor consegnatagli dalla prima signora Melania Trump. Ha presentato il sottufficiale Eric Slover, protagonista dell’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
I momenti più carichi sul piano emotivo hanno riguardato Alejandra Marquez e suo zio Enrique, ex prigioniero politico a Caracas, liberato e condotto a Washington. “Alejandra, sono lieto di informarti che non solo tuo zio è stato rilasciato, ma è qui stasera”, ha detto Trump, con il tempismo calibrato di chi conosce le leggi dello schermo.
Il presidente ha poi premiato Scott Ruskan, soccorritore della Guardia Costiera accreditato del salvataggio di 165 persone durante le alluvioni in Texas dell’estate scorsa. In chiusura, ha fatto ingresso a sorpresa la nazionale maschile statunitense di hockey su ghiaccio, fresca del titolo olimpico, annunciando che al portiere Connor Hellebuyck sarà conferita la Medaglia Presidenziale della Libertà.
Due ore di discorso, un paese diviso, un’aula che si svuotava. L’età dell’oro, a giudicare dal termometro politico di Capitol Hill, deve ancora cominciare.
