Politica

Azzolina nel mirino finanche della maggioranza, governo verso fiducia su Dl scuola

L’intesa sulla scuola ancora non è chiusa, parte del Pd e Leu non sono soddisfatti dell’emendamento della ministra Lucia Azzolina che dovrebbe recepire l’accordo politico siglato domenica notte e questa sera in commissione potrebbero mancare i numeri per far passare la riformulazione proposta dalla ministra. Ma, in ogni caso, il governo metterà la fiducia sul provvedimento, che scade il 7 giugno e dovrà andare alla Camera dopo il voto del Senato. Miguel Gotor, responsabile scuola di Articolo 1 (che insieme a Sinistra italiana sostiene il governo con Leu), lo dice chiaramente: “Articolo 1 respinge la riformulazione dell’emendamento del ministro Lucia Azzolina sul concorso per docenti precari perché non corrispondente all’accordo raggiunto alla presenza di Giuseppe Conte. Auspichiamo che prevalga la ragionevolezza e il rispetto delle intese”.

Sulla stessa linea sono i democratici Matteo Orfini e Francesco Verducci, quest’ultimo in commissione Cultura al Senato dove è in esame il decreto. “Stiamo vedendo se si trova una soluzione o se ognuno vota i propri emendamenti”, dicono dal Pd. Votare “ognuno i propri emendamenti” sarebbe un problema per il governo, in commissione. Questa mattina, riferiscono, la maggioranza poteva contare su due-tre voti di scarto e senza un’intesa di maggioranza potrebbero mancare i numeri sull’emendamento del governo e addirittura non è escluso che passi l’emendamento Verducci che propone l’assunzione per un anno dei precari in base a titoli e servizio e un orale selettivo alla fine. Un’ipotesi che M5s ha bollato come una “sanatoria” che non privilegia “il merito”. Ovviamente, anche un eventuale stop in commissione sarebbe poi superato in aula, con un maxi-emendamento e la fiducia, ma in queste ora si sta lavorando per provare ad evitare la spaccatura.

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