L’Italia del rugby riscrive la storia, umiliata all’Olimpico l’Inghilterra
Gli azzurri di Quesada conquistano a Roma, sabato pomeriggio, la prima vittoria di sempre contro i Roses nel Sei Nazioni, rimontando da una situazione di inferiorità numerica e tecnica grazie alla meta decisiva di Marin al 72′ e al piede implacabile di Garbisi.
Settantadue minuti di sofferenza, un cartellino giallo subìto, due avversari espulsi temporaneamente e un finale da manuale: l’ItalRugby batte l’Inghilterra 23-18 e centra il risultato più importante della sua storia nel torneo. Una vittoria costruita sul coraggio di non cedere quando tutto sembrava perduto, sulla lucidità di Garbisi sotto pressione e sulla concretezza di un collettivo che ha saputo aspettare il momento giusto per colpire. L’Olimpico esplode al triplice fischio. Il rugby italiano non era mai arrivato fin qui.
L’avvio: Italia solida, Inghilterra pericolosa
I primi minuti raccontano una storia prevedibile. L’Inghilterra aggredisce, spinge nei pressi della linea di meta azzurra e cerca il vantaggio immediato. L’Italia difende con ordine, concede poco e progressivamente prende coraggio. Il merito è di una linea difensiva che non si sfalda, di un’organizzazione di squadra che regge all’urto e di Monty Ioane, che sulla fascia sinistra comincia a guadagnare campo in modo sistematico. Al 21′ arriva il primo segnale concreto: Garbisi centra i pali da calcio piazzato. Italia avanti 3-0. L’Olimpico si scalda.
L’Inghilterra risponde cinque minuti dopo. Tommy Freeman sfrutta una rapida circolazione dell’ovale, trova spazio sulla linea laterale e segna. La trasformazione non entra: 5-3 per gli ospiti. Il match è aperto, incerto, tatticamente denso.
La meta di Menoncello e la beffa del recupero
Al 34′ l’Italia produce l’azione più bella della prima frazione. Costruzione paziente, circolazione dell’ovale, e poi Tommaso Menoncello che si inserisce centralmente, rompe la linea difensiva inglese e vola indisturbato oltre i pali avversari. Garbisi trasforma con precisione: 10-5 per gli azzurri. La meta è bella, la reazione dell’Olimpico è immediata e sonora.
Quando il primo tempo sembra avviarsi verso una chiusura favorevole agli azzurri, arriva la beffa. Nei minuti di recupero una palla persa innesca il contropiede inglese. L’azione si sviluppa sulla destra con rapidità: Tom Roebuck schiaccia l’ovale oltre la linea. Fin Smith trasforma. Le squadre vanno negli spogliatoi con l’Inghilterra avanti 12-10. Un ribaltamento crudele, costruito sull’unico errore italiano del primo tempo.
Il precipizio: 18-10 e uomo in meno
La ripresa si apre con il segno sbagliato. Al 45′ Smith centra i pali e allunga sul 15-10. L’Italia fatica a produrre gioco pulito, la pressione inglese si fa asfissiante. Al 53′ arriva il momento peggiore: Giacomo Nicotera viene sanzionato con il cartellino giallo per un in avanti volontario. Smith trasforma la punizione: 18-10. Otto punti di distacco, un uomo in meno, mezz’ora da giocare. La situazione è critica.
La svolta: due gialli inglesi e Garbisi chirurgico
L’Italia non si disunisce. Al 57′ l’Inghilterra resta in quattordici: Sam Underhill riceve il giallo per un placcaggio alto su Danilo Fischetti. Garbisi non spreca: calcio piazzato centrato, 13-18. La partita cambia fisionomia. Poco dopo, su un tenuto conquistato da Louis Lynagh, arriva un’altra punizione. Garbisi calcia, l’ovale colpisce il palo e rientra: 16-18. L’Olimpico trattiene il respiro.
Al 65′ arriva il colpo definitivo al meccanismo inglese: Maro Itoje, uno dei giocatori più rappresentativi dei Roses, riceve il cartellino giallo. L’Inghilterra scende in tredici uomini. L’Italia ha la superiorità numerica doppia e la usa con intelligenza: maul prolungata vicino alla linea, possesso tenuto con cura, pressione costante.
La meta di Marin e il trionfo finale
Al 72′ arriva la meta che vale la storia. Un calcio apre lo spazio sulla fascia sinistra per Ioane, che accelera e serve Menoncello: il centro azzurro rompe ancora la linea difensiva e libera l’ovale per Alessandro Marin, che schiaccia al centro dei pali. Garbisi trasforma: 23-18. L’Olimpico esplode.
Nel finale l’Inghilterra prova il tutto per tutto. Ma a un minuto dalla sirena un tenuto fischiato contro gli ospiti consegna agli azzurri il possesso decisivo. L’Italia gestisce l’ovale fino allo scadere. Al fischio finale la festa è totale, incontenibile, meritata. Per la prima volta nella storia del Sei Nazioni, l’ItalRugby ha battuto l’Inghilterra.
