La svolta, la nuova strategia artica italiana: “È un confine d’Europa da difendere”

Tajani

Antonio Tajani

L’Artico non è più una frontiera lontana. Per l’Italia diventa “un confine dell’Europa da proteggere”, un’area cruciale per la sicurezza nazionale e continentale. Lo stabilisce la nuova Strategia Artica Italiana, presentata oggi a Villa Madama dai ministri Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa) e Anna Maria Bernini (Università e Ricerca). Un documento che segna una svolta rispetto alla versione del 2015: allora prevaleva una visione cooperativa, oggi la competizione geopolitica impone scelte nette.

A dieci anni dalla prima edizione, Roma aggiorna la propria postura verso il Grande Nord. Non solo ricerca scientifica, ma presenza economica, diplomatica e militare. Il riscaldamento climatico apre nuove rotte marittime, le tensioni tra superpotenze crescono. E le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, territorio autonomo danese, dimostrano quanto l’Artico sia diventato teatro di scontro strategico. L’Italia, si legge nel documento, è “un vicino lontano che si sta avvicinando”. E non vuole restare ai margini.

Meloni: “Ciò che accade nel Grande Nord riguarda tutti noi”

Dal Giappone, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato un messaggio inequivocabile: “L’Artico è una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”. Non si tratta di un territorio distante, ma di un’area che “riguarda il futuro di tutti noi, il nostro benessere, la nostra prosperità e la nostra sicurezza”. Per questo l’Italia, “da sempre sostenitrice del diritto internazionale”, intende fare la propria parte per preservare l’Artico come “area di pace, cooperazione e prosperità”.

Meloni ha sottolineato la necessità che l’Artico diventi “sempre di più una priorità dell’Unione Europea e della Nato”. L’Alleanza atlantica, secondo la premier, deve “sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori”. Un richiamo esplicito alle ambizioni russe e alle dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, che hanno scosso gli equilibri nordatlantici.

Tajani annuncia missioni imprenditoriali e tavoli industriali

Il ministro degli Esteri ha ribadito l’urgenza di aggiornare la strategia italiana. “La centralità della regione artica ci impone di aggiornare la nostra azione politica, economica e di ricerca”, ha affermato Tajani. “Abbiamo interesse alla stabilità dell’area, a una sempre maggior presenza dell’Unione Europea e della Nato perché l’area artica è interesse geostrategico”. Le nuove rotte marittime, i confronti geopolitici in corso impongono un cambio di passo.

L’Artico è ricco di materie prime critiche. Tajani ha annunciato una missione imprenditoriale a Copenaghen e la convocazione di “un tavolo imprenditoriale sul tema che raccolga i nostri principali gruppi industriali e le tante piccole e medie imprese di settori chiave come difesa, energia, ambiente e spazio”. L’obiettivo è “inserirle in un contesto di maggiore internazionalizzazione del nostro sistema, per essere all’avanguardia nell’export anche in questa regione del mondo”. Roma vuole promuovere “la cooperazione per lo sviluppo sicuro delle future rotte marittime” e spingere per “un maggiore impegno della Nato in quell’area con una presenza dell’Ue”.

Crosetto: “Le nuove rotte artiche peseranno sul quaranta per cento del traffico di Suez”

Il ministro della Difesa ha messo in guardia sui cambiamenti epocali in arrivo. Il riscaldamento climatico “creerà vie di comunicazione nuove, che incideranno, non sappiamo con quali tempi, sul quaranta-cinquanta per cento dei passaggi a Suez”, ha spiegato Crosetto. “Pensate cosa significa per le nostre aziende, per i nostri porti, un cambio così importante”. Per questo l’Italia deve “mantenere un presidio, governare anche queste future rotte, mantenere una presenza economica, commerciale, di ricerca, anche militare”.

L’Artico non è una regione qualsiasi, ha ammonito Crosetto. “Il paese che ha il confine più lungo con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia”. Quando finirà la guerra in Ucraina, “una gran parte delle risorse militari russe saranno spostate in questo settore”, proprio mentre “la Nato ha concentrato tutta la politica militare sempre più vicino all’Artico” e Trump rilascia “dichiarazioni sulla Groenlandia” che alimentano tensioni.

Dalla ricerca alla geopolitica: l’Italia rivendica un ruolo da protagonista

“L’asse della Difesa è fondamentale”, ha concluso Crosetto. “È il supporto su cui si basano la ricerca e la diplomazia, è il basamento con cui il paese si presenta ed è quello che ci permette di far parte dei consessi internazionali”. Anche senza accesso diretto all’Artico, l’Italia può “rivendicare un nostro peso prendendoci una parte di responsabilità”. In quella zona, “terra di nessuno”, serve “qualcuno che costruisce delle regole e che non siano regole che creano altre fratture in un mondo che ne ha già troppe”.

La ministra Bernini ha chiuso i lavori sottolineando che “l’Artico è il luogo dove l’Italia può dire la sua da protagonista”. La partecipazione alla strategia nazionale rappresenta “un momento di coesione tra l’indispensabile ruolo della politica estera”, che “giustamente fonde cooperazione e commercio”, e “la fondamentale e imprescindibile presenza di sicurezza e difesa ovunque si faccia ricerca, tecnologia e innovazione”. L’Italia abbandona la postura puramente scientifica per abbracciare una visione geopolitica completa.

Tajani a Rubio: “Sulla Groenlandia garantire la sicurezza artica nella Nato”

In serata, Tajani ha reso noto di aver avuto “un lungo e cordiale colloquio telefonico” con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Al capo della diplomazia statunitense, il ministro ha “confermato la presenza a Washington alla riunione di febbraio sui minerali critici” e “espresso apprezzamento per il sostegno degli Stati Uniti alla liberazione di Alberto Trentini e degli altri detenuti politici italiani, per il rilascio degli altri connazionali ancora nelle carceri venezuelane”.

“Sulla Groenlandia ho ribadito l’importanza di garantire la sicurezza della regione artica nel quadro della Nato”, ha sottolineato Tajani. Con Rubio si è discusso anche di Iran, Ucraina e Gaza: “Vogliamo confrontarci con gli Usa e lavorare insieme sulla crisi in Iran e in favore della pace in Ucraina”, mentre “su Gaza ho rinnovato il nostro impegno per l’attuazione della seconda fase del Piano Usa, sul fronte degli aiuti umanitari, della sicurezza, della governance e della ricostruzione”.

Intervenendo alla sede del quotidiano La Sicilia, Tajani ha ribadito: “Il problema della sicurezza della Groenlandia è un problema che ci interessa, la sua sicurezza dev’essere assolutamente garantita: i rischi ci sono ed è un bene che la Nato sia presente”. Non basta però “mandare dieci o quindici soldati”: serve una strategia complessiva. “Occorre che l’Artico sia oggetto di una strategia politica, economica e di una strategia scientifica perché la ricerca è fondamentale in una parte del mondo in cui, con il cambiamento climatico, cambieranno le rotte del traffico marittimo”. Roma ha scelto: l’Artico è ormai priorità nazionale.