ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
Ridimensionatore del carattereAa
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Lettura: Meloni sfida Bruxelles: energia, bilancio e migranti. L’Italia detta le condizioni
Ridimensionatore del carattereAa
ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
  • Multimedia
Search
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Hai già un account? Accedi
Seguici
APERTURAPolitica

Meloni sfida Bruxelles: energia, bilancio e migranti. L’Italia detta le condizioni

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2026 21:05
Giuseppe Novelli
Condividi
Giorgia Meloni
Condividi

La premier contesta i tagli al bilancio pluriennale, chiede sostegno alla competitività e rilancia la necessità di un’Europa più incisiva sull’Ucraina. Sul voto all’unanimità, però, la posizione italiana resta ferma: no a un’Unione che imponga le proprie decisioni agli Stati membri.

Contents
  • Bilancio Ue, Roma respinge i tagli
  • Energia, lo scontro sulla linea europea
  • Ucraina, Meloni chiede un negoziatore europeo
  • Unanimità, il no della premier
  • Medio Oriente, l’Italia punta su Aspides
  • Migranti, nuovo fronte con Sánchez

Il Consiglio europeo di domani e venerdì si annuncia più complicato del previsto. Sul tavolo ci sono il bilancio pluriennale dell’Unione, il costo dell’energia, la guerra in Ucraina, il Medio Oriente e la gestione dei flussi migratori. Ma dietro i dossier si profila una questione politica più ampia: quale Europa vogliono i governi e quanto spazio intendono lasciare alle priorità nazionali.

Giorgia Meloni arriva a Bruxelles con una linea precisa. L’Italia non intende avallare tagli che penalizzino agricoltura e coesione, chiede misure concrete per sostenere l’industria e rivendica un ruolo europeo più forte nella ricerca di una soluzione alla guerra in Ucraina. Sul fronte istituzionale, invece, la premier respinge l’ipotesi di superare il voto all’unanimità, considerandolo uno strumento essenziale per evitare che le decisioni dei Paesi più forti prevalgano sugli altri.

Bilancio Ue, Roma respinge i tagli

Il primo terreno di scontro è il Quadro finanziario pluriennale, il bilancio europeo che dovrà definire le risorse e le priorità dell’Unione per i prossimi anni. Il vertice segnerà l’avvio della trattativa politica vera e propria, sulla base della nuova proposta negoziale della presidenza irlandese, che non soddisfa nessuno dei principali gruppi di Paesi. L’Italia è in prima fila tra gli “Amici della coesione”, contrari ai tagli alla Politica agricola comune e ai fondi destinati a ridurre i divari territoriali. Roma non condivide neppure la riduzione generalizzata dell’8% prospettata dalla presidenza irlandese per andare incontro alle richieste dei Paesi più rigorosi sul fronte della spesa.

Il problema, per il governo, non è soltanto difendere le risorse già destinate all’agricoltura e alla coesione. È evitare che l’Europa si presenti alle nuove sfide economiche con un bilancio insufficiente, proprio mentre la competitività industriale richiede investimenti e strumenti comuni. Meloni ha già fissato il limite negoziale: “Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia”.

Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa punta a chiudere l’intesa entro dicembre, prima dell’avvio delle numerose tornate elettorali europee. Ma la scadenza politica non basta a superare le divergenze. Decisivo sarà il confronto sulle nuove risorse proprie dell’Unione, sul possibile rinnovo degli strumenti legati a Next Generation Eu e sull’eventuale ricorso a forme di debito comune mirate. Soluzioni che incontrano la resistenza dei Paesi contrari a ulteriori forme di finanziamento condiviso. La trattativa, secondo le previsioni diplomatiche, entrerà nel vivo soltanto nelle fasi finali. Anche la flessibilità richiesta da Meloni per compensare l’impennata dell’inflazione potrebbe essere rilanciata dalla premier, pur non figurando tra i punti centrali del vertice.

Energia, lo scontro sulla linea europea

Il costo dell’energia è l’altro grande dossier economico. Qui le divisioni tra i governi sono profonde e riguardano la strategia con cui affrontare la crisi. Da una parte ci sono Germania, Paesi nordici e Paesi Bassi, insieme a Spagna e Portogallo, che individuano nella dipendenza dai combustibili fossili il problema strutturale e chiedono di accelerare la transizione. Dall’altra si colloca l’Italia, affiancata tra gli altri da Polonia, Romania, Austria e Grecia, che sollecita la Commissione europea a presentare proposte concrete per contenere i costi e proteggere la competitività industriale.

Per Roma, la transizione energetica non può tradursi in un aggravio insostenibile per le imprese europee. Il governo chiede che la revisione del sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle emissioni, tenga conto delle esigenze produttive e del rischio di indebolire ulteriormente l’industria rispetto ai concorrenti internazionali.

La contrapposizione è politica prima ancora che tecnica: accelerare la riduzione delle emissioni oppure intervenire con maggiore decisione sui costi che gravano su aziende e famiglie. Il governo italiano punta a impedire che gli obiettivi ambientali prevalgano sulle condizioni necessarie a mantenere competitiva la produzione europea.

Ucraina, Meloni chiede un negoziatore europeo

Sul fronte internazionale, il vertice dovrà affrontare la guerra in Ucraina in una fase delicata. Venerdì è atteso a Bruxelles Volodymyr Zelensky, mentre la decisione di Donald Trump sul gasolio russo apre nuove incognite sulla tenuta della strategia occidentale. In Senato, Meloni ha ribadito che il sostegno italiano a Kiev “non è un’alternativa alla pace”, ma una condizione per renderla possibile. La premier ha però insistito sulla necessità di un maggiore protagonismo europeo e sulla nomina di un negoziatore dell’Unione.

Il messaggio è rivolto anche alle principali capitali europee. Meloni ha criticato l’idea che Francia, Germania e Regno Unito possano gestire autonomamente il dossier meglio di quanto farebbe un’iniziativa condivisa dai Ventisette. Un richiamo che punta a ridimensionare la diplomazia ristretta delle grandi potenze e a riconoscere all’Unione un ruolo effettivo nelle trattative.

La richiesta di un negoziatore sarebbe ora sostenuta con insistenza anche da Zelensky. Al Consiglio, tuttavia, non è attesa una decisione formale: i leader discuteranno soprattutto del profilo della figura da individuare, che dovrà avere un peso politico adeguato. Meloni ha inoltre definito “molto rischiosa e contraddittoria” la decisione di Trump sul gasolio russo, sostenendo che rischia di compromettere anche il sistema di sanzioni costruito dall’Ue. Una critica che dovrebbe trovare spazio nelle conclusioni del vertice.

Unanimità, il no della premier

Il confronto più delicato sul futuro istituzionale dell’Unione riguarda il superamento del voto all’unanimità. La Commissione ha rilanciato la necessità di modificare i meccanismi decisionali per rendere l’Ue più rapida ed efficace, soprattutto in politica estera e nei dossier strategici. Meloni non condivide questa impostazione. “Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità in Europa”, ha dichiarato, sostenendo che l’Unione debba essere “inclusiva e non impositiva”.

La premier propone di puntare sulle cooperazioni rafforzate: strumenti che consentono a un gruppo di Stati di procedere insieme in determinati ambiti senza obbligare tutti gli altri a partecipare. Una soluzione che, nella visione del governo, permetterebbe di superare gli stalli senza cancellare il diritto dei singoli Paesi a tutelare i propri interessi.

Il nodo è politico. Per chi sostiene la riforma, l’unanimità può paralizzare l’Europa. Per Roma, eliminarla rischia invece di trasformare la ricerca del consenso in un sistema nel quale le minoranze nazionali hanno meno possibilità di incidere.

Medio Oriente, l’Italia punta su Aspides

Nel capitolo dedicato al Medio Oriente, l’Italia insiste sul ripristino della libertà di navigazione e sul rafforzamento della missione navale europea Aspides. Per il governo, il potenziamento dell’operazione rappresenta uno degli strumenti più concreti per consentire all’Ue di esercitare un ruolo rilevante nella regione.

Roma spinge inoltre per accelerare il percorso di adesione all’Unione di Montenegro e Albania. L’allargamento resta un obiettivo italiano, ma si intreccia con il dibattito sulla capacità decisionale europea: più Paesi nell’Unione rendono ancora più importante trovare un equilibrio tra efficacia delle decisioni e tutela delle diverse posizioni nazionali.

Migranti, nuovo fronte con Sánchez

L’immigrazione sarà infine uno dei dossier politicamente più sensibili per Meloni. Le conclusioni del Consiglio dovrebbero contenere indicazioni articolate e nuovi passi nella direzione sostenuta dall’Italia, che da tempo chiede un approccio europeo più incisivo sul controllo delle frontiere e sulla gestione dei flussi. Il confronto potrebbe riaccendersi con il premier spagnolo Pedro Sánchez, anche alla luce della controversia su Ceuta e sulla sospensione di Schengen. La misura italiana di ripristino dei controlli alle frontiere interne, in scadenza domani, potrebbe essere rinnovata.

Meloni ne difende la legittimità sulla base delle esigenze di sicurezza e respinge le contestazioni. La premier ricorda che gli Stati membri hanno fatto ricorso ai controlli temporanei alle frontiere quasi 500 volte dal 2026 e che in 30 casi le verifiche hanno riguardato direttamente l’Italia. La Francia, inoltre, mantiene controlli alla frontiera con il nostro Paese da oltre dieci anni.

Il messaggio è rivolto ai partner europei: Roma non accetta che uno strumento utilizzato da altri governi venga contestato quando è l’Italia a ricorrervi. Il vertice di Bruxelles metterà così alla prova la capacità di Meloni di tradurre le posizioni del governo in risultati negoziali. Bilancio, energia e migrazioni sono i dossier sui quali l’esecutivo chiede risposte concrete; Ucraina e riforma istituzionale misurano invece il modello di Europa che Roma intende sostenere. La linea della premier è chiara: cooperazione europea, ma senza rinunciare alla tutela degli interessi nazionali.

TAGGATO:bilancio Ueconsiglio europeoDonald TrumpenergiaGiorgia MelonimigrantiPedro Sanchezucrainaunione europeaVolodymyr Zelensky
Condividi questo articolo
Email Copia link Stampa
Articolo precedente Ok Camera risoluzioni maggioranza su Ucraina, opposizioni non votano
Articolo successivo Ucraina, centrosinistra sempre diviso: Pd e M5S evitano lo scontro ma resta nodo armi a Kiev
PoliticaUltim'ora

Ceuta, scaduto termine su Schengen, attesa per decisione Italia

Sport

Atalanta, partenza sprint in Conference League: Pafos battuto 3-1

Sport

Il Milan cala il poker in Austria: Cisse firma una tripletta storica

APERTURA/NOTIZIEScienza e Tecnologia

Dietro la parete nord di Tutankhamon potrebbe esserci la tomba perduta di Nefertiti

Sport

Calcio, Lautaro Martinez si ferma: salterà sette partite

0Mi piace
0Segui:
0Segui:
0Segui:
Pubblicità
Ad image

Da leggere

ILFOGLIETTONE.IT
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Direttore responsabile
Gaetano Mineo

 

Iscrizione registro stampa tribunale di Palermo  22/2013 redazione@ilfogliettone.it

Editore
Il fogliettone società editoriale S.r.l.s.

Iscrizione registro REA di Palermo n.308873
Iscrizione registro comunicazione n.24002
societaeditoriale@ilfogliettone.it

Questo sito è associato alla

badge_FED
 
 
 

 

  • Redazione
  • Scrivi al giornale
  • Pubblicità
  • Condizioni generali
  • Privacy
  • Cookies Policy
Lettura: Meloni sfida Bruxelles: energia, bilancio e migranti. L’Italia detta le condizioni

Copyright © 2026 Il Fogliettone S.R.L.S