Politica

Merkel in un tunnel, dopo due mesi dal voto Germania senza governo

I punti interrogativi abbondano questa mattina sugli organi di informazione online tedeschi, all’indomani del fallimento dei negoziati per la formazione di una coalizione di governo tra conservatori, liberali ed ecologisti, insuccesso che apre sostanzialmente a tre diversi scenari. “E adesso cosa accadrà?”, interrogativo seguito da diversi corollari: “La Germania tornerà alle urne?”, oppure “Di chi è la colpa?”, o ancora “Chi ha vinto e chi ha perso?”. È quindi l’incertezza a prevalere, o peggio ancora lo spettro di una paralisi, situazione insolita e preoccupante per il Paese che si considera ed è considerato la locomotiva dell’Europa, e che si ritrova ormai, due mesi dopo il voto, ancora senza un governo. “Oggi si apre una giornata quanto meno di riflessione”, ha riassunto a caldo nella notte la cancelliera Angela Merkel, che oggi si recherà a colloquio dal presidente federale Frank-Walter Steinmeier. Si aprono adesso tre diversi scenari possibili: il ritorno a una Grande Coalizione; un governo di minoranza; il voto anticipato. La prima opzione era stata scartata all’indomani del voto del 24 settembre, quando il candidato socialdemocratico sconfitto nella corsa alla cancelleria, Martin Schulz, l’aveva categoricamente bocciata. Una terza riedizione della “GroKo” avrebbe quindi abbondantemente i numeri per governare, ma non la volontà politica, ribadita pochi giorni fa dalla capogruppo parlamentare Spd, Andrea Nahles.

Un governo di minoranza sarebbe una novità assoluta sulla scena politica tedesca. A un’alleanza nero-gialla, tra Cdu/Csu e Fdp, mancherebbero ben 29 seggi per avere la maggioranza al Bundestag. Ancora meno probabile un’alleanza con i soli Verdi, cui mancherebbero ben 42 seggi alla maggioranza. Difficilmente Merkel potrebbe accontentarsi di maggioranze mutevoli e incerte per portare avanti il suo quarto mandato di governo consecutivo. Ultima alternativa, il ritorno alle urne. A rendere questa strada l’ultima opzione possibile è la stessa Costituzione tedesca che disegna una procedura molto complicata, che comporta diversi passaggi e votazioni al Bundestag. Solo nel caso in cui tutti i tentativi di eleggere un cancelliere di minoranza dovessero fallire, il presidente potrà decidere di sciogliere il Bundestag e convocare, entro 60 giorni, nuove elezioni. Ma proprio Steinmeier, ex ministro degli Esteri socialdemocratico, in un’intervista ieri alla Welt am Sonntag, non ha nascosto la sua ritrosia a richiamare i tedeschi alle urne: “Tutte le parti sono consapevoli delle loro responsabilità – ha detto il capo di stato riferendosi ai leader dei diversi schieramenti politici – e questa responsabilità significa non riconsegnare il proprio mandato agli elettori”.

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