Politica

Milioni di credenti in Ucraina verso lo sfratto per la Pasqua ortodossa

Si avvicina una data inquietante per la maggioranza dei cristiani in Ucraina, e anche per il neopresidente eletto Volodomyr Zelensky che in campagna elettorale aveva criticato il rivale Petro Poroshenko sulla questione. È il 26 aprile, Venerdì Santo, per gli ortodossi e soprattutto per quella parte della Chiesa ortodossa Ucraina, che non ha aderito allo scisma da Mosca e rappresenta la parte maggioritaria dei fedeli. “Il 26 aprile può essere liquidata la più grande confessione del Paese”. Così askanews apprende da Kiev, dal dipartimento per le Relazioni Esterne della Chiesa Ortodossa Ucraina. “È significativo che ciò accada di Venerdì Santo (ortodosso), il giorno in cui il Signore Gesù Cristo fu crocifisso. Il 26 aprile, secondo l’interpretazione del Ministero della Cultura dell’Ucraina, scade il termine stabilito dalla legge n. 2662-VIII per la rinuncia della Chiesa Ortodossa Ucraina al suo nome ufficiale”.

Di Venerdì Santo ortodosso insomma la Chiesa non scismatica deve cambiar nome altrimenti si apre il baratro dei problemi. Ma la diretta interessata ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di cambiare. Secondo Viktor Yelensky, presidente della sottocommissione per la libertà di coscienza e le organizzazioni religiose della commissione per la cultura e la spiritualità Verkhovna Rada, se la Chiesa Ortodossa Ucraina rifiuta di cambiare il nome, il suo nome nel registro ufficiale sarà modificato con decisione del Ministero della Cultura dell’Ucraina, e gli statuti saranno privati della registrazione statale. Insomma, la Chiesa Ortodossa Ucraina potrebbe cessare di esistere in campo giuridico e perdere il diritto di usare le sue chiese per il culto. Di conseguenza, il 28 aprile, giorno della Pasqua ortodossa, “a milioni di fedeli ortodossi ucraini in 12.092 parrocchie sarà negato il diritto di pregare nella loro Chiesa”, precisano dal dipartimento.

Come noto Zelensky ha facilmente sconfitto Poroshenko nelle elezioni presidenziali in Ucraina. Per coloro che sono interessati alla situazione religiosa in Ucraina, vi è, naturalmente, la domanda su come l’elezione di Zelensky influenzerà i conflitti relativi alla concessione di autocefalia da parte del Patriarcato ecumenico alla Chiesa ortodossa dell’Ucraina. Come candidato, Zelensky ha taciuto su questo argomento. Tuttavia, al dibattito televisivo tra Porosenko e Zelensky allo Stadio Olimpico di Kiev, ne ha parlato brevemente. Lo scisma a suo dire “è una vittoria per l’Ucraina, ma mi sembra che questa vittoria, soprattutto, sia per Filaret (il patriarca che ha spinto per l’autocefalia della chiesa ucraina), che ha combattuto per la Chiesa ucraina ancor prima di che Poroshenko diventasse presidente. Anche in quei giorni quando Poroshenko era un parrocchiano del Patriarcato di Mosca”.

In un’intervista del 13 aprile, al metropolita Hilarion (il ministro degli Esteri del Patriarcato di Mosca) è stato chiesto cosa aspettarsi se Zelensky diventasse presidente. “Se Poroshenko rimane al potere, possiamo aspettarci continue persecuzioni di milioni di credenti ortodossi in Ucraina” ha risposto. “Quest’uomo ha lasciato il segno nella storia come persecutore della Chiesa. Se l’elezione viene vinta da una persona che non è imparentata con la Chiesa, che anche in uno dei suoi programmi ha ridicolizzato il “tomos sull’autocefalia”, confrontandolo con un thermos, si può sperare che la persecuzione contro la Chiesa venga fermata e che l’armonia inter-confessionale verrà ripristinata in Ucraina, nonostante il fatto che abbia subito danni molto significativi”.

Oggi peraltro sono giunte anche le congratulazioni del patriarca di Tutte le Russie Kirill a Zelensky, che ha “un’opportunità storica per unire la nazione”. “Gli ucraini che hanno sostenuto la sua candidatura ripongono in lei grandi speranze per cambiamenti positivi” ha aggiunto, chiedendo al nuovo capo di stato “un contributo personale alla soluzione dei problemi economici e sociali del Paese e per trovare il modo per superare i conflitti e le divisioni esistenti”. L’attuazione della legge n. 2626-VIII crea, secondo l’amministratore della Chiesa Ortodossa Ucraina, metropolita di Borispol e Brovary Anthony, le opportunità e le condizioni per realizzare un attacco momentaneo e su larga scala contro le chiese e altre proprietà della Chiesa Ortodossa Ucraina a favore della nuova organizzazione ecclesiastica registrata come “Metropolia di Kiev, Chiesa ortodossa ucraina OCU”. Va notato, che con lo scisma, a questa nuova organizzazione sono passate solo 500 parrocchie, secondo fonti indipendenti. l’atto stesso dell’aprovazione da parte della Verkhovna Rada dell’Ucraina della legge n. 2662-VIII ha causato grande preoccupazione nella comunità religiosa ucraina.

In particolare, nel gennaio 2019, il rabbino capo di Kiev e Ucraina, Yaakov Dov Bleich, che allora era il presidente del Consiglio Ucraino delle Chiese e le Organizzazioni Religiose (CUCeOR), ha espresso pubblicamente la sua posizione. A suo parere, la legge n. 2662-VIII, che introduce modifiche alla legge ucraina “Sulla libertà di coscienza e le organizzazioni religiose”, non è conforme alla Costituzione dell’Ucraina e viola gravemente il principio della separazione tra la chiesa e lo stato. Dopo l’adozione di questa legge da parte della Verkhovna Rada, ha sottolineato Yakov Dov Bleich, nessuna confessione in Ucraina può sentirsi protetta dalle interferenze del governo. Inoltre, il presidente del Consiglio Ucraino delle Chiese e le Organizzazioni Religiose ha prestato particolare attenzione al fatto che l’adozione della legge n. 2662-VIII ha causato una reazione negativa nella comunità internazionale. Secondo lui, anche le organizzazioni internazionali che sostengono la Kyiv ufficiale hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’illeggibilità e sulla natura provocatoria di tali azioni. La Chiesa Ortodossa Ucraina sinora è stata la più grande Chiesa in Ucraina. Riunisce milioni di credenti in 12.092 comunità ecclesiali territoriali (parrocchie) in tutta l’Ucraina, con 12 409 sacerdoti. Sul territorio dell’Ucraina, ci sono inoltre 258 monasteri e 4.500 monaci; 17 istituti di istruzione religiosa con 1.415 studenti. askanews

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