Movimento 5 Stelle, la base sfiducia la senatrice Fucksia

E’ colpevole di aver difeso il collega Pepe, sfiduciato domenica nel meetup degli attivisti a Napoli. Domani nuova riunione al Senato

Ormai il meccanismo delle espulsioni è un domino. Chi esprime solidarietà per un collega in rotta con il Movimento, riceve lo stesso trattamento. Era successo con i senatori Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani, che avevano rassegnato le dimissioni in segno di protesta per l’espulsione dei quattro colleghi Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. Adesso la stessa sorte potrebbe toccare a Serenella Fucksia, colpevole di aver difeso il collega senatore Bartolomeo Pepe. Non solo defenestrazioni via blog per voce di Grillo, o sondaggi on-line tra gli iscritti certificati. E’ anche il “territorio” a chiedere la cacciata dei parlamentari di riferimento nei quali la base non si riconosce più. Il meccanismo avviene nei cosiddetti “meetup”. Per il caso di Bartolomeo Pepe il meetup a Napoli c’è stato domenica scorsa. In quell’occasione “si è deciso di formalizzare un disagio vissuto dagli attivisti nei rapporti con il senatore, di cui si era ripetutamente discusso in precedenti riunioni e sulla Rete, con richieste di confronti dal vivo rimaste inascoltate”, si legge in un comunicato diffuso dal Movimento 5 Stelle di Napoli. La decisione non ha mancato di creare malumori tra gli stessi attivisti grillini. In 150 hanno messo la loro firma in un documento – approvato ieri da un’assemblea di attivisti campani tenutasi ad Acerra e diffuso sui social network – a difesa di Pepe.

“Gli attivisti del Movimento Cinque Stelle della Campania – si legge nel documento – dissentono, con fermezza, su quanto deliberato dal Meetup Napoli del 09.03.2014 alle ore 15 presso il Circolo Privato Mumble Rumble, alla presenza dei parlamentari della Repubblica italiana deputato Roberto Fico e senatrice Vilma Moronese”. Alla loro voce si è aggiunta quella di Serenella Fucksia. Per questo sfiduciata dal Meetup di Fabriano. “Il gruppo del MoVimento 5 Stelle Fabriano si dissocia in maniera netta e decisa dalle dichiarazioni e dall’atteggiamento tenuto dalla portavoce Serenella Fucksia” si legge in un comunicato del gruppo locale dei grillini. La decisione è arrivata dopo l’intervista rilasciata al Fattoquotidiano nella quale la senatrice marchigiana ha preso le distanze dalle espulsioni delle ultime settimane e dalla sfiducia ai danni del collega Pepe. “In maniera particolare -si legge nella nota- non possono essere accettate le illazioni lanciate sul caso dell’ipotizzato avvio della procedura di espulsione del senatore Pepe e l’accusa di incompetenza rivolta agli altri senatori del gruppo”. Il documento del meetup segnala poi imprecisioni e mancanze nella rendicontazione delle spese della senatrice, tema spesso sottolineato in prossimità di espulsioni dal Movimento: “Proprio lei risulta essere l’unica a non aver rendicontato le spese sostenendo che il programma per fare il conteggio per la rendicontazione è difficile da usare e che lei ha altro da fare, svilendo anche in questo caso il lavoro degli altri portavoce che dedicano tempo prezioso a una attività che non ritengono affatto inutile e superflua”.

Lei ha detto la sua su facebook: “Meglio una parola in più o in meno? Immagino dipenda dalle situazioni e che il giudizio sia sempre opinabile. Il diritto ad arrabbiarsi credo sia legittimo e nelle assemblee capita di discutere e a volte di esagerare. Aggiungo, magari fossero tutti questi i problemi!” Intanto, il caso Pepe è in stand by al Senato. Come ogni settimana, giovedì prossimo dovrebbe tenersi una nuova assemblea e anche se all’ordine del giorno dovrebbe esserci ancora la questione della redistribuzione degli incarichi nelle commissioni, non è escluso che qualcuno avanzi la richiesta di avvio della procedura di espulsione. Non sono da escludere nuove scintille dopo le urla e i pianti della riunione della settimana scorsa. Oggi non sono mancate le polemiche a distanza. Pepe ha accusato il deputato 5 stelle Roberto Fico di essere il responsabile della sfiducia da parte del meetup napoletano e di aver subito il “metodo Boffo”. Fico gli ha replicato via Facebook: “Inutile e ridicolo invocare la macchina del fango o il metodo Boffo. Il meetup di Napoli non si sente più rappresentato dal modo di agire di un eletto: è una presa d’atto di un rapporto che non funziona che, con chiarezza, è stata manifestata”. Intanto, uno degli espulsi – Francesco Campanella – ha incontrato ieri sera a Roma Giovanni Favia, consigliere comunale di Bologna e tra i primi espulsi da M5S. Contatti che entrano nel disegno di dar vita ad un movimento nuovo degli ex 5 Stelle. L’espulso Luis Alberto Orellana ha commentato la situazione con un tweet ironico: “Pare, ripeto pare, che il meetup del Vaticano abbia sfiduciato un religioso argentino che è in carica da un annetto…”. (Il Tempo)

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