Politica

Nordcorea lancia missili vicino alle acque territoriali di Seoul

La Corea del Nord ha lanciato almeno 10 missili dalle sue coste orientali e occidentali e un missile è caduto in un’area prossima alle acque territoriali della Corea del Sud per la prima volta dalla divisione della penisola, più di 70 fa. Un fatto intollerabile per l’esercito di Seoul, che ha poi risposto con tre missili aria-superficie sparati a nord della Northern Limit Line, il confine marittimo de facto. Per il presidente sud-coreano Yoon Suk-yeol è “effettivamente un’invasione territoriale”. Tre caccia sudcoreani hanno lanciato missili balistici a corto raggio per “riaffermare la nostra determinazione a rispondere severamente a qualsiasi provocazione”, ha aggiunto Seoul, rimarcando che “siamo in grado di colpire con precisione il nostro nemico”.

“In quanto sudcoreano non posso tollerare il fatto che la Corea del Nord, nonostante sia una razza e un popolo, abbia testato dei missili e aggravato il confronto tra le due Coree, quando siamo in un periodo di lutto”, ha spiegato, Jeon In-gyu, intervistato da Afp, poco dopo la strage di Halloween nel quartiere di Itaewon. “Non sono preoccupato che la Corea del Nord esegua questi test – afferma Sun Jong-cheol, ai microfoni di Afp – inevitabilmente continueranno a costruire la loro forza militare, ma non credo che noi sudcoreani siamo preoccupati del fatto che compiano un test nucleare o meno”.

“Credo che i missili siano esclusivamente per scopi difensivi e per proteggere il loro regime e paese”. Il lancio di missili è avvenuto infatti dopo che il 1 novembre Pyongyang ha bollato come “aggressiva e provocatoria” la grande esercitazione aerea che stanno conducendo Seoul e Washington, con il coinvolgimento di centinaia di aerei da guerra di entrambi gli eserciti.

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