Nuove restrizioni su petrolio, banche e criptovalute: l’Ue stringe ancora la morsa economica sulla Russia
La Commissione propone misure su energia, finanza e commercio per colpire il sistema economico russo mentre i colloqui di pace ad Abu Dhabi tentano una mediazione nel conflitto ucraino.
La Commissione europea ha presentato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’annuncio giunge a pochi giorni dal quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina, in un momento in cui il conflitto entra nella sua fase più critica. Le misure proposte da Bruxelles riguardano tre ambiti strategici: energia, servizi finanziari e commercio. Il pacchetto dovrà ora passare al vaglio del Consiglio dell’Unione europea per l’approvazione definitiva.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha illustrato le nuove misure con toni particolarmente duri nei confronti del Cremlino. “Mentre l’Ucraina continua a difendersi con straordinario coraggio sul campo di battaglia, il Cremlino sta raddoppiando i crimini di guerra, colpendo deliberatamente abitazioni e infrastrutture civili”, ha dichiarato. Gli impianti energetici e i sistemi di riscaldamento sono stati tutti presi di mira, lasciando intere comunità senza elettricità a temperature gelide. Von der Leyen ha definito questo comportamento non come la condotta di uno Stato che cerca la pace, ma come l’azione di una nazione che conduce una guerra di logoramento contro una popolazione civile innocente.
Colloqui di pace e fermezza sanzionatoria
La tempistica dell’annuncio non è casuale. Mentre ad Abu Dhabi sono in corso importanti colloqui di pace, von der Leyen ha voluto ribadire la posizione europea: “La Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni genuine solo se verrà spinta a farlo. Questo è l’unico linguaggio che la Russia capisce”. Il messaggio è chiaro: la diplomazia deve procedere di pari passo con la pressione economica. Il ventesimo pacchetto sanzionatorio rappresenta, secondo la presidente della Commissione, lo strumento necessario per costringere Mosca a negoziati seri.
Il blocco di misure sull’energia rappresenta il nucleo più incisivo del pacchetto. Bruxelles introduce un divieto totale di servizi marittimi per il greggio russo. La misura ridurrà ulteriormente le entrate energetiche della Russia e renderà più difficile trovare acquirenti per il suo petrolio. Trattandosi di un’attività globale, il trasporto marittimo richiede un coordinamento internazionale: la Commissione propone di attuare questo divieto insieme ai partner che condividono gli stessi principi, dopo una decisione del G7.
La stretta sulla flotta ombra
Quarantatré navi vengono aggiunte alla lista nera della cosiddetta flotta ombra, portando il totale a seicentoquaranta imbarcazioni. Si tratta di petroliere che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni esistenti, trasportando greggio verso mercati disposti ad acquistarlo nonostante i divieti occidentali. La Commissione rende inoltre più difficile per la Russia acquisire nuove petroliere da utilizzare per questo scopo. Vengono introdotti divieti generalizzati sulla fornitura di manutenzione e altri servizi per le petroliere di gas naturale liquefatto e le navi rompighiaccio, con l’obiettivo di danneggiare ulteriormente i progetti di esportazione di gas. Queste misure si integrano con il divieto sulle importazioni di gas naturale liquefatto concordato con il diciannovesimo pacchetto e il regolamento RepowerEU.
Il secondo blocco di misure punta a limitare ulteriormente il sistema bancario russo e la sua capacità di creare canali di pagamento alternativi per finanziare l’attività economica. “Questo è il punto debole della Russia e stiamo insistendo molto su questo”, ha affermato von der Leyen. Venti banche regionali russe vengono inserite nella lista delle istituzioni sanzionate. Ma la novità più significativa riguarda le criptovalute: la Commissione adotta misure contro le società che le scambiano e le piattaforme che consentono il commercio di monete digitali, per chiudere ogni possibilità di elusione. Il sistema finanziario russo ha tentato negli ultimi anni di sviluppare circuiti paralleli basati su valute digitali per sfuggire alle restrizioni occidentali.
Banche di paesi terzi nel mirino
Particolarmente rilevante è la decisione di prendere di mira diverse banche di paesi terzi coinvolte nella facilitazione del commercio illegale di beni sanzionati. Si tratta di istituti di credito situati in nazioni che non hanno aderito alle sanzioni occidentali e che fungono da intermediari per le transazioni russe. La mossa rappresenta un ampliamento significativo del perimetro sanzionatorio, che ora non si limita più a colpire entità russe ma include anche chi collabora attivamente con Mosca per aggirare le restrizioni.
Il terzo blocco di misure inasprisce le restrizioni all’esportazione verso la Russia con nuovi divieti su beni e servizi. Dalla gomma ai trattori, dai servizi di sicurezza informatica ad altri prodotti, il valore complessivo delle esportazioni vietate supera i trecentosessanta milioni di euro. Si introducono inoltre nuovi divieti all’importazione di metalli, prodotti chimici e minerali essenziali non ancora soggetti a sanzioni, per un valore superiore ai cinquecentosettanta milioni di euro. Complessivamente, le nuove restrizioni commerciali riguardano quasi un miliardo di euro di scambi.
Tecnologie belliche e strumenti anti-elusione
Ulteriori restrizioni all’esportazione colpiscono prodotti e tecnologie utilizzati per lo sforzo bellico russo, come i materiali impiegati nella produzione di esplosivi. Viene proposta una quota sull’ammoniaca per limitare le importazioni esistenti. Per la prima volta, la Commissione attiva lo strumento anti-elusione: sarà vietata l’esportazione di macchine e radio a controllo numerico computerizzato verso giurisdizioni in cui esiste un rischio elevato che questi prodotti vengano riesportati in Russia. Si tratta di un meccanismo che colpisce non solo chi commercia direttamente con Mosca, ma anche chi facilita il transito di tecnologie sensibili attraverso paesi terzi.
La Commissione propone inoltre maggiori garanzie legali per le aziende dell’Unione europea, per proteggerle dalle violazioni dei loro diritti di proprietà intellettuale o da espropriazioni ingiuste in Russia dovute a sentenze abusive dei tribunali in relazione alle sanzioni. Molte imprese europee hanno subito ritorsioni da parte delle autorità russe, che hanno utilizzato il sistema giudiziario interno per confiscare beni o annullare contratti in risposta alle misure occidentali.
I dati sull’efficacia delle sanzioni
Von der Leyen ha fornito dati concreti sull’impatto delle sanzioni già in vigore. Le entrate fiscali della Russia derivanti da petrolio e gas sono diminuite del ventiquattro per cento nel 2025 rispetto all’anno precedente, il livello più basso dal 2020. Questo amplia il deficit fiscale russo. Le entrate da petrolio e gas di gennaio rappresentano il dato più basso dall’inizio della guerra. I tassi di interesse si attestano al sedici per cento e l’inflazione rimane elevata. “Questo conferma ciò che già sapevamo: le nostre sanzioni funzionano e continueremo a utilizzarle finché la Russia non avvierà negoziati seri con l’Ucraina per una pace giusta e duratura”, ha affermato la presidente della Commissione.
L’appello finale è rivolto agli Stati membri: “Invito ad approvare rapidamente queste nuove sanzioni. Ciò invierebbe un segnale forte in vista del triste quarto anniversario di questa guerra: il nostro impegno per un’Ucraina libera e sovrana è incrollabile. E, anzi, si rafforza giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno”. Von der Leyen ha ricordato che il prossimo 24 febbraio sarà a Kiev insieme al presidente del Consiglio Antonio Costa per le commemorazioni delle vittime.
L’Unione europea sta inviando centinaia di generatori per mantenere accesi il riscaldamento e le luci nelle case, negli ospedali e nei rifugi ucraini. Il Consiglio ha appena approvato il prestito di novanta miliardi di euro per l’Ucraina, garantendole i mezzi per difendersi e rimanere forte sotto gli incessanti attacchi russi. Insieme agli Stati Uniti e alla Coalizione dei Volenterosi, l’Unione sta portando avanti un piano di pace che include solide garanzie di sicurezza per Kiev. Con i partner statunitensi, Bruxelles sta elaborando un piano per la ripresa postbellica e la crescita a lungo termine dell’Ucraina: un unico Quadro di Prosperità unificato. “Tutti questi sforzi sono accomunati da un filo conduttore chiaro, un obiettivo condiviso, una ferma convinzione: che la sicurezza, la prosperità e la libertà dell’Ucraina” devono essere garantite, ha concluso von der Leyen.
