Nuovo statuto M5S, braccio di ferro Conte-Grillo sui poteri del garante

Nuovo statuto M5S, braccio di ferro Conte-Grillo sui poteri del garante
Giuseppe Conte e Beppe Grillo
23 giugno 2021

La madre di tutte le questioni è. Nel Movimento 5 stelle del futuro “chi comanda?”. Dopo il faticoso superamento dell’ostacolo Rousseau, con il riversamento dei dati degli iscritti dall’associazione presieduta da Davide Casaleggio al M5S, resta lo stallo sul nuovo statuto e sui ruoli e i poteri del leader e del garante. Ovvero di Giuseppe Conte e di Beppe Grillo, “che non è uno qualsiasi”, come fanno notare fonti del Movimento: “Uno che vuole mettersi alla guida, se ha sopra di lui un altro pilota che può intervenire in qualsiasi momento è veramente l’uomo al comando?”.

Lo stallo è reale e la giornata di ieri non ha portato progressi, confermano tutte le fonti interpellate. Nell’area vicina a Conte la linea resta quella che è stata fatta filtrare l’altro ieri: “E’ fondamentale che ci sia l’approvazione e la convinzione di Grillo rispetto al progetto che Conte presenta perché il mandato gli è arrivato da lui”. Se non è un ultimatum poco ci manca, anche se le stesse fonti parlano di “interlocuzione in corso” fra l’ex premier e il fondatore.

 Un’autorevole fonte parlamentare stellata si dice convinta che “Grillo non verrà a Roma per incontrare i parlamentari e i big se non viene abbozzata una soluzione di compromesso: per ora non ci siamo e potremmo non farcela entro la settimana, il che farebbe slittare tutta la tempistica per il varo della nuova struttura”. Tra i due, spiega, ha lasciato un po’ di ruggine la “buca” che Conte ha dato al garante in occasione della visita all’ambasciata cinese. E Grillo non molla la presa, non è disposto a cedere del tutto le leve del comando, contatta i parlamentari storicamente a lui più vicini e tiene rapporti anche con Luigi Di Maio, che non li ha mai troncati nemmeno nei momenti di maggiore distanza dal suo antico mentore. 

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Quanto ai parlamentari “comuni”, stanno alla finestra: “Noi saremo gli ultimi a sapere le cose, anche dopo gli attivisti”, dice uno più attivi fra i deputati alla prima legislatura. Una fonte ufficiale tendente all’ottimismo qualche giorno fa garantiva essere limitato a una sessantina di eletti, fra Camera e Senato, il numero di quanto non avevano ancora aderito alla nuova regola dei versamenti che da Rousseau sono stati spostati al conto di tesoreria del Movimento. “Sono molti di più – ribatte il giovane deputato – ma in molti casi dipende solo dal fatto che gli adempimenti burocratici sono una perdita di tempo e non sempre lo possiamo perdere su queste cose…”.

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