Nyx supera i test di ammaraggio: l’Europa corre verso l’autonomia spaziale

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Si è chiusa al CNR di Roma la campagna sperimentale sulla capsula riutilizzabile Nyx, progetto di punta della società paneuropea The Exploration Company. Due settimane di prove decisive per validare lo splashdown, la fase più delicata del rientro dallo spazio. L’Italia si conferma partner strategico nell’ambizioso programma europeo di conquista dell’orbita terrestre.

L’Istituto di Ingegneria del Mare del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha messo a disposizione le proprie infrastrutture d’avanguardia per simulare in condizioni reali il comportamento della capsula al momento dell’impatto con l’acqua. Non semplici calcoli teorici, ma un test completo: lancio, splashdown, recupero e apertura del modulo per verificare l’integrità di struttura, componenti e strumentazione di bordo. Un banco di prova fondamentale prima del lancio orbitale vero e proprio.

Nyx rappresenta molto più di un veicolo spaziale. È il tentativo europeo di affrancarsi dalla dipendenza tecnologica nelle missioni orbitali. La capsula è progettata per trasportare carichi – e in futuro equipaggi umani – verso le stazioni spaziali e ritorno, con la caratteristica della riutilizzabilità che ne abbatte i costi operativi. Un tassello essenziale per garantire al Vecchio Continente l’accesso autonomo alle infrastrutture orbitali.

Il CNR di Roma scelto per competenze uniche

La scelta di condurre i test in Italia non è casuale. The Exploration Company ha individuato nell’Istituto di Ingegneria del Mare il partner ideale grazie alla consolidata esperienza negli studi sperimentali sull’interazione tra fluidi e strutture. “L’esperienza acquisita attraverso progetti di ricerca internazionali sull’ammaraggio di veicoli spaziali e aeromobili ci ha permesso di offrire competenze uniche”, ha spiegato Alessandro Iafrati, direttore dell’Istituto. Una collaborazione che testimonia la capacità del sistema scientifico italiano di porsi come riferimento nelle sfide più complesse dell’esplorazione spaziale europea.

Hélène Huby, fondatrice e amministratrice delegata di The Exploration Company, non nasconde l’ambizione del progetto. “Nyx deve diventare la piattaforma europea affidabile, sostenibile e competitiva per l’accesso allo spazio”, ha dichiarato al termine della campagna sperimentale. “Test come questi sono indispensabili per validare le prestazioni in condizioni reali e accelerare la tabella di marcia verso il primo volo orbitale”.

Sovranità tecnologica e nuove opportunità industriali

La collaborazione tra industria privata ed enti pubblici di ricerca segna un cambio di passo nella strategia spaziale europea. “Quando l’Europa unisce competenze industriali e ricerca pubblica dimostra di poter competere ai massimi livelli”, ha aggiunto Huby. Il messaggio è chiaro: solo attraverso sinergie tra settore pubblico e privato il continente potrà colmare il divario con Stati Uniti e Cina nella corsa allo spazio.

Con Nyx, The Exploration Company punta a creare un ecosistema di veicoli riutilizzabili che rafforzi la sovranità tecnologica europea. L’obiettivo non è solo tecnico, ma strategico: garantire accesso indipendente all’orbita terrestre significa aprire nuove opportunità per il settore scientifico, industriale e commerciale. Dalla ricerca in microgravità al turismo spaziale, dalle telecomunicazioni all’osservazione terrestre, il controllo diretto dei mezzi di trasporto orbitale diventa fattore competitivo determinante.

I prossimi mesi saranno decisivi. I dati raccolti al CNR verranno analizzati per ottimizzare il design finale della capsula in vista del lancio inaugurale. L’Europa ha scelto di investire sul proprio futuro nello spazio. E questa volta l’Italia è in prima fila.