Cronaca

Palamara espulso dall’Anm: “Ha violato il codice etico”

Ha commesso gravi e reiterate violazioni del codice etico e per questo l’Associazione nazionale magistrati ha decretato l’espulsione del pm romano Luca Palamara. E’ la prima volta che un provvedimento così drastico viene assunto nei confronti di un ex presidente dell’Anm. Il pm romano indagato a Perugia per corruzione non è stato ascoltato dall’Associazione nazionale magistrati per decisione del Comitato direttivo centrale dell’Anm che all’unanimità respinto la richiesta. ​Palamara aveva chiesto giovedì di essere sentito dal Cdc per poter chiarire. L’audizione può avvenire solo davanti al collegio dei probiviri, dinanzi al quale Palamara non si è mai presentato. “Mi è stato negato il diritto di parola. Nemmeno nell’Inquisizione – ha commentato Luca Palamara -. Ognuno aveva qualcosa da chiedere, anche chi oggi si strappa le vesti. Penso ad alcuni componenti del collegio dei probiviri che oggi chiedono la mia espulsione, oppure a quelli che ricoprono ruoli di vertice all’interno del gruppo di Unicost, o addirittura ad alcuni di quelli che siedono nell’attuale Comitato direttivo centrale e che hanno rimosso il ricordo delle loro cene e dei loro incontri con i responsabili Giustizia dei partiti di riferimento.

“Oggi non abbiamo bisogno di capri espiatori – ha detto il segretario dell’Anm, Giuliano Caputo – abbiamo bisogno di riprendere il ragionamento sul retroterra dei comportamenti oggetto di incolpazione, di tornare a prendere coscienza della diffusività di comportamenti che dimostrano un modo distorto di formazione del consenso in magistratura, non intorno ad idee e valori, ma sulla base di interessi strettamente individuali, su impropri rapporti tra consiglieri o esponenti di correnti e magistrati aspiranti ad un incarico”. L’Anm questa mattina, in apertura della riunione del comitato direttivo centrale, ha deliberato alcune sanzioni – l’espulsione di Palamara e la sospensione per 5 anni dell’ex togato del Csm Crisucoli – su proposta del collegio dei probiviri, dopo lo scandalo emerso dagli atti dell’inchiesta di Perugia.

Per i probiviri, Palamara, avrebbe violato il codice etico dei magistrati. La contestazione è legata alla famosa riunione all’hotel Champagne tra Palamara, cinque consiglieri del Csm (che si sono poi dimessi) e i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti, sulla nomina del procuratore di Roma, intercettata nell’ambito dell’inchiesta di Perugia, dove il magistrato è indagato per corruzione. Una riunione in cui si parlò – secondo l’accusa – di una strategia per danneggiare uno dei candidati ed enfatizzare invece il profilo professionale di un altro dei concorrenti. Sarebbe la prima volta che viene adottata una sanzione così severa per un ex numero uno dell’associazione.

I legali del pm (Roberto Rampioni e Benedetto Marzocchi Buratti) puntano su alcuni file audio per cercare di depotenziare, in parte, le accuse contro Palamara. Audio però che la procura di Perugia non ha ancora consegnato ai difensori del magistrato e che gli avvocati hanno potuto solo ascoltare senza acquisirli. Per i legali ci sarebbero due telefonate rilevanti. La prima, l’otto maggio del 2019, tra il deputato Pd Cosimo Ferri e Palamara. Conversazione in cui i due si danno appuntamento per un incontro allo Champagne. E aver intercettato questa chiacchierata avrebbe dovuto impedire la successiva intercettazione da parte degli inquirenti, che possono ascoltare conversazioni di parlamentari solo se casuali.

“Un primo segnale di cambiamento è stato dato, ma non basta – ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini -. Una profonda riforma della Giustizia, civile, penale e amministrativa è fondamentale per rilanciare l`Italia. Tempi certi dei processi, certezza della pena, separazione delle carriere: la Lega è pronta”. “Espulso Palamara dall’Associazione nazionale magistrati. Finalmente. Ma non deve finire qui”, ha scritto invece su Facebook il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra (M5S), commentando gli ultimi sviluppi dello scandalo che ha travolto l’ex leader della magistratura associata. In un successivo post, Morra ha citato una dichiarazione di Palamara: “‘…Ma deve essere chiaro che non ho mai agito da solo. La responsabilità non era soltanto mia. Non farò il capro espiatorio di un sistema’. Luca Palamara, prevedibilmente, avverte che non starà zitto”, ha commentato l’esponente stellato. Palamara, ha sottolineato ancora Morra, “ricorda che ‘Vantavano diritti anche probiviri che chiedono mia cacciata. Hanno rimosso cene con politici’. Il problema è capire di cosa discutessero in queste cene. Facciamocelo dire”, ha concluso.

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