Politica

Pd, Gentiloni candidato e ‘triumvirato’ per liste

Paolo Gentiloni candidato premier e la composizione delle liste elettorali affidata a un ‘triumvirato’ che garantisca la rappresentativita’ delle varie anime del Partito Democratico. Sarebbe questo lo schema seguito dai dem in caso di voto anticipato e in tempi brevi. Una soluzione obbligata, spiegano fonti Pd, dato che non ci sarebbe il tempo di eleggere un nuovo segretario con il congresso. A nominare il triumvirato sarebbe l’assemblea che si dovrebbe tenere entro il mese di maggio. Una ipotesi per ora remota che poggia su quella, tutta da verificare, che si vada ad elezioni in tempi rapidi. Il Presidente della Repubblica potrebbe scegliere di dare l’incarico a una persona scelta direttamente da lui, mandandola in Parlamento a chiedere la fiducia. Se l’operazione non dovesse riuscire, ci si troverebbe di fronte a un governo del presidente di minoranza, sostenuto – salvo sorprese – dai soli dem visto che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno gia’ fatto sapere di essere contrari a qualsiasi ipotesi di governo non politico.

Durante la riunione allargata alla minoranza che si e’ tenuta stamane al Nazareno e’ stata rivista la posizione espressa ieri da Maurizio Martina: non piu’ appoggio a un governo istituzionale se ci stanno tutti, M5s compresi, ma sostegno incondizionato al Presidente Mattarella. “Qualsiasi sia l’iniziativa che indichera’ il presidente Mattarella noi lo supporteremo. Punto”, dice il segretario reggente: “Non come altri. Il Paese, per noi, viene prima di tutto, davvero”. Alcuni parlamentari democrat, tuttavia, sono convinti che le i giochi tra Salvini e Di Maio non siano chiusi e invitano a osservare come, durante le dichiarazioni al Quirinale, Luigi Di Maio abbia glissato alla domanda sulla possibilita’ di fare parte o sostenere un governo in cui trovi posti anche Forza Italia, oltre alla Lega. Se non impossibile e’ comunque molto difficile, spiegano le stese fonti, che si possa aprire questa possibilita’. E’ comunque l’appiglio a cui si aggrappa chi teme lo scioglimento anticipato delle Camere. E si confida che lo stesso timore sia presente anche in Silvio Berlusconi che, e’ il ragionamento dei dem, vedrebbe falcidiati i propri consensi in Parlamento a tutto vantaggio dell’alleato leghista in caso di urne balneari.

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