Un bluff? Dopo Tar pronta scure del Commissario dello Stato

L’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6 marzo 2014, presieduta dal Presidente Giovanni Ardizzone e dal vicepresidente Antonio Venturino, ha completato l’esame dell’articolato del disegno di legge “Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane” rinviando la votazione finale a martedì 11 marzo 2014 con inizio dei lavori fissato alle ore 16. Fra gli emendamenti approvati riportiamo di seguito quello sulle norme transitorie:

1) Nelle more dell’approvazione della legge istitutiva di cui al comma 4 dell’articolo 2, le funzioni dei liberi consorzi comunali di cui al comma 3 dell’articolo 1 continuano ad essere esercitate, fino all’insediamento degli organi dei predetti liberi consorzi e delle Città metropolitane e, comunque, non oltre il 31 ottobre 2014, da commissari straordinari ai sensi dell’articolo 145 dell’ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione siciliana (decreto legislativo presidenziale 29 ottobre 1955, n. 6) approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.

2. La legge istitutiva dei liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane di cui al comma 4 dell’articolo 2 stabilisce gli adempimenti necessari per lo svolgimento delle elezioni degli organi dei suddetti enti e per il loro insediamento, in sede di prima applicazione”.

Al comma 1, come si evince dal testo, si stravolge il parere espresso dal Tar la settimana scorsa il quale aveva con chiarezza dichiarato l’illegittimità di nomine commissariali fatte oltre il 31 dicembre 2013, indicando come data ultima del commissariamento delle province l’ultimo giorno utile per il rinnovo degli organi elettivi provinciali (fine giugno 2014). Questo emendamento, ovviamente, non nomina alcun commissario, ma pretende di prorogare il commissariamento delle province a fine ottobre in assenza di una legge istitutiva dei liberi consorzi e delle citta/aree metropolitane quali nuovi enti intermedi.

Al comma 2 si esplicita l’ennesimo rinvio ad una “legge istitutiva”. Il 3° in 3 anni: dapprima con L.R. 14/2012 (governo Lombardo); poi L.R. 7/2013 (governo Crocetta); e questo ddl in dirittura finale (sempre governo Crocetta). Le Province regionali (in attesa della legge a cui si rinvia) rimangono in carica, benché commissariate. Al commissario dello Stato, Carmelo Aronica,  non sfuggirà, come non sfuggiranno altre illogiche ancorché illegittime norme su cui torneremo la prossima settimana, qualora questo pastrocchio, così come pare, venisse davvero approvato. (laragioneonline.it)

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