Politica

Con Telegram Putin punta sui giovani. Ma c’è anche aria di svolta

Candidato non dichiarato, eppure senza concorrenti in vista (l’avvocato-blogger Aleksey Navalny non può presentarsi alle prossime presidenziali e comunque non avrebbe chance di vittoria), Putin prende tempo: potrebbe annunciare che parteciperà alle presidenziali di marzo 2018 solo a fine dicembre. Ma la macchina elettorale del Cremlino è in piena attività, miete vittime e sforna progetti, con una fetta dell’elettorato sempre più chiaramente nel mirino: i giovani. Compresa un’imminente incursione in campo ‘nemico’, con un programma di propaganda su Telegram, uno dei social network odiati dai vertici russi, ma che all’occorrenza possono tornare utili. Ieri Putin ha aperto a Sochi il Festival mondiale della Gioventù e degli Studenti, evento di sapore sovietico che ha portato nella città sulle rive del Mar Nero 20mila ragazzi da 180 Paesi. C’è anche una delegazione del Komsomol, l’organizzazione comunista giovanile, della Corea del Nord. “Costruite il vostro futuro, cercate di cambiarlo, di renderlo migliore. Avete le forze per fare qualsiasi cosa, l’importante è andare sempre avanti”, ha detto il presidente russo a una marea di giovani, tra scroscianti applausi. La platea del Festival giovanile sul Mar Nero è essenzialmente straniera, ma composta dai coetanei di quella ‘generazione P.’ la generazione russa cresciuta con Putin al Cremlino, unico e incontrastato leader. Secondo un sondaggio appena pubblicato da Izvestija, il 47% degli studenti russi se si votasse domani per la presidenza, sceglierebbe l’attuale leader. Ma la richiesta di cambiamento è forte in questa fascia di età, il rischio di insofferenza è alto, la tendenza all’astensione pure. Per questo, secondo indiscrezioni della stampa russa, il Cremlino sta per lanciare un centinaio di canali anonimi su Telegram, la piattaforma di messaggistica amata anche dall’opposizione russa, perché criptata.

I canali, con contenuti elaborati da giornalisti e uffici stampa, veicoleranno messaggi di “orientamento politico” agli utenti di Telegram – complessivamente quasi 10 milioni in Russia – nelle principali città, da Mosca a Pietroburgo alle lontana Novosibirsk , all’estremo Nord di Murmansk. Un modo per arrivare ai giovani, per niente influenzati dai canali tradizionali della propaganda politica ufficiale, tv e buona parte della stampa. Per dare il senso di un cambiamento in corso, poi, da fine settembre è scattata una raffica di siluramenti a livello regionale, con governatori decapitati da Orel (Ovest) alla Siberia, al caucasico Dagestan. E con sole due eccezioni, tutti i nuovi nominati – che poi dovranno affrontare le urne a settembre – sono più giovani dei licenziati.  Il Cremlino lancia così una nuova generazione di leader regionali che saranno ovviamente fedelissimi, ma soprattutto, come ha spiegato Dmitri Oreshkin del gruppo Mercator, “si dà l’illusione del rinnovamento”. Putin ha 65 anni, nel suo potente Consiglio di Sicurezza l’età media è di 60 anni, ma ai piani meno alti vuole svecchiare. Per scegliere i futuri dirigenti è stato anche lanciato un concorso patrocinato dal governo, con cui ci si può candidare a essere tra “i leader della Russia” del futuro: richieste di partecipazione obbligatoriamente sotto i 50 anni, meglio sotto i 35, da presentare entro il 6 novembre e 300 finalisti a Mosca entro febbraio 2018, a meno di un mese dalle presidenziali. Ma Putin quando annuncerà che si candida per il prossimo mandato presidenziale, il suo quarto? Secondo le indiscrezioni lo farà a dicembre, durante il tradizionale messaggio di fine anno alla nazione. Ma il presidente ama stupire. E qui a Sochi c’è chi pensa che potrebbe sciogliere gli indugi nei prossimi giorni, magari ufficializzando la nuova corsa per il Cremlino al Valdai Club, riunito da oggi per la sua XIV edizione.

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