Primarie Usa, dalla California all’Iowa tra sorprese locali e primi segnali di difficoltà per Trump
Enzo Marino 3 Giugno 2026
Le primarie svoltesi in sei Stati americani hanno fornito le prime indicazioni concrete sulle elezioni di metà mandato previste a novembre. L’attenzione principale si è concentrata sulla California, dove democratici e repubblicani hanno definito i contendenti per la successione del governatore Gavin Newsom, giunto al termine del secondo e ultimo mandato consentito dalla legge.
La sfida sulla costa
Mentre prosegue il conteggio delle schede, tradizionalmente lento in uno Stato nel quale oltre l’80% degli elettori vota per corrispondenza, i due candidati meglio posizionati risultano il repubblicano Steve Hilton e il democratico Xavier Becerra. Più staccato il miliardario Tom Steyer.
Hilton rappresenta una figura atipica nel panorama politico americano. Ex consigliere dell’allora premier britannico David Cameron e sostenitore della Brexit, si è trasferito negli Stati Uniti nel 2012, diventando commentatore conservatore per Fox News. Naturalizzato americano nel 2021, ha rinunciato alla cittadinanza britannica dopo aver avviato la propria candidatura, sostenuta da Donald Trump.
Becerra arriva invece da una lunga esperienza istituzionale. È stato membro del Congresso per decenni, procuratore generale della California e successivamente segretario alla Salute e ai Servizi umani durante l’amministrazione Biden.
Sempre in California, la sindaca di Los Angeles Karen Bass guida la corsa per la riconferma ma non ha raggiunto la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. Il risultato ottenuto dal repubblicano Spencer Pratt viene letto come un segnale del malcontento di una parte dell’elettorato per questioni irrisolte, a partire dall’emergenza dei senzatetto. Resta aperta anche la possibilità di una rimonta della consigliera comunale progressista Nithya Raman.
L’outsider che sorprende
L’esito più significativo della serata è arrivato dall’Iowa. Qui Zach Lahn, imprenditore agricolo al debutto nella politica di primo piano, ha sconfitto Randy Feenstra nelle primarie repubblicane per il governatorato.
La vittoria assume un valore particolare perché Feenstra aveva appena ricevuto il sostegno pubblico di Donald Trump, che lo aveva definito un esponente “MAGA fino in fondo”. Si tratta della prima sconfitta di rilievo per un candidato sostenuto dall’ex presidente in questa tornata elettorale.
Lahn affronterà ora il democratico Rob Sand, revisore statale dei conti e figura considerata competitiva grazie a una campagna ben finanziata.
Sempre in Iowa, le primarie democratiche per il Senato hanno premiato Josh Turek, legislatore statale e campione paralimpico. Sostenuto da un’organizzazione vicina al leader democratico al Senato Chuck Schumer, Turek ha prevalso sul progressista Zach Wahls. A novembre sfiderà la repubblicana Ashley Hinson.
Governatori e nuovi equilibri
Nel New Mexico la democratica Deb Haaland ha ottenuto la candidatura per il governatorato senza particolari difficoltà. Ex deputata e già segretaria all’Interno, affronterà il repubblicano Gregg Hull, ex sindaco di Rio Rancho. I democratici vengono considerati favoriti per mantenere la guida dello Stato.
In South Dakota emerge invece la figura di Toby Doeden, imprenditore del settore automobilistico che ha costruito la propria campagna presentandosi come un estraneo alla politica professionale. Doeden accede al ballottaggio repubblicano dopo una competizione che ha coinvolto anche il governatore in carica Larry Rhoden, il deputato Dusty Johnson e il parlamentare statale Jon Hansen. Rhoden appare al momento in vantaggio.
Le partite aperte a est
Nel New Jersey le primarie democratiche per la Camera hanno premiato Adam Hamawy, chirurgo plastico ed ex medico militare durante la guerra in Iraq. Critico delle operazioni israeliane a Gaza, Hamawy ha beneficiato del sostegno di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
Il candidato è considerato favorito per succedere alla deputata Bonnie Watson Coleman, che lascia il Congresso dopo dieci anni. A novembre affronterà il repubblicano Gregg Mele in un distretto dove il vantaggio numerico degli elettori democratici resta ampio.
In Montana, infine, prende forma una competizione a tre per un seggio al Senato. La democratica Alani Bankhead, veterana dell’Aeronautica, ha conquistato la nomination del partito. Sul fronte repubblicano si è imposto Kurt Alme, ex procuratore federale.
Accanto ai due candidati dei principali partiti corre anche Seth Bodnar, ex presidente dell’Università del Montana. La sua capacità di raccolta fondi, superiore ai due milioni di dollari, ha alimentato ipotesi di un possibile ritiro di Bankhead per concentrare il voto anti-repubblicano. Una prospettiva che la candidata democratica ha però escluso più volte.
Le primarie non assegnano ancora alcun incarico, ma definiscono il quadro della competizione autunnale. I risultati emersi mostrano una dinamica elettorale frammentata, nella quale convivono il peso degli endorsement nazionali, l’ascesa di candidati outsider e questioni locali capaci di incidere sugli orientamenti degli elettori più delle appartenenze partitiche tradizionali.
