Migliaia di persone sono scese in piazza il 24 ottobre in diverse città italiane per protestare contro il caro vita, il riarmo e le politiche contestate al governo. Durante le manifestazioni svolte in diverse province italiane sono state identificate 4.292 persone. Il bilancio complessivo è di 9 arresti, 87 denunce e 371 persone accompagnate in ufficio, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri. Milano registra il numero più alto di identificati (2.885), seguita da Bergamo (485) e Torino (421). Sono stati segnalati arresti anche a Padova e Napoli; denunce e accompagnamenti si sono verificati inoltre a Roma, Firenze e Bologna.
- Torino, gli agenti respingono i manifestanti
- Bologna, cariche dopo il lancio di petardi
- Milano, manifesti incendiati e centro presidiato
- Firenze protegge negozi e vetrine
- Napoli in corteo contro il caro vita
- Roma, oltre 200 giovani identificati
- Piazze mobili e controlli preventivi
- Perquisizioni dopo i disordini del weekend
A Torino gli agenti hanno respinto con i manganelli un gruppo di manifestanti, a Bologna la polizia ha effettuato cariche e utilizzato gli idranti dopo il lancio di bottiglie e petardi. A Milano sono stati incendiati manifesti elettorali della Lega e un’immagine della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata data alle fiamme a Torino.
La mobilitazione, promossa dal Movimento 17 ottobre e sostenuta da diverse realtà studentesche e della sinistra radicale, ha interessato anche Firenze, Napoli e Roma. Le forze dell’ordine hanno rafforzato i presidi e intensificato i controlli dopo i disordini del fine settimana precedente. In diverse città i commercianti hanno protetto le vetrine o anticipato la chiusura delle attività.
Torino, gli agenti respingono i manifestanti
A Torino migliaia di persone si sono radunate in piazza Castello per partecipare alla manifestazione contro riarmo, data center e caro benzina. In piazza sono comparse bandiere della Palestina, dei No Tav, di Rifondazione comunista, Potere al Popolo, Si Cobas e Usb.
La tensione è aumentata quando un gruppo di giovani ha tentato di raggiungere la piazza antistante il Duomo attraverso uno stretto passaggio adiacente a Palazzo Reale. Gli agenti hanno bloccato l’avanzata ricorrendo ai manganelli. Alcuni manifestanti hanno riportato ferite alla testa e sono stati medicati da altri partecipanti.
Il corteo ha poi proseguito lungo altre strade nel tentativo di lasciare piazza Castello. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan contro Giorgia Meloni e un manifesto con l’immagine della premier è stato incendiato.
Bologna, cariche dopo il lancio di petardi
A Bologna i tafferugli si sono concentrati in piazza dei Martiri, nel centro cittadino. Le forze dell’ordine sono intervenute con alcune cariche dopo il lancio di bottiglie e petardi da parte dei manifestanti, allontanati anche con gli idranti.
Gli episodi si inseriscono in una giornata di mobilitazione caratterizzata da spostamenti e convocazioni variabili. Le autorità hanno predisposto servizi di controllo per evitare che i raduni si trasformassero in nuove occasioni di scontro, anche alla luce dei disordini registrati nei giorni precedenti.
Milano, manifesti incendiati e centro presidiato
A Milano alcune centinaia di persone hanno tentato di avviare un corteo davanti al Piccolo Teatro, nella zona di Lanza. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno bloccato il gruppo, che ha scandito cori contro Meloni, Matteo Salvini e il generale Roberto Vannacci.
In precedenza, la polizia aveva controllato una ventina di persone in piazza Oberdan, nella zona di Porta Venezia, indicata tra le possibili aree di concentramento. Secondo le informazioni disponibili, un altro gruppo di manifestanti si stava dirigendo verso Legnano, in provincia di Milano. Altri attivisti si sono arrampicati sui pali che sostenevano manifesti elettorali della Lega e hanno incendiato i cartelloni, accompagnando il gesto con slogan contro Salvini e Meloni.
Il dispositivo di sicurezza ha interessato il centro, le metropolitane e diverse aree della città. Davanti a Palazzo Reale sono stati schierati cinque blindati Lince della Folgore. Numerosi negozi hanno coperto le vetrine con pannelli di legno e alcuni esercizi hanno anticipato la chiusura: la Rinascente ha annunciato che avrebbe abbassato le serrande alle 15.
La presenza di turisti nel centro non si è interrotta, nonostante i presidi e le misure adottate dagli esercenti. Il movimento aveva annunciato la comunicazione delle nuove piazze milanesi alle 14.30, dopo aver revocato il raduno previsto in piazza Duomo.
Firenze protegge negozi e vetrine
A Firenze il corteo è partito da piazza Santa Maria Novella con alcune centinaia di partecipanti diretti inizialmente verso piazza Duomo. Dopo un confronto con un funzionario di polizia, è stato concordato come punto di arrivo piazza Santo Spirito. La manifestazione si è quindi mossa sotto il controllo delle forze dell’ordine, tra bandiere tricolori e cori antifascisti.
La preoccupazione per possibili disordini ha spinto numerosi commercianti a mettere in sicurezza gli esercizi. In via Tornabuoni e nelle strade dello shopping sono comparse protezioni in legno davanti alle vetrine. Gioiellerie, oreficerie e boutique di lusso sul Ponte Vecchio hanno annunciato la chiusura anticipata alle 14.30.
Confcommercio Firenze-Arezzo, in contatto con Prefettura e Questura, ha invitato gli esercenti alla prudenza senza alimentare allarmismi. La maggior parte dei negozi e il mercatino di piazza Strozzi sono rimasti aperti.
Sul fronte della sicurezza sono state impiegate 32 pattuglie della polizia municipale, affiancate da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e reparti antisommossa. Agenti in divisa e in borghese hanno presidiato anche stazioni ferroviarie e centri commerciali della provincia.
Napoli in corteo contro il caro vita
A Napoli circa 300 persone sono partite da piazza Garibaldi e hanno imboccato corso Umberto I. La protesta, organizzata contro il caro vita, ha visto una presenza significativa di studenti e cartelli sulle condizioni economiche e sociali.
Uno degli slogan esposti recitava: “Sopra la gente lo Stato campa, sotto lo Stato la gente crepa”. La manifestazione si è inserita nella mobilitazione nazionale promossa dal Movimento 17 ottobre, che ha raccolto adesioni anche da organizzazioni studentesche.
Roma, oltre 200 giovani identificati
Nella capitale la situazione è rimasta sotto controllo nell’area del Colosseo, presidiata dalle forze dell’ordine vicino all’Arco di Costantino. Non si sono registrati contatti tra manifestanti e polizia. La Polizia di Stato ha identificato oltre 200 giovani e ne ha accompagnati 63 in Questura, d’intesa con la Procura.
Secondo quanto riferito dalle autorità, alcuni dei giovani avevano con sé “materiale compatibile con le indicazioni operative veicolate sul web”. I controlli rientrano nelle attività di prevenzione disposte in vista delle manifestazioni e dei possibili spostamenti dei gruppi nelle diverse zone della città.
Piazze mobili e controlli preventivi
Il Movimento 17 ottobre ha revocato gli appuntamenti ufficiali precedentemente annunciati, tra cui quelli previsti in piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e piazza Umberto a Bari. Gli organizzatori hanno dichiarato di voler comunicare i nuovi luoghi di ritrovo attraverso i social con un preavviso di appena 30 minuti, rivendicando lo slogan: “Voi militarizzate le piazze, noi le cambiamo all’ultimo minuto”.
La scelta ha costretto le autorità a predisporre dispositivi flessibili, in grado di essere spostati rapidamente in base alle informazioni raccolte. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva segnalato preavvisi di manifestazioni in diverse città, soprattutto dal Centro Italia in su, assicurando la capacità di intervenire su tutto il territorio nazionale.
Le forze dell’ordine temono anche che convocazioni false possano essere diffuse per depistare i controlli e lasciare scoperti obiettivi sensibili. Le autorità hanno quindi rafforzato i presidi nelle aree centrali, nei nodi del trasporto e nei luoghi commerciali più esposti. Alla mobilitazione hanno aderito anche sigle studentesche come Cambiare Rotta e Zona Franka, che nei giorni precedenti avevano preso le distanze dalle devastazioni e rivendicato il carattere pacifico delle proprie proteste.
Perquisizioni dopo i disordini del weekend
Parallelamente alle manifestazioni, sono scattate oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre venti città nell’ambito delle indagini sui gravi disordini del fine settimana precedente. Le operazioni preventive hanno coinvolto anche Como e hanno interessato giovani e studenti sospettati di poter essere collegati alle iniziative sotto osservazione.
A Milano è stato identificato e accompagnato in Questura per essere interrogato un trentenne di seconda generazione, di origini marocchine, indicato come ideatore della chat “Movimento 17 ottobre”. La Procura lo indaga per istigazione a delinquere. L’uomo vive a Milano, ma gli investigatori hanno perquisito l’abitazione dei genitori nel Bresciano, dove risulta residente.
Le operazioni hanno riguardato anche due studentesse molto giovani e incensurate appartenenti a collettivi studenteschi. L’avvocato Guido Guella, legale che assiste anche uno dei giovani arrestati per gli scontri del precedente fine settimana, ha contestato gli interventi di polizia giudiziaria, definiti da lui immotivati e condotti ai sensi dell’articolo 41 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
L’inchiesta e i controlli si affiancano al dispositivo predisposto per la giornata di protesta. L’attenzione delle autorità resta concentrata sulla prevenzione di nuovi scontri, sulla tutela dei manifestanti e sulla sicurezza di residenti, commercianti e obiettivi sensibili.

