Record storico cibo italiano all`estero

Record storico cibo italiano all`estero
22 luglio 2017

E` record storico per il Made in Italy agroalimentare all`estero con una crescita media dell`8% spinta soprattutto dal nord ovest (+13,1%) e dal nord est (+7,4%) ma crescono anche il centro Italia nonostante il terremoto (+4,2%) e il mezzogiorno e isole (+1.7%). E` quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi a commercio estero regionale nel primo trimestre del 2017 in riferimento dallo studio della CGIA di Mestre . Quasi i due terzi delle esportazioni nel 2017 – sottolinea la Coldiretti – interessano i Paesi dell`Unione Europea con il mercato comunitario che aumenta del 5,9%, ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica all`Asia fino all`Oceania. Un balzo del 45% si registra in Russia dove tuttavia i valori restano contenuti a causa dell`embargo che ha colpito gran parte dei prodotti alimentari ad eccezione del vino e della pasta ma gli Stati Uniti con una crescita del 6,8% – sottolinea la Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato fuori dai confini dall`Unione, ed il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. Sul successo del Made in Italy agroalimentare all`estero pesano dunque in misura rilevante i cambiamenti in atto nella politica internazionale. Nel rapporto con la Gran Bretagna si sentono già gli effetti della Brexit con un calo del 7% nelle vendite del vino italiano nel primo bimestre per effetto dei tassi di cambio sfavorevoli ma anche per l`aumento della tassazione sugli alcolici con le bottiglie di vino in vendita in Gran Bretagna che non sono mai state così care.

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L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una piu` efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero – dice ancora la Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – conclude la Coldiretti – ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l`Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve. A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono gli effetti del Trattato di libero scambio con il Canada (CETA) in corso di ratifica in Italia in cui per la prima volta nella storia l`Unione Europea si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy piu` prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall`Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano piu` esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – concludela Coldiretti – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni ai concorrenti piu` insidiosi delle specialità Made in Italy all`estero.

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