Cronaca

Riapre aeroporto Fontanarossa ma l’Etna fa ancora paura

Natale di preoccupazione alle pendici dell’Etna, la cui nuova eruzione ha causato un intenso sciame sismico. Dalle 13 e’ tornato pienamente operativo l’aeroporto di Catania grazie alla riapertura di tutti i settori dello spazio aereo. Lo scalo di Fontanarossa era stato chiuso a causa del pericolo rappresentato dalle ceneri del vulcano che fuoriescono dalle bocche sommitali. Sull’Etna sono in effetti diminuite le esplosioni di lava incandescente e, anche se l’eruzione rimane intensa, il livello di attenzione e’ sceso da rosso ad arancione. Il fumo, peraltro, e’ meno visibile a causa del maltempo.

I vulcanologi hanno sottolineato che l’Etna non e’ ancora “stabilizzato” rispetto a questa nuova “eruzione laterale”, la prima da quasi 11 anni. Al momento, dalla frattura lunga due chilometri che si e’ aperta sotto il Nuovo cratere di Sud Est, fuoriesce una colata lavica che si dirige verso la desertica Valle del Bove, sul versante orientale del vulcano. La durata dell’eruzione in dipende “da quanto magma ha in corpo il vulcano”, ha spiegato Marco Neri, primo ricercatore dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv), reduce da un’escursione nell’area. La Valle del Bove e’ un’imponente depressione erosiva formatasi circa 10mila anni fa attraverso un collasso di settore che ha interessato il fianco orientale del vulcano.

Oltre alla pioggia di lapilli, ad accrescere la paura soprattutto per gli abitanti di Zafferana Etnea, alle pendici del vulcano, ci sono le scosse di terremoto che si sono succedute per tutta la vigilia di Natale, di cui una di magnitudo 4,3. L’ultima, di magnitudo 2,7, e’ stata registrata questa mattina alle 8.32. In totale sono state registrate oltre 750 scosse in poco piu’ di 24 ore. Intanto la Coldiretti ha lanciato l’allarme per l’eventuale caduta della cenere lavica nelle campagne dove si accumula su ortaggi e agrumi prossimi alla raccolta e li rende di fatto invendibili con gravi danni per gli agricoltori. Gia’ in altre occasioni, viene ricordato, le polveri hanno macchiato e bloccato la maturazione dei frutti. Molto dipendera’ dall’attivita’ del vulcano e dalle condizioni meteo.

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