Riforme, la Boschi spegne i 5 Stelle

Il ministro Boschi non abbocca all’amo del MoVimento 5 Stelle. Sì al confronto sulle riforme con i pentastellati, assicura, ma senza mettere in discussione il lavoro già compiuto con le altre forze politiche. Del resto, ormai, chiarisce la Boschi alla fine del Consiglio dei ministri, c’è un “impianto” che bisogna tenere presente e su quello “verrà inserito il confronto con il Movimento 5 Stelle”, così come per la legge elettorale “c’è un testo già approvato alla Camera, un punto di partenza importante che non può essere snaturato. Ma siamo interessati ad ascoltare le loro proposte”. Insomma, aggiunge, “non credo sia pensabile che dopo mesi di lavoro che ha coinvolto il Parlamento bisogna ricominciare daccapo, non sarebbe serio nei confronti dei parlamentari che hanno lavorato e dei cittadini”.

E se qualcuno volesse mettere in dubbio l’approccio dell’esecutivo, il ministro sottolinea: “Io credo che verrà dimostrato dal lavoro della commissione dei prossimi giorni quello che il governo ha sempre ribadito, da parte del governo c’è stata grande apertura e disponibiilità al confronto e all’ascolto. Non c’è stata una consultazione formale e di facciata, ma nel merito. Restano però gli obiettivi, i paletti che il governo ha presentato e che sono qualificanti della proposta”. Dal canto suo il capogruppo del M5S al Senato, Maurizio Buccarella, avverte: “Non ci lasciamo scoraggiare, il nostro approccio rimarrà improntato sulla voglia di confronto”. Sulla legge elettorale, il senatore 5 Stelle puntualizza: “È una legge così importante che non ci sembrerebbe saggio lasciare fuori dal dibattito quella che, lo ricordiamo, è la forza più votata alle ultime elezioni politiche”.

Più velenoso il deputato pentastellato Luigi Gallo: “Boschi ha un partner: il pregiudicato B del partito fondato da Dell’Utri condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. W l’Italia” scrive in un tweet. Parleranno anche di questo mercoledì prossimo le delegazioni del Pd e del M5S. Ieri il premier Matteo Renzi ha scritto una lettera al MoVimento, accettando l’invito di Beppe Grillo ad aprire il confronto: “Ci sono molte cose che continuano a vederci su fronti contrapposti, ma proprio per questo giudico importante che le forze politiche più rappresentative del Paese provino a scrivere insieme le regole del gioco”, ha precisato Renzi, che ha ricordato (forse consapevole che la lettera sarebbe finita sul seguitissimo blog del comico genovese) gli impegni del governo per il semestre europeo e la semplificazione fiscale.

Nella lettera Renzi ha chiesto ai 5 Stelle se volessero parlare con una delegazione del governo o con il Pd. La risposta è arrivata dopo pochi minuti sempre sul blog di Grillo: “Ringraziamo Matteo Renzi per l’invito. All’incontro del 25 giugno parteciperà una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai capogruppo di Camera e Senato, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella, e dai deputati Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. Vorremmo confrontarci con il Partito democratico, in quanto forza parlamentare”. Dunque l’appuntamento è mercoledì 25 a Montecitorio, il dibattito andrà in streaming. Tutto lascia supporre che sarà molto diverso dal primo incontro, quello in cui Grillo inondò di parole il premier incaricato e che diventò un boomerang per il MoVimento, il simbolo di quel “congelamento” dei voti che aveva rimproverato ai 5 Stelle anche l’allora premier Enrico Letta. Ora Grillo e il suo alter ego, Gianroberto Casaleggio, hanno deciso di aprire la “fase 2”, di costruire una proposta di governo alternativa e di cominciare a confrontarsi con Matteo Renzi. Tanto per dimostrare agli elettori che accettare la sfida lanciata dal MoVimento 5 Stelle non è stato un errore.

 

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