Sempre più giovani abbandonano le superiori. Sicilia in testa

“Se in questi giorni mezzo milione di studenti sta concludendo la maturita’, ve ne sono altri 167 mila di cui la scuola italiana ha perso le tracce: cinque anni fa si sono iscritti ad un corso di studi superiore, ma poi hanno abbandonato i banchi. E solo 40mila hanno continuato gli studi fuori dalla scuola statale o hanno trovato lavoro. La percentuale di gran lunga maggiore di questi ragazzi, senza diploma e con un futuro a rischio, risiede nelle Isole: nella ‘top ten’ delle province per piu’ alta dispersione di alunni, ai primi quattro posti ci sono localita’ della Sicilia; ed alta e’ anche la rappresentanza della Sardegna con tre capoluoghi”. E’ quanto fa sapere l’Anief (l’Associazione professionale sindacale). “Se si confrontano i dati per provincia dell’anno scolastico 2013/14, a Caltanissetta hanno abbandonato rispetto agli iscritti del 2009-10 il 41,7% degli studenti, a Palermo il 40,1%, a Catania il 38,6% e a Prato il 38,5% (con il dato “falsato” dall’altissima presenza di alunni cinesi).

Seguono Ragusa con il 37,1%, Sassari con il 36,7% e Cagliari con il 36,5%. Chiudono Asti, con il 36,3% di studenti che non arrivano al diploma di maturita’, Napoli (36,1%) e Oristano (35,4%). E la graduatoria prosegue con un’altra citta’ della Sardegna: Nuoro – sottolinea l’Anief -. Le stime, fornite dalla rivista Tuttoscuola attraverso un ampio dossier, indicano che per le Isole maggiori italiane una situazione da allarme rosso. Al Nord-Est la media di abbandoni e’ del 24,5%, con quasi 23mila studenti dispersi nel corso del quinquennio 2009-10/2013-14, al Nord-Ovest si attesta al 29,1%, con oltre 39mila abbandoni nel corso dell’ultimo quinquennio, al Centro scende al 24,8%, con circa 28mila studenti che hanno lasciato prematuramente. Anche il Sud (grazie soprattutto a Molise e Basilicata) riesce ad essere in linea con le altre Regioni, con 47.674 studenti persi (tasso medio di dispersione del 27,5%)”.

“Nelle Isole, invece, le percentuali assumono proporzioni preoccupanti: la regione italiana che nel quinquennio 2009/2014 ha in assoluto perso piu’ studenti della scuola secondaria superiore e’ stata la Sardegna: 6.903 allievi pari al 36,2%. Al secondo posto, in rapporto al numero di iscritti, c’e’ la Sicilia, con 22.054 studenti non arrivati al diploma (35,2%). Segue la Campania, dove nello stesso periodo hanno lasciato i banchi di scuola 24.262 iscritti, pari al 31,6%”, prosegue l’Anief. “Le Isole, rispetto a tutte le altre aree del Paese – spiega Tuttoscuola -, costituiscono il ‘ventre molle’ della situazione sugli studenti dispersi”. A fronte di questi dati, Anief ritiene che “sia indispensabile adottare una serie di interventi urgenti per evitare che il gap rispetto ad alcune aree del Paese divenga insopportabile: bisogna prima di tutto tornare ad investire sull’istruzione, incrementando la spesa complessiva rispetto al Pil; attuare una riforma dei cicli, anticipando l’avvio della primaria, quando gli alunni hanno ancora 5 anni anziche’ 6, ed estendendo l’obbligo scolastico dagli attuali 16 fino ai 18 anni di eta’.

Ma servono anche investimenti strutturali mirati: basta ricordare quanto e’ accaduto in Sicilia nel 2012, dove la mancanza di risorse e di mense scolastiche ha fatto si’ che il tempo pieno nella scuola primaria e’ stato attivato solo per il 3% degli alunni. Mentre in Lombardia era presente nel 90% delle scuole primarie”. “Il nostro sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – ha denunciato da tempo la necessita’ di stanziare una quantita’ di fondi maggiore per l’orientamento scolastico, la cui mancata efficacia e’ alla base dell’alto numero di abbandoni scolastici. Per risollevare il Meridione, in particolare le Isole, servirebbero degli organici di personale scolastico maggiorati: il calo demografico degli ultimi anni, invece, ha determinato il processo inverso”.

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