Politica

Sulla Polonia un missile ucraino. Mosca: Varsavia poteva essere più “professionale”

La cautela prevale all’indomani del missile precipitato in territorio polacco, che ieri sera ha fatto temere una ulteriore, drammatica escalation del conflitto in Ucraina, minacciandone l’estensione a un Paese Nato e, in teoria, a tutta l’Alleanza atlantica. Le indiscrezioni delle prime ore sono diventate quasi una certezza. Non si è trattato di un missile russo, ma ucraino, probabilmente lanciato per intercettare la pioggia di razzi in arrivo dalla Russia (e forse dalla Bielorussia). Questo allevia il quadro nell’immediato, ma la sostanza non cambia, è la linea che emerge tra alleati Nato dopo le prime consultazioni. Nessuno spostamento neppure dalla volontà di evitare un confronto diretto Nato-Russia: la Germania ha fatto sapere di avere respinto l’idea di istituire una no-fly zone sul territorio dell’Ucraina, che Kiev è tornata a chiedere con forza, e che su questo c’è complessivamente comune visione in seno all’Alleanza.

“Vigili e calmi”

E’ stato concordato di rimanere “vigili e calmi” e di “coordinare maggiormente” le rispettive azioni, ha detto il segretario generale Jens Stoltenberg a conclusione del Consiglio atlantico tenuto a Bruxelles. “Non ci sono indicazioni che questo sia stato il risultato di un attacco premeditato. Non ci sono indicazioni che la Russia stia pianificando attacchi militari contro la NATO”. La notizia del missile sulla Polonia aveva fatto teorizzare richieste di applicazione dell’articolo 5 dell’Alleanza, che ipotizza un intervento di tutti a difesa di un singolo Paese. Oggi Stoltenberg ha precisato che “in base alle risultanze delle analisi preliminari non vi è stata nessuna richiesta di attivazione dell’Articolo 4 della Nato”, secondo cui i Paesi membri “si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di uno di essi, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti”. Da diversi Paesi europei, in contemporanea, si è sottolineato che l’allarme massimo rientra, ma non cambia il dato di fatto: senza la guerra scatenata dalla Russia non vi sarebbe stato neppure il missile ucraino in Polonia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha evidenziato che le persone uccise in Polonia “sono vittime di guerra indipendentemente da dove sia stato fabbricato il missile, vittime di una guerra ingiusta”.

Orban: “Saldamente dalla parte della Polonia”

E se bisogna appurare le dinamiche di quanto accaduto, “l’importante è che tutti noi contemporaneamente chiariamo, e che sia chiaro, che questo non sarebbe successo senza la guerra russa contro l’Ucraina. Senza i razzi che ora in modo intensivo e in grande quantità sono stati lanciati contro le infrastrutture ucraine”, ha detto a sua volta il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Simili dichiarazioni sono arrivate da diversi Paesi membri dell’Ue, compresa l’Ungheria, notoriamente più morbida con la Russia e dove il primo ministro Vikotr Orban ha dichiarato che l’Ungheria è “saldamente dalla parte della Polonia”, pur chiedendo “un’indagine calma e approfondita sulle esplosioni a Przewodow”, il villaggio a pochi chilometri dalla frontiera ucraina su cui si è abbattuto il missile proveniente dal territorio ucraino. Per la Russia invece si è trattato di “una provocazione deliberata” per provocare “un’escalation della situazione”, ha insistito oggi il ministero degli Esteri moscovita. La portavoce del dicastero, Maria Zakharova, ha argomentato la posizione russa con toni meno diplomatici: “se gli Stati Uniti e la NATO, in primo luogo la Germania, non cambiassero i regimi in Ucraina, non installassero politici fantoccio, trasformassero i pugili in sindaci e i giullari in presidenti, pagando il lavoro sporco con cittadinanza e denaro”, ha affermato.

Cremlino: la Polonia poteva essere più “sobria e professionale” 

 Il Cremlino ha da parte sua lasciato intendere apprezzamento per la linea americana sulla vicenda, improntata alla cautela. “Vale la pena prestare attenzione alla reazione contenuta degli Stati Uniti”, ha sottolineato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, secondo cui invece la Polonia poteva essere più “sobria e professionale” da la delicatezza degli argomenti, “potenzialmente pericolosi”. Gli Stati Uniti, da subito, hanno avuto un approccio improntato alla cautela, prima dicendo che serviva tempo per verificare, poi lasciando trapelare i primi dubbi sulla teoria di un attacco russo, poi facendo circolare i risultati preliminari delle verifiche. L’incidente ha comunque plasticamente rappresentato il rischio che anche un errore possa portare a un allargamento del conflitto. Rischio evidenziato dalla Cina, che sul conflitto in Ucraina cerca di tenere in equilibrio il sostegno alle ragioni russe e le richieste di una soluzione negoziale che continua a non vedersi all’orizzonte, malgrado i contatti tra più parti in corso. “Nell’attuale situazione tutte le parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione per evitare un’escalation della situazione”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.

Biden con alleati: improbabile missili da Russia

 E’ “improbabile” che i missili che hanno provocato due vittime in un villaggio in Polonia siano stati lanciati direttamente dalla Russia, ma c’è un’indagine in corso e vanno attesi gli esiti. Questa la posizione dei Paesi della Nato e del G7, riassunta dal presidente americano Joe Biden che a margine del G20 di Bali ha convocato una riunione d’urgenza, a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier canadese Justin Trudeau, quello britannico Rishi Sunak, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il primo ministro olandese Mark Rutte, il premier giapponese Fumio Kishida, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

Alla fine i leader hanno diramato una dichiarazione congiunta in cui condannano “i barbari attacchi missilistici che la Russia ha perpetrato martedì sulle città ucraine e sulle infrastrutture civili” e riaffermano “il nostro risoluto sostegno all’Ucraina e al popolo ucraino di fronte all’aggressione russa in corso”. Per quanto riguarda la questione dei missili caduti in Polonia, i leader garantiscono “pieno supporto e assistenza per le indagini in corso in Polonia”.

“Non voglio parlare prima che l’inchiesta sia terminata – ha precisato Biden parlando con i giornalisti a Bali – ma mi sembra improbabile che sia stato sparato dalla Russia. Però vedremo. Bisogna capire esattamente cosa è accaduto e poi decideremo i prossimi passi”. “E’ totalmente inconcepibile”, ha comunque affermato, che “in un momento in cui il mondo si riunisce” per chiedere una “de-escalation”, “la Russia continua la sua escalation in Ucraina”. “Fortissima apprensione e preoccupazione” è stata espressa da Meloni, che ha sentito il premier polacco Mateusz Morawiecki. “Si tratta – ha affermato – in ogni caso, di un’ulteriore conferma della gravità e delle conseguenze della ingiustificata aggressione russa nei confronti dell’Ucraina”.

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