Taranto, la partita dell’acciaio si riapre: Jindal torna in campo e complica i piani americani

Urso ha incontrato i vertici di uno dei maggiori gruppi siderurgici del mondo, consegnando loro le informazioni sulle regole comunitarie per la cessione degli impianti pugliesi.

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Gli impianti di Taranto dell'ex Ilva

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, a margine di una bilaterale con il suo omologo francese Sébastien Martin, ha confermato di aver incontrato i vertici di Jindal Steel & Power durante la sua recente missione a Nuova Delhi.

L’incontro, avvenuto alla presenza dell’ambasciatore italiano, aveva un oggetto preciso: fornire al colosso siderurgico indiano le informazioni necessarie per partecipare alla gara europea per la cessione degli impianti dell’ex Ilva. “Ho dato loro le informazioni che chiedevano, in merito alla gara, secondo le procedure europee per l’assegnazione degli impianti”, ha dichiarato il ministro. Una conferma che riapre la competizione su un dossier che sembrava avviato verso una definizione.

Flacks Group in pole, ma con ostacoli

Al momento il fondo statunitense Flacks Group è il principale interlocutore nella trattativa. Il negoziato si svolge in esclusiva nell’ambito della procedura gestita dai commissari straordinari e in conformità con le regole comunitarie. Tuttavia, la recente sentenza del Tribunale di Milano ha introdotto elementi di incertezza difficili da ignorare.

La pronuncia giudiziaria rischia di ostacolare il percorso già avviato, rimettendo in discussione tempistiche e condizioni che parevano consolidate. È in questo contesto che il rientro di Jindal acquista un peso specifico: non si tratta di una semplice manifestazione d’interesse, ma di un’interlocuzione istituzionale avvenuta al massimo livello diplomatico.

Giovedì i sindacati a Palazzo Chigi

Sul versante delle relazioni industriali, il governo ha convocato per giovedì le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi, nell’ambito del tavolo istituito circa due anni fa. L’incontro servirà a illustrare “le prospettive per il proseguimento dell’attività produttiva nel sito di Taranto e in generale negli stabilimenti dell’ex Ilva”, ha precisato Urso, tenendo conto anche delle implicazioni della sentenza milanese. I lavoratori dello stabilimento pugliese attendono risposte che vadano oltre le dichiarazioni di principio: la convocazione segna un momento di verifica politica su un processo che ha già consumato anni di attesa e promesse.