Economia

Terremoto in Unicredit, Mustier lascia in anticipo. Matrimonio Gruppo-Mps?

E’ un vero e proprio terremoto quello che s’è scatenato in Unicredit con l’annuncio dell’addio dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. Nella giornata di ieri, Unicredit brucia un miliardo in Borsa, solo sull’onda dei rumors su Mustier ma anche per i continui riferimenti ad un matrimonio non spontaneo con Mps che invece in Borsa si toglie più di una soddisfazione (+3%). Negli ultimi “mesi” è emerso come la “strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti” non siano “più in linea con l`attuale visione del Consiglio di Amministrazione. Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il Gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al Consiglio di definire la strategia futura”. Così il Ceo uscente annuncia il suo addio da Unicredit.

L’Ad ha voluto “ringraziare tutti i colleghi del Gruppo per il loro straordinario impegno negli ultimi anni. Insieme abbiamo realizzato con successo il piano Transform 2019 e, di conseguenza, siamo in una posizione forte per continuare a supportare i nostri clienti e le comunità in tutti i nostri Paesi restando un vero Gruppo pan-Europeo vincente”. “In ogni caso – ha concluso – ho sempre sostenuto che cinque anni sono il periodo di tempo ideale per svolgere il ruolo di Ceo in una azienda e i miei cinque anni in UniCredit sono stati, per non dire altro, un’esperienza straordinaria. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo raggiunto e di quanto realizzato in così poco tempo”.

Il presidente designato Pier Carlo Padoan e il Consiglio di Amministrazione di Unicredit inizieranno una ricerca, sia all’interno che all’esterno del Gruppo, per identificare il nuovo Ceo seguendo un processo di selezione accurato e rigoroso che riflette l’impegno del Gruppo per assicurare una solida governance aziendale, fa sapere lo stesso gruppo bancario, annunciando allo stesso tempo la decisione di Mustier di non ricandidarsi. Qualunque sia il successore, certo è che il primo dossier sul suo tavolo sarà quello di Mps. Il governo ha già posto sul tavolo una dote interessante: 2-2,5 miliardi di equity fresco per ristabilire i coefficienti patrimoniali, 2,4 miliardi di bonus fiscale grazie alla conversione delle dta in crediti di imposta e forse anche una garanzia sui circa 10 mliardi di contenzioso legale. Restano però aperte diverse problematiche.

Per esempio, in caso di fusione, si tratterà di capire che quota avrà il Tesoro nella combined entity. Alcune stime suggeriscono che, con in mano una partecipazione di minoranza della nuova Unicredit- Mps, lo Stato potrebbe incidere sulla governance del gruppo e avere voce in capitolo sulla strategia. Difficile dire come il mercato accoglierebbe una circostanza di questo genere. Intanto, Unicredit rassicura affermando che “Mustier e il management team rimangono impegnati sull’esecuzione del piano strategico Team 23 e sulle sfide legate alla pandemia Covid-19, continuando a supportare il personale, i clienti e l’economia reale in questo momento difficile. Mustier è stato nominato Ceo del Gruppo nel luglio 2016, dopo aver ricoperto in precedenza il ruolo di vice direttore generale, responsabile della Corporate and Investment Banking (2011-15).

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