Tribunale Milano respinge ricorso Rai su Champions League

Tribunale Milano respinge ricorso Rai su Champions League
17 agosto 2019

E’ stato respinto il nuovo ricorso presentato dalla Rai al Tribunale di Milano per la trasmissione in chiaro delle partite di Champions League nella prossima stagione. Nel mirino c’era l’accordo tra Sky e Mediaset che assegna al Biscione le partite in chiaro della massima competizione europea per i prossimi due anni. La tv pubblica, tra l’altro, e’ stata condannata a rifondere 15mila euro di spese legali a Mediaset e 10 mila a Sky. In base ad un accordo raggiunto a gennaio dell’anno scorso con Sky – detentrice dei diritti della Champions per il triennio 2018-2021 – Viale Mazzini ha trasmesso una partita della competizione per ciascun turno, dalla fase a gironi alla finale, e ha deciso di esercitare il diritto di opzione anche per le due edizioni successive.

Una mossa, tuttavia, contestata da Sky, perche’, con l’ingresso di Dazn sul mercato della serie A, la pay tv non avrebbe conservato gli stessi diritti del triennio precedente, e quindi sarebbe venuto meno uno dei paletti dell’intesa con la tv pubblica. La Rai ha contestato tale posizione, sostenendo che Sky ha in realta’ aumentato la dimensione dei propri diritti, raddoppiando il numero di gare da poter trasmettere in esclusiva assoluta, ed ha avviato percio’ un’azione legale, presentando prima un ricorso d’urgenza ex articolo 700, per chiedere di riconoscere la validita’ della propria opzione al Tribunale di Milano, che lo ha respinto a fine giugno. Ora e’ arrivata la decisione definitiva del Tribunale. Sky ha dunque raggiunto un accordo con Mediaset per la trasmissione in chiaro della miglior partita del mercoledi’ per le prossime due stagioni. Alla presentazione dei palinsesti, l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, aveva spiegato che la cifra sborsata era “vicina” ai 40 milioni di euro messi sul piatto dalla Rai. Secondo le indiscrezioni, l’assegno staccato da Cologno Monzese oscillerebbe tra i 42 e i 45 milioni di euro.

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USIGRAI E CDR RAI SPORT

“Con la decisione del Tribunale di Milano la partita Champions League e’ finita per la Rai. E sinceramente anche un risarcimento futuro a noi interessa relativamente. La Rai era tornata protagonista nei grandi eventi internazionali, e ora si ritrova con un pugno di mosche. Esattamente il rischio che denunciammo da subito”. Lo sottolineano in una nota l’esecutivo Usigrai e il cdr di Rai Sport.

“Ci aspettiamo che il prossimo CdA – si legge ancora – metta all’ordine del giorno della prima riunione il tema dei Diritti Sportivi: questa non e’ una questione che riguarda solo la redazione di Rai Sport, ma l’intera azienda. Non e’ tollerabile perdere il Mondiale di calcio, e poi investire in maniera cosi’ sprovveduta su un evento internazionale lasciando il coltello dalla parte del manico alla controparte. Mondiali di calcio, Champions, Europa League, Serie A di calcio femminile, Formula 1, Motomondiale, Grande tennis: si allunga la lista degli eventi dai quali la Rai e’ rimasta fuori. E anche quando l’azienda acquista dei diritti, ci fa fare le comparse, costringendoci a lavorare male e a fare i salti mortali per fornire un prodotto degno del Servizio Pubblico”. “Per non parlare del sostanziale vuoto sui diritti per il web e le nuove piattaforme – prosegue la nota -, come nella assurda scelta di rinunciarci per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Intanto noi ne parleremo nell’assemblea di redazione gia’ fissata per fine mese. Da subito chiediamo un incontro urgente ai vertici aziendali”.

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