Von der Leyen eletta per un soffio alla Commissione Ue: “L’Europa pronta a combattere per il futuro”

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17 luglio 2019

La ministra tedesca Ursula von der Leyen, designata dai Ventotto a succedere a Jean-Claude Juncker, e’ stata eletta dal Parlamento europeo presidente della Commissione europea ma con soli 383 voti a favore a fronte della maggioranza necessaria prevista di 374 voti. Quindi per soli 9 voti.

I contrari sono stati 327. L’annuncio ufficiale è stato fatto dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Il numero di votanti e’ stato di 733 con 22 schede bianche o nulle. I voti validi sono stati 383 mentre la maggioranza necessaria per l’elezione era di 374 preferenze. “Mi sento molto onorata sono sopraffatta, la fiducia che riponete in me la riponete nell’Europa, un’Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro se’ stessa – ha detto Ursula von der Leyen appena eletta presidente della Commissione europea per i prossimi 5 anni – Il compito che dovro’ affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso”. Quindi, “ringrazio tutti i membri del parlamento europeo che hanno deciso di votare per me, ma il mio messaggio e’ lavoriamo insieme in modo costruttivo”.

Facciamo quattro conti. Con 383 si’, l’annunciato voto favorevole del M5S potrebbe essere risultato determinante per l’elezione di Ursula von der Leyen. La maggioranza a Strasburgo, composta da Ppe-S&D-Liberali, conta infatti 444 eurodeputati ma, escludendo i 14 si’ dei pentastellati, l’ex ministro della Difesa avrebbe potuto contare solo su 369 voti delle forze pro-europeiste, cinque in meno della maggioranza richiesta di 374 si’. Tra franchi tiratori e schede bianche, quindi, a von der Leyen sono invece mancati, sulla carta, 75 voti dei partiti che sostengono la maggioranza. “Congratulazioni a Ursula von der Leyen –  ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron -. Oggi l’Europa ha il suo volto. Quello dell’impegno, dell’ambizione e del progresso. Possiamo andare fieri dell’Europa. Saremo al suo fianco per farla progredire”. “Mi sono congratulato con Ursula Von der Leyen, appena eletta presidente della Commissione Europea – ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi -. L’abbiamo sostenuta sin dall’inizio, Forza Italia l’ha votata con convinzione e i nostri sono stati determinanti. Vigileremo che rispetti gli impegni presi, che rispetti il programma del Partito popolare europeo”.

Dunque, una vittoria sul filo e una legislatura che comincia in salita. La candidata tedesca, infatti, che sulla carta prima del voto sembrava avere conquistato il voto favorevole delle tre principali componenti dell’Eurocamera, ovvero Popolari, Socialisti e Liberali, e quindi almeno 400 si’, si ritrova a passare con appena 383 a favore, 327 contro, 22 astenuti. Ed esce inevitabilmente indebolita dal test di Strasburgo. I deputati hanno votato a scrutinio segreto, e dunque non e’ possibile risalire con certezza alle identita’ dei franchi tiratori che hanno quasi fatto mancare la maggioranza. Ma il sospetto cade su Socialisti e Popolari, da cui la 60enne ex ministro della Difesa della Cdu si aspettava un apporto piu’ massiccio. Il calcolo della vigilia lasciava immaginare che tutto il gruppo del Ppe, salvo qualche defezione, e una buona parte dei Socialisti, esclusi tedeschi e qualche delegazione minore, avrebbero votato a favore. Ma il tabellino finale fa capire che non e’ andata cosi’.

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Anche all’interno dei liberali e’ possibile che ci sia stata qualche decisiva defezione, soprattutto in funzione anti-francese e anti-Macron, da parte di componenti che hanno mal sopportato l’opa macroniana sul gruppo e l’imposizione della candidata tedesca. Una imposizione che Parlamento, gia’ da settimane, dopo la designazione fatta dei leader Ue, ha vissuto con profonda insofferenza. I motivi sono molti, a cominciare dal sistema dello Spitzenkandidat, affossato dai leader che hanno bocciato tutti i candidati indicati dall’Eurocamera, passando per regolamenti di conti e dinamiche interne ai vari Paesi, a cominciare dalla Germania. Regolamenti di conti che esplodono in maniera clamorosa in Italia, grazie al voto favorevole di M5 che di fatto, assieme alla pattuglia dei polacchi conservatori, ha consentito l’elezione di von der Leyen.

La Lega, fino all’ultimo indecisa sul da farsi, alla fine ha optato per il no. Ma il via libera pentastellato fa gia’ gridare i leghisti all”asse con gli europeisti’ e all”inciucio con il Pd’. Von der Leyen incassa comunque la designazione e promette che lavorera’ “con le forze europeiste”, anche se l’esito del voto sara’ destinato a scompaginare gli equilibri del Parlamento e le forze che hanno piu’ o meno consapevolmente consentito il voto favorevole dell’Eurocamera, M5S e PiS, rivendicheranno il loro ruolo. Dalla settimana prossima iniziera’ la partita commissari, ogni governo dovra’ indicare i suoi nomi (un uomo e una donna, ha chiesto la neo presidente) e poi iniziera’ la trattativa che a fine settembre dovrebbe portare alla composizione della nuova Commissione.

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