Un soggetto politico “identitario e popolare” aperto a sindaci, amministratori, associazioni, volontariato e professioni. E’ la proposta lanciata da Noi Moderati, il partito di Maurizio Lupi, e che si fonda sul ritorno al proporzionale previsto dalla nuova legge elettorale in vista del voto del 2027.
Saverio Romano, coordinatore del partito, descrive il progetto come una casa per chi in questi anni si è disperso in tante sigle, in cui la politica “torni a essere servizio e mediazione”. Non sono ancora stati resi noti nome, simbolo, forma organizzativa e tempi del nuovo soggetto, né le eventuali adesioni di altre formazioni.
Una finestra da non perdere
La nuova legge, ha spiegato Romano, “restituisce a ogni cultura politica la possibilità di presentarsi agli elettori per ciò che è”. Per l’area popolare e democratico-cristiana è “un’occasione che non si ripresenterà presto”: si può lasciarla passare, ha precisato, oppure farne “l’inizio di qualcosa di nuovo”.
Il progetto si rivolge in primo luogo a chi ha smesso di votare. Romano parla di milioni di italiani che hanno rinunciato al voto non perché abbiano cambiato valori, ma perché non trovano “qualcuno che li rappresenti”.
Il riferimento al popolarismo europeo
La “casa naturale” resta la famiglia del popolarismo europeo, quella di De Gasperi, Adenauer e Schuman, con cui Romano vuole stare “con una voce riconoscibile”. La cornice economica è l’economia sociale di mercato: il mercato, ha dichiarato, “da solo non costruisce coesione”. Non è stato chiarito il rapporto con le forze già presenti nel Ppe né con l’alleanza di governo di cui i Noi Moderati fanno parte.
Romano ha chiuso con un appello: “Non chiediamo a nessuno di rinunciare alla propria storia”. Chiede, ha aggiunto, di metterla in comune e di costruire il progetto “a partire da adesso”, con le elezioni del 2027 ormai vicine.

