Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato oggi al Quirinale un monito alle istituzioni e alle forze sociali affinché non rispondano ai giovani con indifferenza o sottovalutazione, ponendo il malessere giovanile al centro delle priorità nazionali all’indomani del decreto legislativo che inasprisce le sanzioni penali per i minorenni.
La priorità della questione giovanile
L’intervento del Capo dello Stato si è svolto durante la cerimonia ufficiale di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro e agli Alfieri della Repubblica, giovani diplomati distintisi negli studi. Mattarella ha ampliato l’analisi avviata dopo le recenti manifestazioni di piazza, condannandone gli episodi di violenza ma chiedendo al contempo di comprendere le cause profonde dell’inquietudine che attraversa le nuove generazioni.
La risposta istituzionale alle tensioni giovanili deve superare la sola dimensione punitiva per affrontare i nodi strutturali del disagio. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione: si tratta di una questione sociale”, ha dichiarato il Capo dello Stato, precisando che occorre uno sguardo di ampia visione per farsi carico del senso di insicurezza per il futuro e del timore di emarginazione avvertito dai ragazzi.
L’emigrazione dei talenti italiani
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il flusso migratorio in uscita che priva l’Italia delle sue risorse umane più qualificate. Il Presidente ha definito questo fenomeno un grave peso per il Paese, evidenziando come la disponibilità al rientro sia condizionata alla presenza di offerte professionali adeguate e remunerative.
“Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”, ha precisato Mattarella. Il divario tra le aspettative dei giovani e l’offerta del mercato del lavoro nazionale si inserisce in un contesto macroeconomico segnato da inflazione, rincari energetici e una persistente debolezza della produttività generale.
La minaccia dei monopoli privati
Analizzando le instabilità dello scenario internazionale, il Capo dello Stato ha rivolto un duro attacco alle concentrazioni di potere economico privato e ai loro tentativi di eludere le normative pubbliche. Il riferimento riguarda la presenza di attori globali capaci di condizionare settori strategici della vita sociale ed economica.
“I cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, avanzano assurde e inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”, ha denunciato Mattarella. Per supportare questa analisi, il Presidente ha citato il pensiero di Luigi Einaudi espresso durante i lavori dell’Assemblea Costituente, ricordando come il primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento indicasse nei monopoli l’origine più profonda e vera dei mali sociali, della disoccupazione e delle disuguaglianze.
Il ruolo delle regole europee
Il contrasto alle posizioni dominanti e la tutela delle economie nazionali richiedono, secondo il Quirinale, un’integrazione europea solida e un quadro normativo comune. Il rigore Antitrust dell’Unione europea viene indicato come uno strumento di difesa delle democrazie di fronte alle fragilità strutturali dei singoli Stati membri.
L’Europa rappresenta il presidio necessario contro i deficit di produttività e il ristagno dei salari. “L’Europa è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie”, ha ribadito il Capo dello Stato, invitando il mondo imprenditoriale a rigettare spinte protezionistiche o cedimenti nostalgici.
Inclusione e sviluppo economico
A conclusione del suo discorso davanti alla platea dei neo Cavalieri del Lavoro, Mattarella ha richiamato il legame indissolubile tra coesione sociale e tenuta del sistema produttivo. Le politiche di sostegno pubblico e i servizi comunitari non rappresentano un costo passivo per il bilancio dello Stato, ma un fattore diretto di competitività.
“La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”, ha chiosato il Capo dello Stato, esortando istituzioni e imprese ad adottare il coraggio dell’innovazione e a considerare l’inclusione delle nuove generazioni la base fondamentale per la tenuta democratica ed economica del Paese.

