Crans-Montana, sei italiani ancora dispersi. Tajani: “Le misure anti-incendio non hanno funzionato”

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Cinque dei 6 ragazzi italiani ancora dispersi

Quaranta vittime accertate, 119 feriti di cui cinquanta con ustioni gravissime. Sei ragazzi italiani risultano ancora dispersi, tredici i connazionali feriti di cui cinque in condizioni critiche. È il bilancio definitivo della tragedia che ha colpito il locale Le Constellation di Crans-Montana, nelle Alpi svizzere, la notte di Capodanno. Un rogo devastante, innescato da candele all’interno di bottiglie che hanno fatto divampare la schiuma insonorizzante delle pareti. La Procura elvetica indaga per omicidio e lesioni colpose.

L’identificazione delle vittime procede a rilento, le condizioni dei corpi rendono il lavoro degli inquirenti estremamente difficile. Finora solo sei salme sono state riconosciute. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, giunto sul luogo della strage, non ha dubbi: “Sono entrato solo nella hall del locale, ma si capisce che lì qualcosa non ha funzionato, soprattutto per le uscite di emergenza. Le misure anti-incendio non hanno funzionato come dovevano”. Parole che pesano come macigni sulla gestione della sicurezza del Constellation, ora al centro dell’inchiesta.

Le testimonianze raccolte dall’ospedale di Sion dipingono un quadro agghiacciante. Eric Bonvin, direttore generale dell’Ospedale del Vallese, spiega all’AFP che la struttura sanitaria ha accolto 55 persone gravemente ferite. “Oltre alle ustioni, c’erano anche ferite da schiacciamento. Ci sono giovani che hanno partecipato molto intensamente per tirare fuori la gente, e anche loro sono stati feriti”. Il panico ha trasformato il locale in una trappola mortale: “Quando c’è il panico, la gente cerca di uscire. Le persone sono state schiacciate, è stato qualcosa di terribile”, racconta Bonvin con voce rotta dall’emozione.

Il sistema sanitario svizzero al collasso, trasferimenti all’estero

La capacità degli ospedali elvetici non basta. L’Ufficio federale della protezione della popolazione ha annunciato che cinquanta pazienti con gravi ustioni verranno trasferiti entro domenica in strutture specializzate all’estero: Belgio, Francia, Germania e Italia. “Il trattamento a lungo termine di queste persone richiederà presumibilmente mesi e il numero di pazienti con gravi ustioni è elevato”, si legge nella nota ufficiale. Il Centrale nazionale d’allarme coordina i trasferimenti secondo criteri medici.

L’urgenza è massima: i pazienti devono essere spostati nelle prossime quarantotto ore, quando sono ancora abbastanza stabili. “È importante che i familiari mostrino comprensione per i criteri applicati e per l’urgenza, anche se si tratta di situazioni indicibilmente difficili”, recita il comunicato. Tra i trasferiti ci saranno anche cittadini svizzeri. Si valutano trasferimenti anche in Paesi più lontani.

Il proprietario del Constellation, che gestisce il locale insieme alla moglie rimasta ferita nell’incendio, ha dichiarato al quotidiano 20 Minuten: “Non riusciamo né a dormire né a mangiare, stiamo tutti molto male”. La consorte ha riportato un’ustione al braccio, giudicata non grave, ed è già stata dimessa. L’albergatore assicura massima collaborazione con le autorità: “Faremo tutto il possibile per contribuire a chiarire le cause. Stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere. Sono coinvolti anche i nostri avvocati”.

L’Italia offre supporto sanitario e investigativo alla Svizzera

Antonio Tajani ha ribadito la “massima disponibilità” italiana alla Svizzera, sia dal punto di vista sanitario che investigativo. Il ministro ha confermato il bilancio degli italiani coinvolti: diciannove in totale, di cui tredici feriti e sei formalmente dispersi. Tre feriti sono già ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, un quarto è in arrivo. Gli altri si trovano in strutture elvetiche. Tre feriti hanno nazionalità ancora da identificare.

“La collaborazione è molto positiva. Fin da ieri mattina ho parlato più volte con il ministro degli Esteri Ignazio Cassis e ieri pomeriggio con il presidente Guy Parmelin per ribadirgli la vicinanza degli italiani”, ha dichiarato Tajani ai giornalisti. Sul posto opera un nucleo del Consolato d’Italia a Ginevra, rinforzato da un rappresentante dell’Unità di Crisi della Farnesina, per assistere le famiglie italiane. “L’ambasciatore d’Italia e il console generale sono qui presenti da ieri mattina per stare insieme agli italiani”, ha aggiunto il vicepremier.

L’Italia ha messo a disposizione anche la Polizia scientifica per l’identificazione delle vittime. “Ne ho parlato con il ministro Piantedosi, per aiutare l’identificazione delle vittime della polizia elvetica”, ha spiegato Tajani. La procuratrice generale elvetica ha informato il ministro che sono già state effettuate decine di interrogatori: “L’obiettivo è quello di vedere quali sono le responsabilità per questa enorme tragedia”.

Inchiesta e responsabilità, l’uso di candele sotto accusa

Toccherà alla magistratura svizzera accertare le responsabilità, ma Tajani ha sottolineato l’importanza di “salvare le vite umane e contemporaneamente accertare le responsabilità di chi gestisce il locale”. Il ministro non ha nascosto perplessità sulla gestione della sicurezza: “L’utilizzo di fuochi d’artificio, siano pure piccoli, in un locale così, sembra certamente poco responsabile”. L’inchiesta si concentra sulla schiuma insonorizzante che ha preso fuoco, innescata da candele poste all’interno di bottiglie. Le ipotesi di reato sono omicidio e lesioni colpose. La verità, ha concluso Tajani, è “fondamentale”.