Famiglia nel bosco, la svolta: affido dei tre figli, prima valutazione positiva per la coppia anglo-australiana

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Nathan Trevallion e Catherine Birmingham

Il percorso avviato dopo il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila registra un primo esito favorevole. Nathan e Catherine, residenti nei boschi di Palmoli, sono stati ritenuti idonei sotto il profilo genitoriale nella fase iniziale dell’iter. Nei prossimi giorni saranno ascoltati anche i tre bambini, passaggio decisivo per le determinazioni dell’autorità giudiziaria.

La vicenda di Nathan e Catherine, la coppia anglo-australiana finita al centro dell’attenzione nazionale dopo l’allontanamento dei tre figli dalla loro abitazione nei boschi di Palmoli, registra un primo sviluppo favorevole. La valutazione preliminare svolta dagli specialisti e dai servizi sociali ha infatti espresso un giudizio positivo sulla loro idoneità a esercitare il ruolo genitoriale, segnando un passaggio rilevante nel procedimento avviato per verificare la possibilità di un futuro ricongiungimento familiare.

La notizia, riportata dal quotidiano Il Messaggero, rappresenta una delle tappe previste dal programma di sostegno predisposto dopo l’intervento dell’autorità giudiziaria. L’esito non determina automaticamente il rientro dei minori nell’abitazione dei genitori, ma costituisce un elemento favorevole all’interno di un percorso che rimane sottoposto alla costante vigilanza dei servizi competenti e del Tribunale per i minorenni.

Percorso educativo strutturato

L’iter predisposto dagli operatori sociali è stato costruito con l’obiettivo di verificare, attraverso valutazioni progressive, la capacità della coppia di garantire ai figli un ambiente stabile e sicuro. Il programma comprende un affiancamento educativo volto a rafforzare le competenze genitoriali sotto diversi profili, dall’organizzazione della vita quotidiana alla gestione dell’ambiente domestico, fino alla qualità delle relazioni familiari.

Parallelamente Nathan e Catherine hanno seguito un percorso di sostegno psicologico articolato in colloqui individuali, finalizzati ad affrontare le criticità personali e gli aspetti emotivi emersi durante gli ultimi mesi. Gli specialisti hanno monitorato anche il livello di collaborazione mostrato dalla coppia nei confronti delle istituzioni, elemento considerato centrale nella valutazione complessiva.

L’attuale giudizio favorevole rappresenta quindi il risultato di un lavoro sviluppato nel corso dei mesi e non l’esito di una singola verifica. Il procedimento, tuttavia, non può ancora considerarsi concluso.

La fase decisiva delle verifiche

Il prossimo passaggio riguarda infatti l’osservazione diretta della vita familiare, prevista per accertare se esistano concretamente tutte le condizioni necessarie affinché i bambini possano rientrare nella loro abitazione senza rischi per la loro tutela. Si tratta della fase conclusiva dell’intervento dei servizi sociali, destinata a fornire al giudice ulteriori elementi per le successive decisioni.

Nei prossimi giorni è inoltre previsto un altro momento particolarmente delicato del procedimento. La prossima settimana i tre figli della coppia saranno ascoltati dal giudice in modalità protetta. All’incontro prenderà parte anche la curatrice speciale dei minori, l’avvocata Marika Bolognese, chiamata a rappresentarne esclusivamente gli interessi nell’ambito del procedimento civile.

L’audizione consentirà all’autorità giudiziaria di acquisire ulteriori elementi sullo stato di benessere dei bambini e sul rapporto mantenuto con i genitori durante il periodo di separazione.

L’allontanamento disposto nel 2025

Il procedimento trae origine dall’ordinanza emessa il 20 novembre 2025 dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che dispose l’allontanamento dei tre figli dal nucleo familiare e il loro trasferimento in una casa famiglia di Vasto.

Alla base del provvedimento vi fu un grave episodio di intossicazione da funghi che coinvolse la famiglia e rese necessario l’intervento delle forze dell’ordine e dei servizi sociali. L’accaduto determinò l’apertura di un procedimento civile finalizzato a verificare l’idoneità dell’ambiente familiare e le condizioni di tutela dei minori.

La vicenda suscitò un ampio dibattito pubblico anche per le particolari modalità di vita scelte dalla coppia, residente in un’area boschiva del territorio di Palmoli, in Abruzzo, e caratterizzata da uno stile di vita distante dai modelli abitativi tradizionali. Tuttavia il procedimento giudiziario si è concentrato esclusivamente sulla valutazione dell’interesse dei minori e sulla capacità dei genitori di assicurare loro condizioni adeguate di crescita e protezione.

Le prossime decisioni del Tribunale

Nel corso degli ultimi mesi Nathan e Catherine hanno progressivamente aderito alle prescrizioni indicate dai servizi sociali, partecipando alle attività previste dal progetto di sostegno alla genitorialità e collaborando con gli operatori incaricati delle verifiche.

Il giudizio favorevole espresso nella prima fase del percorso rappresenta un elemento significativo, ma non esaurisce le valutazioni richieste dal Tribunale. Saranno infatti determinanti gli esiti dell’osservazione sul campo, le relazioni conclusive dei servizi sociali e le risultanze dell’audizione protetta dei tre bambini.

Solo al termine di questo complesso iter l’autorità giudiziaria potrà decidere se ricorrano le condizioni per autorizzare il graduale ricongiungimento familiare oppure mantenere le misure di protezione già adottate, sempre nell’esclusivo interesse dei minori.