A Lampedusa il Papa prega per i naufraghi e lancia un appello all’Europa sulle migrazioni

Sull’isola delle Pelagie, accolto dal sottosegretario Mantovano e dal governatore Schifani, il Pontefice celebra messa nel campo sportivo Arena davanti agli ospiti dell’hotspot e ai familiari delle vittime.

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Papa Leone XIV è il primo Pontefice a visitare il cimitero dei migranti di Lampedusa e a varcare la soglia della Porta d’Europa, il luogo simbolico che segna il punto più a sud dell’isola e dell’intero continente. La visita pastorale, durata poco più di tre ore e mezza, si è aperta intorno alle 9 con l’arrivo sull’isola delle Pelagie, dove il Pontefice è stato accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Omaggio ai naufraghi a Cala Pisana

Prima tappa del programma è stata la preghiera sulla tomba dei migranti morti nella traversata del Mediterraneo. Nel cimitero di Cala Pisana, dove le croci sono realizzate dall’artigiano lampedusano Francesco Tuccio con il legno delle imbarcazioni utilizzate dai migranti, Leone XIV è diventato il primo leader mondiale a rendere omaggio in quel luogo a chi, nella maggior parte dei casi, non ha un nome né una sepoltura riconosciuta.

Il passaggio più intenso della mattinata si è consumato alla Porta d’Europa, monumento che rappresenta l’approdo e la speranza per chi affronta la traversata. Qui il Pontefice ha abbracciato due famiglie di migranti, accompagnato poi da due bambini e da una donna fino alla soglia dell’installazione. Prevost si è quindi fermato da solo, in silenzio, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, incamminandosi anche sugli scogli nonostante il forte vento che gli ha sollevato la papalina.

La lettera del piccolo Leo

In quella cornice il Papa ha ricevuto una lettera scritta da un ragazzo, Leo, sbarcato a Lampedusa dieci anni fa da solo, dopo aver perso la madre. Nel testo racconta di aver smesso di piangere solo quando gli fu donato un pallone di carta, diventato da allora un simbolo personale di resilienza; ha quindi consegnato al Pontefice un pallone perché possa essere donato a un altro bambino.

Prima della celebrazione eucaristica, Leone XIV ha incontrato una ventina di migranti ospitati nell’hotspot dell’isola. “Ci ha benedetti, una bellissima emozione”, hanno raccontato alcuni di loro al termine dell’incontro. La messa è stata celebrata nel campo sportivo Arena, alla presenza di una folla che comprendeva sia residenti sia persone accolte nella struttura.

L’omelia sulle vittime del mare

Nell’omelia il Pontefice ha definito le vittime del Mediterraneo “vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, ribadendo la vicinanza della Chiesa a chi vive il dramma delle migrazioni: “Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”. Ha aggiunto che a Lampedusa “più che le parole, parlano i gesti”, ma che questi “per essere umani, hanno bisogno di un cuore”.

Leone XIV ha poi allargato l’analisi alle cause strutturali del fenomeno migratorio, denunciando “il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza”, un sistema economico globale che genera “povertà ed esclusione”, la paura che alimenta pregiudizi, l’indifferenza diffusa verso il problema e “i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui”.

Il passaggio conclusivo dell’omelia è stato dedicato a un richiamo diretto alle istituzioni continentali: “Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee”. Il Papa ha collegato questa responsabilità a quella già riconosciuta all’Europa sulla transizione ecologica e sulla promozione della pace, sottolineando un “potenziale unico” derivante dalla sua storia e dalla sua cultura.

Il dispositivo di sicurezza sull’isola

Al termine della visita, Mantovano si è recato al Centro operativo avanzato della Protezione civile per ringraziare gli operatori coinvolti nell’organizzazione dell’evento. Il dispositivo predisposto ha impiegato complessivamente 960 unità e 148 mezzi, tra volontari, forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Croce Rossa Italiana, personale del 118, Capitanerie di porto, Marina Militare, Guardia di Finanza, Dipartimento della Protezione civile, Enac, Enav e direzione aeroportuale di Lampedusa.

Il presidente della Regione Siciliana ha sottolineato la collaborazione tra livello nazionale e regionale nella gestione logistica dell’evento: “C’è stata un’intesa tra governo nazionale e governo regionale per ripartire le varie funzioni e il coordinamento”, ha detto Schifani, ricordando anche il precedente dello sbarco di 1.500 persone nell’aprile 2023, gestito in coordinamento con il ministro dell’Interno Piantedosi. Prima della partenza del Pontefice, Schifani e la moglie Franca lo hanno accompagnato in aeroporto, donandogli una triscele in ceramica, simbolo dell’isola.

Il rientro a Roma e i prossimi impegni

Conclusa la tappa siciliana, Papa Leone XIV è atterrato all’aeroporto di Roma Ciampino alle 14.04, da dove ha fatto rientro in Vaticano. Il prossimo appuntamento pubblico del Pontefice è fissato per l’indomani, con l’Angelus in programma alle ore 12 in piazza San Pietro.