Trump cambia linea sulla Russia: nuove sanzioni e dazi fino al 100%. Nel mirino anche Cina e India

La legge voluta dal Congresso americano introduce nuove misure contro funzionari, banche e imprese russe e apre la strada a tariffe contro gli Stati che continuano a comprare energia da Mosca

trump-putin

Il capo della Casa Bianca, Donald Trump e il presidente russo, Vladimir Putin

Donald Trump ha firmato venerdì 18 settembre la nuova legge americana sulle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Il provvedimento prende di mira l’energia, la finanza e la rete di soggetti che consentono a Mosca di aggirare le restrizioni occidentali. Soprattutto, attribuisce al presidente il potere di imporre dazi fino al 100% ai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi.

La legge, denominata “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, prende il nome dal senatore repubblicano morto a luglio, tra i principali promotori del provvedimento. Il testo era stato approvato dal Senato in agosto e dalla Camera il 16 settembre con 262 voti favorevoli e 159 contrari.

La nuova pressione sull’economia russa

Il pacchetto introduce sanzioni contro Vladimir Putin e altri esponenti russi, oltre che contro istituzioni finanziarie, imprese statali e soggetti collegati alla filiera della Difesa. Nel mirino finisce anche la “flotta fantasma”, l’insieme delle navi utilizzate per trasportare petrolio russo aggirando le restrizioni occidentali.

La misura più rilevante riguarda però i Paesi che continuano ad acquistare energia da Mosca. Trump potrà imporre tariffe fino al 100% ai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi. La norma non applica automaticamente i dazi: attribuisce alla Casa Bianca la facoltà di utilizzarli. Cina e India sono tra i Paesi più esposti, mentre l’elenco dei potenziali destinatari può cambiare in funzione degli acquisti e della riduzione della dipendenza dall’energia russa.

Il provvedimento prevede inoltre misure contro Paesi terzi, istituzioni finanziarie e società che contribuiscono ad aggirare le sanzioni o sostengono la filiera energetica e militare russa. Estende nello stesso tempo alcune sanzioni già previste nei confronti dell’Iran.

Il Congresso concede nuovi poteri a Trump

L’ampiezza dei poteri attribuiti alla Casa Bianca ha rappresentato uno dei punti più discussi dell’iter parlamentare. Il Senato aveva approvato il testo con 86 voti contro 11 il 7 agosto; alla Camera il provvedimento ha ottenuto una maggioranza bipartisan. Una parte dei democratici ha contestato soprattutto l’estensione dei poteri presidenziali sui dazi, sostenendo che potrebbero essere utilizzati anche oltre il caso russo.

La firma arriva dopo una fase nella quale Trump aveva mantenuto un atteggiamento più aperto nei confronti di Mosca, mentre i tentativi diplomatici per fermare la guerra non hanno prodotto un accordo. Il nuovo strumento legislativo non obbliga il presidente a utilizzare immediatamente i dazi, ma gli consente di farlo in presenza delle condizioni previste dalla legge.

La questione diventa quindi anche diplomatica. Un’eventuale applicazione delle tariffe ai principali acquirenti dell’energia russa coinvolgerebbe Paesi con cui Washington mantiene relazioni strategiche e commerciali rilevanti, a partire da Cina e India. La scelta di attivare o meno i nuovi poteri resta nelle mani della Casa Bianca.

La legge cambia il quadro negoziale

La firma consegna a Trump uno strumento aggiuntivo per esercitare pressione sul Cremlino senza limitare l’azione alle sole sanzioni dirette contro la Russia. La possibilità di colpire gli acquirenti di petrolio e gas amplia infatti il raggio d’azione della politica americana: la pressione su Mosca può passare anche attraverso i Paesi che continuano ad alimentarne i ricavi energetici.

Il provvedimento arriva mentre la guerra in Ucraina resta senza una soluzione e mentre Washington continua a cercare una via negoziale. La legge, tuttavia, non stabilisce quando e contro quali Paesi saranno effettivamente applicati i nuovi dazi. La portata concreta della misura dipenderà dunque dalle decisioni successive dell’amministrazione Trump.

La nuova legislazione rappresenta intanto il primo grande provvedimento del Congresso americano sulla guerra in Ucraina dopo un lungo periodo e introduce un elemento ulteriore nel rapporto tra Washington, Mosca e i Paesi che continuano a commerciare con la Russia.