Dopo il successo AfD, Merz affronta un altro voto che scuote la CDU

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Dopo il successo dell’AfD, Friedrich Merz affronta un altro voto che scuote la CDU in Germania. Secondo gli ultimi sondaggi il partito di estrema destra  resta davanti alla SPD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, ma Manuela Schwesig ha ridotto il distacco a due giorni dal voto del 20 settembre. Nel Land dell’ex Germania Est, il risultato può incidere sugli equilibri interni della CDU e sulla posizione nazionale del cancelliere Friedrich Merz.

L’ultima rilevazione della Forschungsgruppe Wahlen, realizzata tra il 14 e il 17 settembre e pubblicata il 17, attribuisce il 37 per cento all’AfD e il 36 alla SPD. La CDU è al 6 per cento, la Linke al 9, i Verdi al 5 e il BSW al 4. Un’altra rilevazione INSA, condotta nei giorni precedenti, indicava invece 37 per cento all’AfD e 35 alla SPD, con la CDU al 7.

La distanza tra i primi due partiti si è quindi ridotta rispetto alle settimane precedenti, quando l’AfD disponeva di un vantaggio più ampio. Il voto arriva dopo il 43,8 per cento conquistato dal partito in Sassonia-Anhalt il 6 settembre, risultato che ha aperto una nuova fase di pressione sulla coalizione federale guidata da Merz.

La strategia di Schwesig contro l’avanzata

Schwesig, 52 anni, ministra della Famiglia nel governo federale tra il 2013 e il 2017 e presidente del Land dal 2017, ha impostato la campagna sulla difesa del primato della SPD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il suo messaggio è diretto: “O l’AfD diventa la principale forza regionale, o lo resta l’SPD”, ha dichiarato durante un comizio a Rostock.

La governatrice ha sintetizzato la campagna nello slogan “Frau gegen Blau”, gioco di parole costruito sul contrasto tra la candidata e il colore associato all’AfD. “La cosa più importante è che l’AfD non vada al potere qui”, ha aggiunto.

La SPD governa il Land dal 1998 e dal 2021 guida una coalizione con la Linke. Un eventuale primato dell’AfD non si tradurrebbe automaticamente nella formazione di un governo guidato dal partito: le altre forze hanno escluso alleanze con l’AfD. Il dato elettorale avrebbe però un peso politico nazionale, soprattutto dopo il risultato di Sassonia-Anhalt.

Il candidato dell’AfD è Leif-Erik Holm, 56 anni, già conduttore radiofonico e figura conosciuta nella regione. La sua candidatura ha beneficiato della crescita del partito nei Länder orientali, dove l’AfD ha consolidato consensi superiori a quelli registrati nella Germania occidentale.

La rilevazione Infratest dimap per l’ARD, realizzata dieci giorni prima del voto, fotografava una situazione simile: 38 per cento per l’AfD e 33 per la SPD, con Linke al 9 e CDU al 7.

La CDU rischia un risultato minimo

Il dato che riguarda direttamente Merz è quello della CDU. Il partito cristiano-democratico si muove tra il 6 e il 7 per cento nei sondaggi disponibili alla vigilia del voto. La soglia di sbarramento del 5 per cento rende quindi il risultato particolarmente rilevante per la presenza dei cristiano-democratici nel Parlamento regionale.

Se la CDU restasse esclusa dal Landtag, sarebbe un risultato senza precedenti nella storia contemporanea del partito in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. La situazione è aggravata dal fatto che il voto arriva pochi giorni dopo la pesante affermazione dell’AfD in Sassonia-Anhalt, dove la formazione ha raggiunto il 43,8 per cento.

Per Merz i due appuntamenti regionali non hanno naturalmente lo stesso significato di un’elezione federale. Ma la successione di risultati nei Länder orientali può modificare i rapporti di forza all’interno del campo conservatore e aumentare la pressione sul cancelliere.

Reuters ha descritto il voto del Meclemburgo-Pomerania Anteriore come un appuntamento che può avere conseguenze sulla posizione politica di Merz, mentre la campagna locale è stata dominata dalla competizione tra SPD e AfD.

Il secondo fronte è Berlino, dove domenica si vota per il rinnovo dell’Abgeordnetenhaus, il Parlamento della città-Land.

A Berlino CDU e Linke vicine

Nella capitale il quadro è diverso. Non c’è un confronto bipolare tra SPD e AfD, ma una competizione molto più frammentata. L’ultima BerlinTREND di Infratest dimap, realizzata per l’ARD, attribuisce il 21 per cento alla Linke, il 20 alla CDU, il 18 all’AfD, il 16 ai Verdi e il 12 alla SPD. Il BSW è al 4 per cento.

Una rilevazione ARD pubblicata il 10 settembre, basata su 1.527 intervistati, restituiva numeri molto simili: CDU 20, Linke 21, AfD 18, Verdi 16 e SPD 12 per cento. Il margine di errore dichiarato dall’istituto era compreso tra due e tre punti percentuali.

Il risultato della capitale sarà determinante per la composizione del nuovo Senato, ma anche qui i numeri non consentono di tradurre automaticamente il primo posto di una lista nella guida della città. Saranno necessari accordi di coalizione e i rapporti tra le diverse forze resteranno decisivi.

La CDU si presenta con Stefan Evers, senatore alle Finanze, dopo il ritiro dalla corsa dell’attuale sindaco-governatore Kai Wegner. Il cambio di candidato è arrivato dopo le polemiche legate alla gestione del grave blackout che nel gennaio scorso ha colpito una parte della capitale. Evers ha assunto la candidatura alla guida del partito regionale e della lista per il voto.

La Linke schiera invece Elif Eralp, 45 anni, avvocata e deputata del Parlamento berlinese dal 2021. La questione abitativa è al centro della sua campagna, in particolare l’attuazione del referendum del 2021 sull’esproprio delle grandi proprietà immobiliari.

L’emergenza abitativa è infatti uno dei temi centrali del voto berlinese. Reuters segnala l’aumento dei canoni e la necessità stimata di nuove abitazioni nei prossimi anni come elementi che hanno riportato il problema della casa al centro del confronto tra i partiti.

Il voto locale entra nella partita nazionale

Il doppio appuntamento del 20 settembre presenta quindi due dinamiche differenti. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore la questione centrale è il confronto tra una SPD che governa il Land da quasi tre decenni e un’AfD che punta a diventare la prima forza politica regionale. A Berlino il dato decisivo è invece la frammentazione del voto tra Linke, CDU, AfD, Verdi e SPD.

Per la CDU di Merz il problema è comune: il partito rischia di ottenere risultati inferiori a quelli delle precedenti consultazioni proprio mentre l’AfD continua a consolidare la propria presenza nei Länder orientali. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore la CDU è stimata tra il 6 e il 7 per cento; a Berlino oscilla intorno al 20 per cento.

Il significato nazionale del voto dipenderà dunque meno dalla semplice classifica dei partiti e più dalle conseguenze sui rapporti di forza. Un risultato debole della CDU nei Länder orientali aumenterebbe la distanza tra il partito di governo e l’AfD in una parte del Paese dove il consenso per la destra è cresciuto rapidamente.

La partita berlinese aggiunge un secondo elemento: la capitale è governata dalla CDU in coalizione con la SPD, ma i sondaggi collocano entrambe le forze dietro o molto vicine a Linke, mentre AfD e Verdi mantengono percentuali a due cifre.

Il 20 settembre, dunque, non si vota direttamente per il Bundestag né per il cancelliere. Ma i risultati dei due Länder offriranno una fotografia aggiornata degli equilibri politici tedeschi a pochi mesi dall’insediamento del governo Merz e dopo l’affermazione dell’AfD in Sassonia-Anhalt.