Politica

Abuso di potere, Tribunale dei ministri accusa Salvini

E’ convocata per oggi alle 13.30 al Senato la giunta per le immunità parlamentari per esaminare l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. L’accusa è che l’ex ministro dell’Interno ha abusato dei suoi poteri privando della libertà 131 migranti a bordo della nave “Gregoretti” della guardia costiera italiana il 27 luglio scorso. E l’accusa è contestata dal Tribunale dei ministri di Catania a Salvini nel chiederne l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona. “Il fatto che io rischi 15 anni di carcere per aver difeso i confini del mio Paese sulla scorta di accordi internazionali – commenta l’ex ministro – mi fa dire che in Italia c’e’ un problema. Io ringrazio la maggioranza della magistratura che e’ obiettiva, corretta ed indipendente. Ma c’e’ una parte che fa politica e butta soldi. Sono curioso di vedere che posizione terra’ il M5s che sulla vicenda analoga di nave Diciotti voto’ contro l’autorizzazione a procedere”.

E a stretto giro di posta il M5S annuncia che votera’ a favore dell’autorizzazione a procedere, al contrario di quanto fece con il caso Diciotti, quando era al governo con la Lega. Sulla vicenda del blocco di Nave Gregoretti “non c’era l’interesse pubblico prevalente”: si e’ trattato di “un’azione personale” dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini sostiene il ministro degli Esteri e leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio. Nel 2018, ricorda Di Maio, “bloccammo” la Nave Diciotti perche’ “l’Europa non ci ascoltava e riuscimmo ad ottenere la distribuzione”. Secondo Di Maio, il 31 luglio 2019 c’era una situazione ben diversa in quanto “la redistribuzione funzionava” per cui il blocco della Gregoretti non fu un’azione presa dal governo ma dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. In sostanza, per il capo politico 5stelle “non c’era l’interesse pubblico prevalente”, quindi, il M5S votera’ per l’autorizzazione a procedere contro Salvini.

La Procura distrettuale aveva chiesto l’archiviazione per Salvini, scrivendo che “l’attesa di tre giorni non puo’ considerarsi una illegittima privazione della ‘liberta””, visto che le “limitazioni sono proseguite nell’hot spot di Pozzallo” e che “manca un obbligo per lo Stato di uno sbarco immediato”. Inoltre, aveva osservato il pm, “le direttive politiche erano cambiate” e dal 28 novembre il Viminale aveva espresso la volonta’ di assegnare il Pos e di “farlo in tempi brevi”, giustificando “i tempi amministrativi” per attuare lo sbarco dei migranti “con la volonta’ del ministro Salvini di ottenere una ridistribuzione in sede europea”. Inoltre sulla nave “sono stati garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessita’” e “lo sbarco immediato di malati e minorenni”. Tesi non condivisa dal Tribunale dei ministri che contesta a Salvini anche di avere “”determinato consapevolmente l’illegittima privazione della liberta’ personale” dei migranti “costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche” sulla nave Gregoretti.

Sul caso Salvini-Gregoretti “quando riceveremo la documentazione dalla presidenza del Senato incardineremo il procedimento”, spiega il presidente della Giunta delle Immunita’ parlamentari di Palazzo Madama Maurizio Gasparri (Forza Italia). L’organismo avra’ 30 giorni – “termine non perentorio”, ricorda il senatore – per esprimere un giudizio sulla richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania per l’ex titolare dell’Interno, che e’ membro del Senato; entro 60 giorni dovra’ poi pronunciarsi l’Aula di Palazzo Madama. “L’interessato potra’ essere sentito, se lo vorra’”, aggiunge Gasparri. Il presidente della Giunta non si pronuncia invece sull’ipotesi che l’esito, per un caso analogo a quello della nave Diciotti, possa essere diverso (il Senato nego’ l’autorizzazione per l’allora vicepremier), visto il cambio di maggioranza e di equilibri politici.

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