Afghanistan, irruzioni nelle case e omicidi. Capo della polizia giustiziato dai talebani

Afghanistan, irruzioni nelle case e omicidi. Capo della polizia giustiziato dai talebani
21 agosto 2021

Il volto del nuovo dominio talebano in Afghanistan si mostra in tutto il suo drammatico terrore. Un terrore diffuso casa per casa, dove gli islamisti vanno a ‘visitare’ ex attivisti, artisti e persone che si erano schierate in passato contro il regime. Il segretario alla Difesa Lloyd Austin, intanto, ha riferito a membri della Camera di aver saputo di americani picchiati dai talebani a Kabul. Austin ha definito “inaccettabile” la violenza.

Joe Biden frattanto continua a essere nell’occhio del ciclone, costretto ancora una volta a difendersi in tv davanti al suo Paese e al mondo intero: “Gli Usa rispetteranno tutti gli impegni”, promette. Ma è difficile tentare di spiegare non solo quanto accaduto con la caduta di Kabul, ma anche un’evacuazione che assume contorni sempre più drammatici col passare delle ore. Sono 13 mila finora le persone evacuate in quella che il presidente Usa definisce “la più difficile operazione di ponte areo della storia”. Ammettendo però di non poter garantire l’esito finale: “Non sappiano quanti americani sono in Afghanistan”. Ma poi sottolinea: “Siamo in costante contatto con i talebani, per garantire la sicurezza degli americani e dei civili”.

Telefonata Draghi-Biden

Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti d`America, Joseph R. Biden jr. Il colloquio – spiega Palazzo Chigi – si è incentrato sugli ultimi sviluppi e sulle implicazioni della crisi afgana, in particolare l`evacuazione dei connazionali e dei cittadini afgani vulnerabili, la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l`assistenza umanitaria a favore della popolazione. Sono state inoltre discusse – conclude la nota – le prospettive dell`azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, a partire da G7 e G20, a favore della stabilità e dello sviluppo dell`Afghanistan.

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Anche la Casa Bianca ha diramato una nota sulla conversazione telefonica tra i presidenti degli Stati Uniti e del Consiglio dei ministri. “Hanno discusso dell’importanza di uno stretto, continuo coordinamento tra il loro personale militare e civile a Kabul, che stanno lavorando insieme instancabilmente per evacuare in sicurezza i loro cittadini, gli afgani che hanno coraggiosamente sostenuto noi e la Nato nello sforzo bellico, e altri cittadini afgani vulnerabili”, fanno sapere dall’amministrazione Biden. I due leader hanno inoltre accolto con favore l’opportunità per il G7 di pianificare un approccio comune alla politica in Afghanistan al vertice virtuale della prossima settimana, ha aggiunto il comunicato.

Il capo della polizia brutalmente giustiziato dai talebani

E’ un video scioccante quello diffuso in queste ore sui social network, che mostra Haji Mullah Achakzai, il capo della polizia della provincia afgana di Badghis, vicino a Herat, brutalmente giustiziato dai talebani. Nelle immagini Achakzai è bendato e in ginocchio, circondato da talebani. Poi arrivano le raffiche di colpi. Il video si chiude mostrando il corpo del funzionario riverso a terra. Ucciso mercoledì – Il capo della polizia è stato ucciso mercoledì. Il consigliere per la sicurezza afghano Nasser Waziri, che conosceva personalmente Achakzai, ha confermato l’autenticità del video a Newsweek, spiegando che gli islamisti lo hanno condiviso attraverso una rete collegata ai talebani. E sottolineando che le immagini sono state verificate anche da altri agenti di polizia e funzionari governativi.

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Gli insorti erano a caccia di Achakzai perché ha combattuto a lungo i talebani. “Era circondato e non aveva altra scelta che arrendersi la scorsa notte” ha spiegato Waziri. “I talebani lo hanno preso di mira perché era un alto funzionario dell’intelligence”. Il consigliere per la sicurezza afghano ha affermato anche che lui e altri consulenti senior hanno recentemente creato una chat di gruppo privata online che include fino a 100 funzionari afgani che lavoravano con il governo: lo scopo è controllare dove si trovi ogni individuo e assicurarsi che siano tutti al sicuro e fuori dalla portata dei talebani. Secondo Waziri, infatti, gli islamisti vanno casa per casa per scoprire dove si trovano i loro “nemici” minacciando e maltrattando le loro famiglie.

La testimonianza

“Le evacuazioni permettono di salvare delle vite, sono essenziali, ma si tratta di rimpatri bilaterali. La maggior parte delle persone che fuggono dall’Afghanistan dopo la presa del potere dei talebani lo sta facendo in modo fortunoso. È pertanto necessario che i paesi vicini tengano aperti i loro confini”. La portavoce dell’Unhcr Shabia Mantoo ha fatto appello da Ginevra a una “risposta umanitaria urgente e internazionale”: “La gran maggioranza degli afgani – ha detto – non sono in grado di lasciare il paese tramite canali regolari. Al giorno d’oggi, coloro che possono essere in pericolo non hanno un modo chiaro di uscire”. Da qui l’appello ai paesi confinanti a tenere aperto l’accesso a chi cerca asilo all’estero sullo sfondo di una “crisi in evoluzione”.

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