Allarme FBI su possibili droni, gli Oscar blindano il Dolby Theatre per la notte delle stelle. Diarchia per il Miglior film
I produttori dello show guidato da Conan O’Brien confermano un dispositivo di sicurezza “solido” dopo le minacce dell’Iran sulla West Coast. La diretta italiana è affidata a Rai1 nella notte tra sabato e domenica.
Dolby Theatre
La notte degli Oscar si avvicina con un pronostico che si fa di ora in ora più incerto. Le votazioni si sono chiuse, ma il segreto dell’urna, per una volta, sembra cedere il passo a indiscrezioni mirate. Variety e altre testate hanno intercettato membri dell’Academy pronti a svelare, in forma anonima, le tendenze del voto. La fotografia che ne esce ridisegna la corsa alle statuette, con sorpassi inaspettati e qualche certezza che resiste.
La diarchia per il Miglior film
Il premio più atteso, quello per il Miglior film, si conferma un affare a due. Da un lato “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, dall’altro “I peccatori” di Ryan Coogler. Due film, due registi, due visioni opposte del cinema americano. Gli elettori sembrano polarizzati, senza apparenti terze vie in grado di inserirsi nella contesa. Una diarchia che terrà banco fino alla lettura della busta sul palco del Dolby Theatre.
Michael B. Jordan: il sorpasso sull’ultimo miglio
Se la vigilia parlava di Timothée Chalamet come favorito per la statuetta di Miglior attore protagonista, le ultime rilevazioni anonime impongono una rettifica. Chalamet, reduce dal trionfo ai Critics Choice e ai Golden Globe per “Marty Supreme”, non avrebbe convinto a fondo i votanti. La sua assenza nei discorsi degli intervistati è significativa. A pesare, forse, anche la bufera mediatica per le sue recenti dichiarazioni su balletto e opera, definite forme d’arte in declino di pubblico. Una polemica che potrebbe aver allontanato l’elettorato più tradizionalista.
Al suo posto, sale prepotentemente la candidatura di Michael B. Jordan. Il protagonista de “I peccatori” avrebbe raccolto un sostegno trasversale e convinto, piazzandosi come il più probabile vincitore. Restano in lizza nomi pesanti come Leonardo DiCaprio per “Una battaglia dopo l’altra” ed Ethan Hawke per “Blue Moon”, ma il loro slancio sembra inferiore. Wagner Moura, per “L’agente segreto”, non è mai decollato nei sondaggi informali.
Il dominio lineare di Jessie Buckley
Sul versante femminile, la situazione appare più nitida. Jessie Buckley è la favorita indiscussa per la categoria Miglior attrice protagonista. L’accoppiata “Hamnet – Nel nome del figlio” e “La Sposa!”, uscito il 5 marzo, ha convinto critica e collegi di votanti. Il suo è considerato l’anno della consacrazione definitiva. Le altre candidate, Kate Hudson per “Song Sung Blue”, Rose Byrne per “If I Had Legs I’d Kick You” ed Emma Stone per “Bugonia”, inseguono, consapevoli del divario.
La battaglia dei non protagonisti
Nelle categorie laterali, la competizione si infiamma. Per il Miglior attore non protagonista, il confronto è serrato tra tre interpreti di peso. Delroy Lindo per “I peccatori” porta una prova intensa. Sean Penn per “Una battaglia dopo l’altra” gioca la carta della carriera: una vittoria gli regalerebbe il terzo Oscar dopo “Mystic River” e “Milk”. A insidiare entrambi, Stellan Skarsgård per “Sentimental Value”.
Tra le attrici non protagoniste, emergono due nomi: Amy Madigan in “Weapons” e Wunmi Mosaku per “I peccatori”. Da segnalare un curioso paradosso tra gli elettori di “Una battaglia dopo l’altra”. Nonostante l’apprezzamento per il film, molti non avrebbero sostenuto Teyana Taylor, nonostante la sua recente vittoria al Golden Globe per lo stesso ruolo.
La sicurezza si alza dopo l’allarme FBI
Mentre Hollywood si prepara al tappeto rosso, la macchina organizzativa affronta una variabile imprevista e ben più seria delle polemiche tra attori. Le autorità della California minimizzano i rischi, ma i produttori della cerimonia non vogliono sorprese. Un allarme dell’Fbi, lanciato alla viglia dei raid su obiettivi in Iran, ha parlato di un possibile attacco “a sorpresa” di Teheran con droni sulla West Coast. “Abbiamo l’appoggio dell’Fbi e della polizia di Los Angeles”, ha dichiarato Raj Capook, produttore dello show condotto da Conan O’Brien. Le misure di sicurezza per la “notte delle stelle” sono state definite “solide”. La kermesse si farà, ma sotto una campana di vetro.
