Attimi di paura sulle ferrovie romagnole: il treno riparte, il figlio di 4 anni resta solo sul treno

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Attimi di paura, sabato sera, sulla linea ferroviaria tra Bologna e Modena. Un bambino di quattro anni è rimasto da solo a bordo di un treno regionale diretto a Milano, mentre la madre è rimasta bloccata sulla banchina dopo la chiusura automatica delle porte. L’episodio è avvenuto su un convoglio in partenza dal capoluogo emiliano, ed è stato ricostruito dalla polizia di Stato. Decisivo l’intervento coordinato tra il Centro di controllo delle Ferrovie dello Stato e gli agenti della questura di Modena, che hanno preso in consegna il piccolo alla stazione, riconsegnandolo alla madre pochi minuti dopo l’arrivo del treno.

Paura sul regionale, scatta l’allerta immediata

Secondo quanto riferito dalla polizia di Stato, tutto si consuma in pochi istanti. Siamo alla stazione di Bologna, sabato sera. La madre sale sul regionale diretto a Milano insieme al figlio di quattro anni. Poi, nel momento di scendere dal convoglio, l’attimo fatale: le porte automatiche si chiudono, la donna resta sulla banchina, il bambino rimane all’interno del treno che nel frattempo riparte verso Modena.

La scena, raccontano gli inquirenti, è di quelle che gelano il sangue a qualsiasi genitore. Il convoglio si allontana, la madre non può far nulla per bloccarlo. A quel punto scatta la macchina dei soccorsi. Dal Centro di controllo delle Ferrovie di Stato di Bologna parte in tempo reale una segnalazione di allerta alla polizia di Stato di Modena, competente per la successiva fermata del treno regionale.

Gli operatori di sala avvisano il personale a bordo del convoglio, mentre la comunicazione corre veloce verso la questura. La nota parla chiaro: a bordo di un regionale proveniente da Bologna e diretto a Milano viaggia da solo un bambino di quattro anni, la cui madre è rimasta a terra dopo la chiusura delle porte.

Il bimbo affidato al capotreno fino a Modena

Nel frattempo, sul treno, il piccolo viene preso in carico dal capotreno e dal personale di bordo. Le procedure di sicurezza in casi simili sono immediate: il minore viene tenuto sotto stretta sorveglianza, tranquillizzato per quanto possibile e tenuto lontano da pericoli fino all’arrivo alla stazione successiva.

Contemporaneamente, la squadra volante della polizia di Stato di Modena viene inviata verso la stazione ferroviaria. L’allerta è massima, ma la situazione appare sotto controllo: il bambino è in buone mani, la madre è stata nel frattempo rassicurata sul fatto che il figlio verrà fatto scendere a Modena e affidato agli agenti.

Alla stazione modenese, gli agenti si posizionano in attesa dell’arrivo del regionale. Il coordinamento tra la sala operativa, le Ferrovie dello Stato e il personale sul posto consente di seguire in tempo reale il percorso del treno, riducendo al minimo i tempi di intervento.

L’abbraccio in stazione e il lieto fine

Quando il convoglio entra in stazione, la procedura scatta senza incertezze. Il bambino viene accompagnato dal capotreno fino agli agenti della polizia di Stato, che lo prendono ufficialmente in consegna. Sono momenti delicati: occorre rassicurare il piccolo, spiegargli che la mamma sta arrivando, evitare ulteriori traumi oltre allo spavento già vissuto.

Poco dopo, la madre riesce a raggiungere Modena. L’incontro avviene proprio all’interno della stazione. Tutto si conclude, come sottolinea la stessa polizia in una nota, con un abbraccio tra madre e figlio che scioglie una tensione durata lo spazio di poche, interminabili decine di minuti.

“Una storia a lieto fine – scrive la polizia di Stato – che si è conclusa in un abbraccio tra madre e figlio e dove rapidità di comunicazione e sinergia operativa fra polizia di Stato e Fs Italiane hanno davvero fatto la differenza”. Una frase che riassume il senso di un intervento costruito sulla velocità delle informazioni e sulla capacità di fare rete tra istituzioni e gestore dell’infrastruttura ferroviaria.

Il caso, per quanto isolato, riaccende l’attenzione sulle situazioni di rischio legate alla fretta delle operazioni di salita e discesa dai treni, specie quando sono coinvolti minori. Ma, questa volta, l’efficienza della macchina dei soccorsi ha trasformato un episodio potenzialmente drammatico in un racconto di paura rientrata e di coordinamento riuscito.