Carabiniere ucciso, fermati due americani. Uno confessa: “Sono stato io”

26 luglio 2019

“Sono stato io, l’ho ucciso io”. Ha confessato, dopo ore davanti ai carabinieri di Via In Selci e agli inquirenti, uno dei due turisti americani fermati oggi in un albergo di lusso nel quartiere Prati della Capitale. A sciogliere i dubbi sul ruolo dei due, inizialmente sospettati del furto del borsello, è stato il ragazzo con i capelli mesciati, lo stesso già descritto dalla centrale operativa nelle prime ore della mattina e immortalato in una foto insieme al complice nella stanza dell’hotel. Resta al vaglio il ruolo del secondo turista americano fermato nell’omicidio del vice brigadiere Mario Rega Cerciello.

8 coltellate per 100 euro. La moglie: “Me l’hanno ammazzato”

I due giovani, condotti nella sede del reparto operativo dei carabineri, in via in Selci, hanno risposto alle domande del procuratore Michele Prestipino. I due ragazzi americani sarebbero stati individuati grazie alle telecamere di video sorveglianza e ad alcune testimonianze. I due giovani vagavano per Trastevere in cerca di droga, ma la sostanza acquistata era semplice aspirina. Per questo hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi che gli erano stati sottratti poco prima. In sintesi, è questa la dinamica della vicenda che ha portato all’omicidio del vicebrigadiere. In base a quanto ricostruito dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino, dall’aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Maria Sabina Calabretta, i due ragazzi americani si erano recati a Trastevere per acquistare alcune dosi di droga: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati, hanno strappato la borsa allo spacciatore che conteneva il suo telefono cellulare.

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L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. I ladri avevano chiesto alla vittima 100 euro per la restituzione della borsetta, una pratica usuale fra i borseggiatori. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato vittima di un furto e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Li’ hanno incontrato i due ragazzi con i quali e’ scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere e’ stato colpito con otto coltellate, una alle spalle e una al cuore, risultate poi fatali.Il suo collega dell’Arma è rimasto ferito. Tutto è successo alle 3 di notte.

Stupore tra i commercianti e i lavoratori arrivati di prima mattina. “Era chiusa la farmacia e mi hanno detto: ci è scappato un morto e la titolare mi ha raccontato che avevano accoltellato un carabiniere”. “Stamattina appena sono arrivato ho trovato tutto bloccato, e ho aperto anche tardi. Mi spiace per quello che è successo, una persona di 35 anni non può morire così per difendere noi, tutti. Poi per cento euro”. “Il vice brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno”, ha scritto l`Arma dei carabinieri in un messaggio di cordoglio per la morte dell`uomo. “Ma quei numeri non sono freddi: sono il conto di un`esistenza consacrata agli altri e al dovere”.

Cordoglio da tutto il mondo politico. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso vicinanza alla famiglia. “E` una profonda ferita per lo Stato” ha commentato il premier Giuseppe Conte. “Oggi mi sento di esprimere vicinanza ai colleghi dell’Arma dei carabinieri e ai familiari di Mario che è stato ucciso a 35 anni da due stronzi per un cellulare e 100 euro e spero che vengano beccati il prima possibile. Mi auguro che anche in Italia ci possa essere lo strumento dei lavori in carcere come in altri paesi. Perché non si può morire così a 35 anni”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

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