Cateno De Luca è entrato nel perimetro del centrodestra a livello nazionale, ma in Sicilia ha escluso di sostenere Renato Schifani, esponente di Forza Italia e presidente della Regione, quindi della stessa coalizione. Lo ha dichiarato a Roma, alla convention di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.
A margine dell’assemblea, interpellato sull’eventualità di appoggiare il governatore dopo la scelta di sostenere la premier Giorgia Meloni, il sindaco di Taormina ha tracciato la linea: “Io ho le mani libere in Sicilia”. Il leader di Sud chiama Nord (ScN) ha separato i due piani con una formula netta: “L’accordo è nazionale e in Sicilia andremo avanti per la nostra strada”.
Sul rapporto con Schifani non ha lasciato margini. “Ho già detto chiaramente, ed è stato confermato, che andiamo avanti con il governo di liberazione”, ha spiegato De Luca, “perché non ho nulla a che fare con Schifani e con quel centrodestra”. Non è stato precisato se la posizione riguardi un’eventuale ricandidatura del presidente della Regione.
L’intesa a doppio livello
La scelta di campo nazionale passa da un canale diretto con Fratelli d’Italia. “Con Meloni ci sentiamo per questioni specifiche e anche per la preparazione di questa assemblea nazionale”, ha precisato De Luca. “Gli aspetti operativi li abbiamo discussi con i vertici di Fratelli d’Italia”.
Dal palco della convention il leader di ScN è tornato sulla premier, che a suo giudizio nella prima fase ha dovuto gestire “buffi” e disastri del governo precedente. Ha indicato poi l’orizzonte: “una strategia nazionale con Sindaci d’Italia”, la cui intesa formale auspica di siglare nei prossimi giorni. Non sono ancora stati resi noti i termini dell’accordo.
Il doppio livello consente a De Luca di collocarsi accanto a Meloni senza vincoli sull’Isola, dove alle regionali del 2022 si candidò contro lo stesso Schifani e ottenne oltre il 25% e 550mila voti, come ha ricordato lui stesso.
Il rinvio deciso da La Russa
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito l’allargamento a ScN “un motivo di piacere prima ancora che di orgoglio e di soddisfazione”, con l’impegno reciproco che nella coalizione “l’obiettivo è sempre la sintesi, la condivisione”. A De Luca ha rivolto l’invito più diretto: “Cateno, tu fai parte di questa squadra”.
Sulla differenza tra piano nazionale e regionale, sollevata dai giornali, La Russa ha ammesso il rinvio. “Non abbiamo affrontato il tema fino in fondo”, ha dichiarato. “Abbiamo rimandato, ne parleremo più avanti”. Ha definito privo di fondamento quanto scritto da alcune testate su un accordo contro qualcuno.
Il vertice istituzionale di Fratelli d’Italia ha dunque accolto De Luca senza chiedergli di sciogliere il nodo siciliano e senza fissare una data. Per La Russa le posizioni diverse “trovano una sintesi nel colloquio”, ma sull’Isola quella sintesi non c’è ancora.
Le posizioni della Lega
L’altro alleato coinvolto è la Lega. Sammartino ha confermato il sostegno a Schifani, descritto come un presidente con “un’identità chiara”: “Noi sosteniamo il buongoverno di questi anni”. Ha individuato invece “una profonda riflessione” all’interno di Forza Italia, partito del governatore, e si è augurato che la fase si superi “con il dialogo, insieme agli alleati”.
Per i leghisti siciliani il congresso di Milano ha ratificato il peso della componente meridionale in un partito da sempre a trazione padana. Sammartino ha spiegato che la mozione dei commissari regionali del Sud è diventata una piattaforma politica approvata dal congresso, sulla quale il segretario nazionale lavorerà nelle prossime settimane.
“La Lega rafforzerà sempre di più la propria presenza in Sicilia e in tutto il Mezzogiorno”, ha aggiunto, con un’offerta politica rivolta ai sindaci, ai buoni amministratori e ai colleghi deputati: lo stesso bacino a cui guarda ScN.
Sindaci in Parlamento senza intermediari
De Luca ha marcato le distanze dal progetto civico promosso dall’assessore capitolino Alessandro Onorato. “Quella di Onorato è un’operazione fatta in provetta, un surrogato costruito nei salotti romani”, ha detto. La strategia di ScN, ha sottolineato, “non è finalizzata a creare una correntina per qualche posto in Parlamento, ma a consentire ai sindaci di arrivarci direttamente”.
Ha rivendicato il percorso iniziato nel 2007 con Sicilia Vera. “Abbiamo vinto in oltre 50 palazzi municipali, menando a destra e a sinistra. È un progetto nato sul campo”, ha aggiunto. Il movimento, nato autonomista a trazione meridionalista, vuole oggi rappresentare tutti i territori e tutti i sindaci.
Alla domanda se ScN sia pronta anche a elezioni anticipate, ha risposto: “Noi siamo sempre pronti, con le lanterne accese e la cintura ai fianchi”. Il piano nazionale offre così a De Luca una rappresentanza parlamentare per i sindaci. Il piano regionale gli lascia l’autonomia nei confronti di Schifani, finché la coalizione non scioglie il rinvio annunciato da La Russa. Il tema è destinato a tornare con l’avvicinarsi delle regionali, la cui scadenza naturale è fissata nel 2027.

