Digiuno, frutta e croissant: il rito mattutino degli italiani che fanno sport ogni giorno

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Un italiano su tre si allena prima di iniziare la giornata lavorativa. E quella scelta ridisegna la colazione: nelle quantità, nella composizione, nell’orario. Il quadro emerge dall’indagine “La colazione degli sportivi al mattino”, commissionata ad AstraRicerche da Unione italiana food — associazione di categoria aderente a Confindustria — su un campione rappresentativo di 18-60enni che praticano sport o attività fisica nelle prime ore del giorno.

Il 32% degli italiani adulti colloca la propria sessione sportiva prima del lavoro. Tra questi, quasi la metà opta per una colazione leggera prima del workout, completandola con uno spuntino al termine. Il 37% sceglie invece il digiuno, concedendosi al massimo un caffè. Due approcci contrapposti che riflettono strategie nutrizionali diverse, non necessariamente consapevoli, ma radicate in abitudini consolidate.

La frequenza degli allenamenti mattutini

La costanza è uno dei tratti più rilevanti del campione. Il 44% si allena almeno quattro giorni alla settimana; il 24% non salta mai una sessione. Numeri che segnalano una pratica strutturata, non occasionale. Le attività più diffuse sono la camminata veloce (40%), il running (29%), la ginnastica (22%), il pilates e lo yoga (18%). La distribuzione tra spazi aperti e chiusi è pressoché paritaria: 53% all’aperto, 47% al chiuso.

Gli orari variano. Il 35% scende in campo prima delle 7; uno su quattro (24%) tra le 7 e le 8; il 40% preferisce aspettare, collocando l’allenamento dopo le 8. Tre fasce temporali che corrispondono, verosimilmente, a tre profili professionali e di vita quotidiana differenti.

Come cambia la colazione con lo sport

L’allenamento modifica la colazione, soprattutto nelle quantità. L’80% degli intervistati dichiara di variare le proprie abitudini alimentari mattutine nei giorni di sport. Sette su dieci riferiscono di mangiare o bere di più rispetto ai giorni di riposo (68%). Le bevande per l’idratazione guidano la lista degli elementi aggiunti (36%); seguono un pasto più nutriente consumato dopo l’attività (29%) o prima (15%).

Sul fronte degli alimenti solidi, la frutta — fresca o secca — domina in oltre la metà dei casi (54%). Al secondo posto si collocano le fette biscottate o il pane accompagnati da crema spalmabile, marmellata, burro o miele (41%). Quasi un terzo degli sportivi mattutini (31%) include biscotti e merendine nella propria colazione.

Merendine e croissant: il mercato non cede

Le merendine trovano posto nella colazione degli sportivi otto volte su dieci. Un dato che smentisce l’equazione automatica tra attività fisica e rinuncia ai prodotti da forno confezionati. La variante farcita — con crema al cioccolato, nocciola, latte o confettura — resta la preferita per quattro sportivi su dieci (41%). Ma il segmento “salutista” avanza: il 22% sceglie le versioni integrali, il 21% punta sui prodotti senza zuccheri aggiunti, il 19% sulle merendine ad alto contenuto proteico.

Tra i prodotti da forno, il croissant vince su tutti (42%). Seguono il plumcake (30%), i pancake (25%), il muffin (22%) e le merendine refrigerate (22%). Più distanziati: le crostatine (20%), le tortine (16%), le sfoglie (13%), i panini arricchiti (12%) e i trancini (10%).

Bevande: il caffè resiste, lo yogurt avanza

Sul fronte liquido, il caffè mantiene la prima posizione in quattro casi su dieci (39%). Alle sue spalle, il terzetto yogurt-skyr-kefir raccoglie il 33% delle preferenze, segnale di un’attenzione crescente alla componente probiotica. Tè, tisane e infusi si attestano al 26%, in pari con le spremute. Il latte nelle sue varianti si ferma al 25%, i succhi di frutta e il cappuccino al 19% ciascuno. L’acqua, infine, è indicata come elemento irrinunciabile dal 35% degli intervistati: un dato che riflette una consapevolezza dell’idratazione ancora parziale, ma in crescita rispetto alle rilevazioni del passato.