FdI: 4 novembre torni festa nazionale, 25 Aprile è divisiva

FdI: 4 novembre torni festa nazionale, 25 Aprile è divisiva
Il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
31 ottobre 2018

Tornare a festeggiare l’anniversario della vittoria della Grande Guerra come una festa nazionale vera e propria. “E’ una festa molto piu’ unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale”. Il riferimento e’ al 25 aprile e il 2 giugno, che invece sono “due feste piu’ divisive”.

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E’ l’obiettivo di Fratelli d’Italia che mira a restituire alla giornata del 4 novembre un’importanza che nel corso dei decenni ha perso. Per raggiungere lo scopo, FdI ha organizzato una serie di iniziative che verranno messe in campo nel giorno del Centenario della vittoria italiana nel primo conflitto mondiale. Oltre a recuperare il significato di questa ricorrenza, l’obiettivo di FdI e’ attualizzarne il valore, operando un parallelo con gli attacchi a cui il nostro paese e’ ancora sottoposto, non nelle forme militari di un secolo fa, ma in quelle della minaccia alla sovranita’ economica e politica.

“Dobbiamo ricordare – ha affermato la presidente di FdI in conferenza stampa a Montecitorio – che e’ grazie a questa vittoria che noi oggi siamo una Nazione. Mi pare che non ci siano molte iniziativa in questo senso. FdI sara’ l’unico partito che celebrera’ questo evento, e la gran parte dei monumenti saranno chiusi”. Per l’occasione, Fratelli d’Italia ha ripreso il celebre slogan dell’epoca “non passa lo straniero” e lo ha associato a una serie di personaggi che a suo avviso minacciano oggi l’indipendenza dell’Italia: “Oggi lo straniero – ha spiegato Meloni – si manifesta in molte forme: lo strapotere della burocrazia europea, della finanza speculativa, le agenzie di rating, le mafie nigeriane e cinesi, quelli che scalano aziende italiane rubando il nostro know-how”.

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“Stranieri” che nei manifesti messi a punto da FdI per questa ricorrenza vengono simbolicamente rappresentati da personaggi come la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ma anche da un italiano come Roberto Saviano, che viene bollato come “anti-italiano”. “Saremo in piazza domenica 4 novembre, per ricordare che ancora oggi vale la pena di combattere per difendere la nostra sovranita’. Il 4 novembre – conclude – e’ una festa molto piu’ unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale”.

Il riferimento, fatto esplicitamente dai parlamentari Francesco Lollobrigida e Giovanni Dozelli, presenti alla conferenza stampa, e’ per il 25 aprile e il 2 giugno. “Se dovessi scegliere tra questa e altre ricorrenze – ha aggiunto Meloni – non avrei dubbi”. Tra le iniziativa previste, un presidio davanti alla sede milanese dell’agenzia di rating Moody’s, uno davanti alle acciaierie di Terni e anche delle manifestazioni contro le mafie nigeriana e cinese, rispettivamente a Macerata e a Napoli.

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