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Impeachment, Trump blocca testimonianza ambasciatore. Dem: intralcio alla giustizia

L’amministrazione Trump ha ordinato a un alto diplomatico statunitense di non presentarsi oggi in Congresso, dove era atteso per testimoniare nell’ambito delle indagini della Camera su un possibile impeachment del presidente Donald Trump. La decisione di bloccare Gordon Sondland, ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, e di impedirgli di presentarsi davanti a tre commissioni della Camera potrebbe avere conseguenze sulla Casa Bianca e Trump. I democratici della Camera hanno ripetutamente avvertito che se l’amministrazione cercherà di interferire con le indagini, sarà accusata di intralcio alla giustizia, altro possibile articolo per l’impeachment di Trump.

L’avvocato di Sondland ha comunicato che l’ambasciatore, come dipendente del dipartimento di Stato, non ha scelta ed è obbligato a rispettare l’ordine della Casa Bianca, spiegando comunque che Sondland era pronto e felice di testimoniare e che lo farà in futuro, se avrà l’autorizzazione a farlo. Sondland – proprietario di una catena di alberghi e donatore repubblicano, nominato ambasciatore presso l’Ue un anno dopo aver versato un milione di dollari al comitato inaugurale di Trump – è stato coinvolto da Trump nei rapporti con l’Ucraina; secondo i democratici, si tratterebbe di un testimone chiave per comprendere i rapporti tra i due Paesi. Durante una telefonata, Trump fece pressioni sull’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, per convincerlo ad aprire un’indagine contro l’ex vicepresidente Joe Biden, suo possibile rivale alle prossime presidenziali; la telefonata è al centro delle indagini dei democratici per un possibile impeachment del presidente. Gli sms forniti al Congresso nell’ambito delle indagini mostrano che Sondland e un altro ambasciatore hanno lavorato, in collaborazione con l’avvocato di Trump, Rudy Giuliani, per persuadere l’Ucraina a impegnarsi pubblicamente a indagare su Biden, spiegando esplicitamente che Zelensky sarebbe stato invitato alla Casa Bianca solo con l’apertura di un’indagine sull’ex vicepresidente.

Trump ha difeso la decisione di non consentire la testimonianza dell’ambasciatore. “Amerei mandare l’ambasciatore Sondland, un uomo davvero perbene e un grande americano, a testimoniare, ma purtroppo lo farebbe davanti a un tribunale illegale (‘kangaroos court’), dove i diritti dei repubblicani sono stati eliminati e al pubblico non è permesso conoscere i fatti veri”. Trump ha poi scritto che, in un tweet, Sondland “ha scritto che ‘credo che stiate sbagliando sulle intenzioni di Trump. Il presidente è stato chiarissimo: nessuno scambio di alcun tipo’. Questo dice tutto!”. Trump si è apparentemente confuso: non si trattava di un tweet, ma di un sms scritto da Sondland a William Taylor, il massimo diplomatico statunitense in Ucraina; Taylor chiedeva spiegazioni sulle condizioni imposte dalla Casa Bianca per un incontro tra Trump e Zelensky e se la sospensione dei 400 milioni di dollari in aiuti militari a Kiev, decisa poco prima della telefonata, fosse legata alla volontà di fare pressioni per l’apertura di un’indagine su Biden.

“Ora stiamo dicendo che gli aiuti e l’incontro alla Casa Bianca sono condizionati all’indagine?” chiedeva Taylor a Sondland, all’inizio di settembre. “Chiamami” era stata la risposta. Una settimana dopo, Taylor scriveva: “Come ho detto al telefono, credo sia da matti sospendere gli aiuti per avere aiuto per una campagna politica”. Ore dopo, Sondland aveva risposto che Trump “è stato chiarissimo: nessuno scambio di alcun tipo”. Trump ha poi detto di aver bloccato gli aiuti per convincere gli europei a fare di più per Kiev. Parlando con i giornalisti, il presidente della commissione Intelligence della Camera statunitense, Adam Schiff, ha detto che il dipartimento di Stato sta impedendo all’ambasciatore Gordon Sondland di comunicare al Congresso “informazioni molto rilevanti per questa indagine e per l’indagine sull’impeachment”. Sondland è un “testimone chiave” e impedire la sua testimonianza sarà considerato “un ulteriore atto di intralcio alla giustizia di un ramo del governo”.

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