Roberto Mancini continua a ruotare uomini e assetto dell’Italia, ma il caso che emerge con maggiore evidenza nelle ultime uscite riguarda Nicolò Barella. Il centrocampista dell’Inter non è stato convocato per la trasferta di Bursa e contro la Francia ha trovato spazio soltanto nei minuti conclusivi. Nelle stesse partite il ct ha invece scelto di affidarsi a Davide Frattesi, che ha risposto con prestazioni giudicate positive.
L’utilizzo limitato di uno dei protagonisti abituali della Nazionale alimenta interrogativi sulle gerarchie del centrocampo azzurro. In un gruppo nel quale esistono pochi titolari considerati intoccabili, le decisioni del commissario tecnico assumono comunque un peso specifico rilevante, soprattutto quando coinvolgono giocatori che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo centrale.
Segnali dalla doppia trasferta
La mancata convocazione per la gara in Turchia e il successivo ingresso soltanto nel finale contro la Francia rappresentano due indizi che, osservati insieme, suggeriscono un ridimensionamento del peso di Barella nelle scelte immediate del ct. Non si tratta necessariamente di una bocciatura definitiva, ma di un cambiamento rispetto alle abitudini consolidate degli ultimi cicli della Nazionale.
A beneficiare della situazione è stato Frattesi. Il centrocampista ha accumulato minuti proprio nelle partite nelle quali Barella è rimasto ai margini, offrendo risposte considerate convincenti dallo staff tecnico. Le sue prestazioni rafforzano la concorrenza interna in un reparto nel quale Mancini sembra intenzionato a valutare più soluzioni.
La gestione delle energie
Dietro l’esclusione di Barella da una delle trasferte non c’è però soltanto una valutazione tecnica. Il commissario tecnico ha impostato la lunga sosta come un periodo di forte rotazione, condizionato da quattro impegni ravvicinati e dalla necessità di distribuire il carico fisico tra i convocati.
In quest’ottica si inserisce la scelta di lasciare il centrocampista dell’Inter in Italia prima della sfida di Bursa. Lo stesso criterio è stato applicato anche ad altri elementi della rosa. Successivamente, ad esempio, Mancini ha escluso Cambiaghi dalla trasferta in Francia, confermando una linea di gestione già annunciata e mai nascosta dal selezionatore.
Le conseguenze sulle gerarchie
Resta però il dato politico-sportivo delle scelte compiute. Se le rotazioni spiegano una parte delle decisioni, il ridotto impiego di Barella ha comunque contribuito a modificare la percezione del suo ruolo all’interno della Nazionale. Quando un giocatore considerato per lungo tempo tra i riferimenti della squadra perde minuti e centralità, ogni scelta viene inevitabilmente letta anche come un messaggio tecnico.
Per capire se si tratti di una tendenza destinata a consolidarsi serviranno le prossime convocazioni e le prossime partite. Al momento le indicazioni disponibili raccontano un’Italia aperta alla concorrenza interna, con Frattesi in crescita e Barella chiamato a riconquistare spazio in un centrocampo che Mancini continua a ridisegnare.

