Papa Leone XIV ha telefonato oggi a Vladimir Putin dal Gemelli, dove è ricoverato, chiedendo una tregua a Oleshky, nella regione di Kherson, per l’arrivo di aiuti e per l’evacuazione volontaria dei civili.
La sala stampa vaticana ha diffuso un comunicato che colloca il colloquio “nella giornata odierna” e lo definisce un “colloquio telefonico con Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa”. Il Pontefice chiama la telefonata dal decimo piano della clinica romana, dove si trova dopo un recente intervento chirurgico.
Secondo la nota, Leone XIV ha manifestato “viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky”. Ha chiesto una tregua che consenta l’ingresso di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il comunicato si chiude con la conferma dell’impegno della Santa Sede per il dialogo e la pace.
La nota diffusa da Mosca
Il Cremlino ha confermato la telefonata con un comunicato ripreso dalle agenzie di stampa russe. Nel testo si precisa che “è stato raggiunto un accordo per coordinare gli sforzi” sulla situazione di Oleshky.
Sul piano operativo, secondo Mosca, Putin ha espresso “sostegno all’intenzione del Vaticano di contribuire a creare le condizioni per garantire la sicurezza della popolazione nella città di Oleshky”. Il presidente russo ha appoggiato anche l’idea di organizzare la consegna di beni di prima necessità.
Oleshky si trova nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina, ed è sotto controllo delle forze russe dal 2022. La richiesta vaticana riguarda quindi un’area in cui l’accesso degli aiuti dipende dal consenso di Mosca.
Ringraziamenti e accuse a Kiev
È la seconda telefonata tra Leone XIV e Putin. Le fonti disponibili non indicano quando si sia svolto il primo contatto né di che cosa si sia discusso.
Secondo il comunicato del Cremlino, Putin ha ringraziato il Papa per la “disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina” e per le iniziative di carattere umanitario. Il presidente russo ha anche rivolto al pontefice “i suoi sinceri auguri di una pronta guarigione dopo il recente intervento chirurgico”.
La nota russa aggiunge che Putin ha fornito “chiarimenti dettagliati sulla responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria nell’area”. Il comunicato vaticano non fa riferimento a questa parte del colloquio. Le due note descrivono lo stesso colloquio con accenti diversi. Il Vaticano parla di una richiesta di tregua. Il Cremlino non menziona la tregua e riferisce di un accordo per coordinare gli sforzi, oltre al sostegno di Putin all’iniziativa vaticana sulla sicurezza dei civili.
Non sono ancora stati resi noti i dettagli su tempi, modalità e soggetti incaricati della consegna degli aiuti e dell’eventuale evacuazione. Non risultano, nelle fonti disponibili, reazioni del governo ucraino né indicazioni sulle condizioni di salute del Pontefice oltre al riferimento al recente intervento chirurgico.

