Meloni sale nei consensi ma gli italiani le chiedono di prendere le distanze da Donald Trump
L’Istituto Piepoli rileva un incremento della popolarità della presidente del Consiglio, mentre il 76% degli intervistati vorrebbe maggiore autonomia nell’asse atlantico.
Giorgia Meloni
Il 45 per cento degli italiani ripone fiducia nella presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il dato, in crescita dell’1% rispetto alla precedente rilevazione, emerge da un sondaggio dell’Istituto Piepoli che fotografa un Paese diviso tra consenso interno e inquietudine atlantica. Tre italiani su quattro, infatti, ritengono che la premier dovrebbe assumere una postura più critica nei confronti di Donald Trump.
La richiesta attraversa trasversalmente l’elettorato: la esprime il 63 per cento degli elettori di centrodestra (con punte del 74% tra i sostenitori di Forza Italia e del 53% tra quelli della Lega), il 96 per cento di quelli di centrosinistra, il 91 per cento dei Cinque Stelle. Un dato che rivela una frattura profonda tra la tenuta personale della leader e le aspettative del Paese sul fronte della politica estera. La fiducia nell’inquilino della Casa Bianca si ferma al 18 per cento, in calo dell’1%. Un risultato che colloca Trump su un gradino di gradimento sensibilmente inferiore rispetto alla premier italiana e che segnala la difficoltà dell’amministrazione statunitense a trovare sponda nell’opinione pubblica europea.

Gli equilibri politici restano cristallizzati
Sul fronte interno, il quadro politico conferma le gerarchie consolidate. Fratelli d’Italia mantiene saldamente la leadership con il 31,5 per cento, seguito dal Partito Democratico al 21,5. Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12 per cento, Forza Italia al 9, la Lega al 7 (in flessione dell’1%). Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6 per cento, mentre Italia Viva e Azione si equivalgono al 3. Noi Moderati, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico si fermano all’1,5 per cento. La novità dell’ultima settimana è rappresentata da Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, che debutta al 2 per cento.
Il generale raccoglie il 23 per cento di fiducia personale e un’analoga percentuale di italiani dichiara di essere disposta a votare la sua formazione. Il bacino potenziale della nuova forza politica si estende al 7 per cento, con un radicamento significativo nell’elettorato di centrodestra: il 37 per cento degli elettori della coalizione (35% tra quelli di Fratelli d’Italia, 39 tra quelli di Forza Italia, 45 tra quelli della Lega) si dice pronto a sostenerlo. Quote minoritarie ma non trascurabili emergono anche tra gli elettori di centrosinistra (13%) e del Movimento 5 Stelle (9%).
Sicurezza e proteste, l’allarme sociale
Le polemiche dell’ultima settimana in materia di sicurezza hanno lasciato il segno. Il 72 per cento degli italiani si dichiara preoccupato per il rischio di violenze nelle proteste di piazza. L’allarme è particolarmente diffuso tra gli elettori di centrodestra, dove raggiunge l’87 per cento, mentre si ridimensiona al 53 per cento tra quelli di centrosinistra e al 68 tra quelli del Movimento 5 Stelle. La richiesta di un irrigidimento normativo trova ampio consenso: il 61 per cento degli intervistati si dichiara favorevole all’introduzione di nuove misure di sicurezza per le manifestazioni. Anche in questo caso, la spaccatura politica è evidente.
L’80 per cento degli elettori di centrodestra sostiene l’intervento legislativo, mentre il sostegno scende al 44 per cento sia tra gli elettori di centrosinistra che tra quelli del Movimento 5 Stelle. Il dibattito sulla sicurezza si inserisce in un clima di tensione sociale che attraversa il Paese e che vede contrapposti due modelli: da un lato la richiesta di tutela dell’ordine pubblico, dall’altro il timore di limitazioni eccessive al diritto di manifestazione. La distanza tra le diverse sensibilità politiche appare difficilmente componibile e configura uno scenario in cui il terreno della sicurezza rischia di diventare un ulteriore elemento di polarizzazione.
