Ruby ter, anche Sgarbi e Barbara D’Urso tra i testi

Ruby ter, anche Sgarbi e Barbara D’Urso tra i testi
Barbara D'Urso
26 luglio 2019

Sfileranno decine e decine di testimoni nel processo sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi imputato, assieme ad altre 28 persone, tra cui molte ‘olgettine’, per corruzione in atti giudiziari per aver comprato, secondo l’accusa, il silenzio sulle cene a luci rosse ad Arcore. I giudici, infatti, hanno deciso di ammettere tutti i testi richiesti dai pm e dalle difese, compresi i due piu’ ‘singolari’ citati dal legale dell’ex premier, l’avvocato Federico Cecconi, ossia il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la conduttrice tv Barbara D’Urso. Il collegio della settima penale, presieduto da Marco Tremolada, si e’ riservato la possibilita’ di tagliare testimoni inutili nel corso del processo, anche perche’ solo la difesa dell’ex premier nella sua lista ha elencato 101 persone, comprese le giovani ex ospiti a villa San Martino e ora imputate.

Nel frattempo, i giudici hanno anche deciso di far entrare agli atti del processo tutte le dichiarazioni rese da Imane Fadil, una delle testimoni ‘chiave’ dell’accusa nei processi sul caso Ruby morta lo scorso 1 marzo (si propende per un decesso per cause naturali, non ancora chiarite), e anche quelle, compresa un’intervista, rese dall’ex legale di Ruby, l’avvocato Egidio Verzini, deceduto in una clinica svizzera col suicidio assistito. Legale che prima di morire aveva parlato di 5 milioni versati da Berlusconi a Ruby attraverso una banca di Antigua (entrano nel processo i suoi verbali del 2014 e un’intervista precedente alle ultime rivelazioni). In sostanza, i giudici hanno respinto numerose eccezioni di inutilizzabilita’ presentate delle difese e relative all’ingente mole di atti depositata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio come prove. Cosi’, dopo oltre 2 anni e mezzo dalla prima udienza (il processo ha dovuto attendere la riunificazione con altri filoni), il dibattimento si aprira’ finalmente con i primi testimoni (consulenti informatici e testi di polizia giudiziaria) il 23 settembre.

Entrano negli atti anche altre interviste, tra cui una a Marysthell Polanco, anche lei imputata ma che di recente, col legale Paolo Maria Cassamagnaghi, ha deciso di cambiare linea, annunciando che dira’ la “verita’” sulle cene di Arcore. La testimonianza di Sgarbi, intanto, e’ stata chiesta dalla difesa di Berlusconi sulla base di “plurime interviste” che ha reso sulle serate nella residenza del leader di FI e nelle quali ha sempre sostenuto che il ‘bunga-bunga’ “e’ tutta fantasia”. Barbara D’Urso, invece, tirata in ballo dalla stessa Ruby in un verbale in indagini (venne accertato che l’allora ‘Rubacuori‘ aveva detto il falso), in aula nel 2012 aveva gia’ chiarito di non avere “mai frequentato Arcore” e di esserci stata “solo una volta a pranzo una decina di anni fa, quando era presente tra gli altri Pier Silvio Berlusconi, e non Silvio”.

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