Cronaca

Crans-Montana, il rimpatrio delle sei vittime italiane. Gestori indagati per omicidio colposo

Cinque delle sei salme dei giovani connazionali morti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana rientreranno domani in Italia con un volo di Stato. Il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion per raggiungere l’aeroporto militare, dove alle 11 le salme saranno imbarcate su un C130 dell’Aeronautica Militare. Il bilancio della tragedia si fa sempre più drammatico: almeno 40 morti, 121 feriti, di cui 14 italiani. Sei le vittime connazionali, tutte giovanissimi tra i 15 e i 17 anni. L’incendio è divampato all’1:30 del primo gennaio nel locale Le Constellation, propagandosi in appena cinque minuti per colpa di una fontanella scintillante avvicinata al soffitto.

Il velivolo militare atterrerà a Milano Linate alle 11:50, dove quattro salme verranno trasferite via terra a Milano, Bologna e Genova. L’aereo proseguirà poi verso Roma Ciampino nel pomeriggio. “Purtroppo le vittime italiane sono sei, tutte accertate”, ha confermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg2. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che i feriti stanno per essere tutti accompagnati in Italia: tre saranno trasferiti al Niguarda, uno a Torino. Non sarà imbarcata sul volo di Stato la salma di Sofia Prosperi, quindicenne italosvizzera residente a Lugano.

Le vittime identificate e il bilancio della strage

Completato il riconoscimento delle sei vittime italiane. Ai quattro inizialmente identificati si sono aggiunti Sofia Prosperi, quindicenne italosvizzera, e Riccardo Minghetti, sedicenne romano. Gli altri sono Giovanni Tamburi, sedici anni, bolognese; Achille Barosi, sedici anni, milanese; Emanuele Galeppini, quasi diciassette anni, genovese; Chiara Costanzo, sedici anni, milanese.

Sale a 24 il numero delle vittime identificate nella strage, secondo quanto comunicato dalla Polizia Cantonale del Canton Vallese. Tra loro quattro donne svizzere di diciotto anni, due quindicenni e un quattordicenne, sei uomini svizzeri, un diciottenne rumeno, un francese di trentanove anni, un turco di diciotto anni. Il ministero degli Esteri francese ha reso noto che tra le vittime ci sono anche otto cittadini francesi, mentre un’altra persona resta dispersa e i feriti francesi sono 23.

Una tragedia assurda ed evitabile secondo l’ambasciatore

“Una tragedia assurda ed evitabile”. Così l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha commentato la strage ai microfoni di Rainews24. “Un locale notturno che permette ai camerieri di andare in giro con queste bottiglie scintillanti e con ragazze che salgono sulle spalle dei camerieri e toccano il soffitto con queste stesse bottiglie è qualcosa di irresponsabile e inconsciente”, ha denunciato il diplomatico. L’incendio è stato appiccato su materiale infiammabile e si è propagato a velocità inaudita. In cinque minuti si è consumata la tragedia. Le prime testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di un rogo che ha generato molto fumo e un’onda di calore devastante.

L’indagine e i gestori indagati per omicidio colposo

Sul rogo è stata aperta un’inchiesta dalla Procura vallese. I proprietari del locale, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, sono indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. I criteri per la detenzione preventiva della coppia, secondo il pubblico ministero Beatrice Pilloud, non sono al momento soddisfatti: non vi è sospetto che intendano sottrarsi dandosi alla fuga. L’indagine verterà sull’analisi dei documenti ottenuti dal Comune, sulla conformità dei lavori realizzati dai gestori, sui materiali utilizzati, sulle vie di fuga, sui mezzi di estinzione e sul rispetto delle norme antincendio. È emerso che l’incendio è stato originato dall’utilizzo di fontane, dispositivi non metallici contenenti composizione pirotecnica che producono scintille e fiamme.

Il passato giudiziario di Moretti in Francia

Jacques Moretti, cittadino corso proprietario del Le Constellation, è noto alla giustizia francese. Come riporta Le Parisien, l’uomo è stato coinvolto in casi di sfruttamento della prostituzione risalenti a circa vent’anni fa, nonché in un caso di rapimento e sequestro di persona. È stato detenuto in Savoia nel 2005. Gli avvocati di Moretti non hanno commentato le indiscrezioni della stampa. Il sessantenne, che sostiene di aver rispettato tutte le norme di sicurezza nel locale rilevato nel 2015, non era presente al momento dell’incendio. Vi era invece la moglie Jessica, che ha riportato ustioni a un braccio. Il sindaco di Crans Montana, Nicolas Féraud, è stato sentito come testimone nei giorni scorsi, avendo consegnato agli inquirenti la documentazione sui permessi e le ispezioni al locale.

L’ospedale Niguarda accoglie undici feriti

Dalla notte di Capodanno l’Ospedale Niguarda di Milano ha accolto in tutto undici pazienti provenienti da Crans-Montana. I primi tre sono arrivati l’1 gennaio, a poche ore dall’evento, altri quattro sono stati trasferiti il 2 gennaio da diversi ospedali della Svizzera, mentre ieri se ne sono aggiunti ulteriori due. Oggi sono stati presi in carico due pazienti provenienti da Aarau e Zurigo. Quasi tutti i feriti hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una di 55. Sette sono considerati in condizioni particolarmente serie e necessitano di cure più intensive. Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, considerato non trasportabile. Le equipe lavorano alla Medicina d’urgenza, al Centro Ustioni, all’Anestesia e Rianimazione.

Il trasporto dall’Alto Adige e la macchina dei soccorsi

Il Servizio di Emergenza Medica dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, in collaborazione con Heli-Elisoccorso Alto Adige, ha provveduto al trasporto di un giovane paziente gravemente ustionato dall’Ospedale Universitario di Zurigo alla Clinica Niguarda di Milano. Il paziente, un giovane milanese, ha riportato gravi ustioni durante l’incidente. Già poche ore dopo la tragedia il Servizio nazionale della protezione civile aveva richiesto supporto per il trasferimento di pazienti verso centri specialistici italiani. Il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher, l’assessore alla Salute Hubert Messner e il direttore generale Christian Kofler hanno acconsentito immediatamente. Il complesso trasporto intensivo è stato realizzato nel pomeriggio con l’elicottero Pelikan 1, decollato dalla base di Bolzano.

Il dolore delle famiglie e delle comunità

“Un ragazzo meraviglioso, solare, carino e disponibile: è una cosa totalmente contro natura quello che è accaduto”, ha dichiarato Maurizio de Vito Piscicelli, zio di Giovanni Tamburi, davanti alla chiesa di Sant’Isaia a Bologna, alla fine della veglia organizzata per commemorare il sedicenne. “Vorrei che questa vicenda servisse a qualcosa: aboliamo questi orrendi fuochi delle candele dentro le discoteche”, ha aggiunto lo zio, sottolineando che questi dispositivi stanno dilagando. Alla veglia ha partecipato anche il presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, che ha parlato di tanta compartecipazione al dolore e solidarietà. “Una tragedia come questa fa vedere anche tanta rete di rapporti, di vicinanza”, ha detto Zuppi.

Il liceo scientifico Stanislao Cannizzaro di Roma, dove studiava Riccardo Minghetti, ha diffuso una lettera sul proprio sito. “Con immenso dolore abbiamo appreso la notizia della scomparsa del nostro caro studente Riccardo”, si legge nel messaggio. “Tutta la comunità scolastica si stringe in un abbraccio silenzioso e partecipe ai genitori, a Matilde, ai parenti di Riccardo, ai suoi amici”. La scuola ha messo a disposizione tutte le forme di supporto possibili per accompagnare studenti, docenti e personale nell’elaborazione del lutto. Il Comune di Milano ha intenzione di proclamare il lutto cittadino per le vittime milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo. Il sindaco Giuseppe Sala e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana domani accoglieranno l’arrivo delle salme a Linate.

L’appello per un Garante delle vittime innocenti

“In virtù della tragedia di Crans-Montana si rende ancora più evidente la necessità di un Garante per le vittime innocenti”, ha dichiarato Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli nel 2023. “Non c’erano permessi, non c’erano vie d’uscita, è stata una tragedia pazzesca”, ha sottolineato. “Io mi sto battendo per avere un Garante delle vittime innocenti, perché non è possibile che in Italia abbiamo solo il Garante dei detenuti. Sarebbe stato necessario e importante, soprattutto per i familiari di quei ragazzi, poter avere un Garante che li tutelasse”. Un appello che risuona drammaticamente dopo l’ennesima strage di giovani vite spezzate.

Pubblicato da
Maurizio Balistreri